WASHINGTON — Nel Grand Foyer della Casa Bianca, giovedì pomeriggio, l’inviato di Vladimir Putin e il negoziatore di Volodymyr Zelensky si sono seduti nella stessa sala, a pochi metri l’uno dall’altro, per ascoltare Melania Trump. Il presidente non c’era. La first lady ha parlato della tregua di sei giorni a Oleshky, città occupata dai russi nella regione di Kherson, e ha ricevuto dall’ombudsman ucraino la più alta onorificenza femminile di Kyiv. «Abbiamo scelto l’umanità invece della guerra», ha detto.Delegazioni ufficiali di Mosca e Kyiv sono comparse insieme alla Casa Bianca per rivendicare un risultato comune: l’evacuazione di oltre 750 civili da una città sulla linea del fronte, tra il 27 ottobre e il 1° novembre. Melania Trump l’ha negoziata come «intermediaria esclusiva», un ruolo che lei stessa ha detto essere messo per iscritto in accordi firmati da Russia e Ucraina. Donald Trump, che in campagna elettorale aveva promesso di chiudere la guerra «in 24 ore», non ha ottenuto finora alcun accordo dai suoi inviati Steve Witkoff e Jared Kushner.Per la Russia c’erano Kirill Dmitriev, inviato speciale di Putin per gli investimenti e amministratore del fondo sovrano russo, e Yana Lantratova, commissaria russa per i diritti umani. Lantratova è sotto sanzioni americane ed europee e la Procura generale ucraina la accusa di aver orchestrato la deportazione di due bambini ucraini, di 11 mesi e di quasi 2 anni, dai territori occupati, riferisce CNN. Per l’Ucraina sedevano Dmytro Lubinets, commissario parlamentare per i diritti umani, e Davyd Arakhamia, capogruppo del partito di Zelensky alla Rada e negoziatore.Lubinets ha consegnato alla first lady l’Ordine della Principessa Olga di prima classe, conferito con decreto di Zelensky il 2 novembre. Lei ha raccontato di aver saputo di Oleshky a settembre, a margine dell’Assemblea generale dell’Onu, e di aver seguito ogni fase: «Ho esaminato i piani di sminamento e le immagini aeree, valutato le strade e discusso le vie di evacuazione, l’accesso agli ospedali, i veicoli e le risorse mediche». I canali usati erano quelli aperti per il ricongiungimento dei bambini separati dalle famiglie. Alle due delegazioni ha affidato lettere scritte a mano per Putin e Zelensky.La tregua era stata annunciata dal capo di stato maggiore russo Valery Gerasimov ed era entrata in vigore alle 3 di Kyiv, le 2 in Italia. Un convoglio con oltre 50 tra medici e paramedici e nove ambulanze ha portato fuori gli abitanti; tra loro un uomo che non vedeva la moglie da 1.711 giorni. Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha detto che in città alcuni mangiavano erba, senza medicine né acqua potabile. A Oleshky restano circa 2.000 residenti. Kyiv non ha diffuso un proprio totale degli evacuati.Le bombe di KomyshuvakhaDmitriev ha detto che Putin «ha dato personalmente tutte le istruzioni necessarie» e ha ringraziato la first lady per il suo «ruolo umanitario». Arakhamia è stato più cauto: «Stiamo creando uno slancio in cui entrambe le parti imparano queste piccole meccaniche, come mantenere davvero la pace quando la pace arriverà». Dmitriev ha avuto a Washington anche incontri con funzionari americani, mentre amministrazione e Cremlino discutono un alleggerimento delle sanzioni sul fondo che lui dirige: per Mosca la cerimonia è anche un biglietto da visita a due giorni dalla sconfitta repubblicana alle elezioni di metà mandato.Sulla tregua pesano le accuse dello Stato maggiore ucraino, secondo cui i russi hanno approfittato della pausa per ruotare le truppe e portare in linea soldati freschi, cibo e munizioni. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha smentito e ha sostenuto che semmai sono stati gli ucraini a violare il cessate il fuoco. Nessuna delle due parti ha presentato denunce formali. Sempre Peskov ha detto all’agenzia turca di Stato Anadolu che «ogni caso è unico» e che non esistono piani per altre tregue. Zelensky, a Fox News: «Se la first lady può farlo e può continuare, è molto utile».A 400 chilometri da Oleshky, intanto, si scava ancora. Lunedì bombe plananti russe hanno colpito una scuola usata come punto di distribuzione di aiuti nel villaggio di Komyshuvakha, regione di Zaporizhzhia, a circa 20 chilometri dal fronte. Giovedì la polizia regionale ha aggiornato il bilancio a 42 morti, con fino a 33 persone ancora sotto le macerie, riferisce Reuters; tra le vittime quattro poliziotti e due soccorritori. Zelensky ha parlato di «vile attacco terroristico» e di un’occasione sprecata dopo Oleshky; la missione Onu per i diritti umani ha detto che il bombardamento ha «probabilmente violato» il diritto internazionale. Mosca non ha commentato l’attacco e nega in generale di colpire deliberatamente i civili.Il prossimo appuntamento è ad Abu Dhabi, il 10 e 11 novembre, per colloqui a livello tecnico tra russi e ucraini mediati dagli Stati Uniti. Melania Trump, che si era tenuta lontana dalla campagna per le elezioni di metà mandato, ha chiesto di vedere Oleshky «come una scintilla in un mondo di tenebre».