Apple torna sul mercato obbligazionario per 7 miliardi di dollari ma non per l’AIApple torna sul mercato obbligazionario: l’azienda ha depositato presso la SEC un prospetto preliminare per l’emissione di sette serie di obbligazioni, con scadenze comprese fra il 2028 ed il 2036. Il documento non indica la cifra, ma secondo Bloomberg l’obiettivo è raccogliere circa 7 miliardi di dollari, a fronte di ordini degli investitori che hanno già toccato quota 31 miliardi.Il punto interessante è il contesto. Nelle ultime settimane diverse Big Tech hanno chiesto denaro al mercato per finanziare gli investimenti nell’intelligenza artificiale, mentre il prospetto di Apple non cita mai l’AI.Perché Apple emette obbligazioni da 7 miliardiNel documento Apple spiega che userà i proventi per finalità aziendali generali, che possono comprendere il riacquisto di azioni proprie, il pagamento dei dividendi, eventuali acquisizioni ed il rimborso del debito esistente. È la stessa formula usata nelle emissioni precedenti: non c’è un progetto specifico da finanziare, né un riferimento a data center o infrastrutture per l’AI.Per chi non segue i mercati, la domanda viene spontanea: perché un’azienda con la liquidità di Apple dovrebbe indebitarsi? In pratica, quando il costo del denaro è favorevole, chiedere un prestito ai mercati può convenire più che usare la cassa, che resta disponibile per altro. Ed è proprio qui che Apple parte avvantaggiata: sempre secondo Bloomberg, la forte domanda le ha permesso di ottenere condizioni migliori, con gli investitori disposti ad accettare tassi d’interesse più bassi di quelli concessi a Microsoft, Meta ed Oracle nelle loro emissioni recenti.Non si tratta di una novità assoluta. Apple ha già fatto ricorso alle obbligazioni nel 2015, nel 2019, nel 2020 e nel 2021; l’ultima volta è stata a maggio 2025, con un’emissione in quattro tranche da 4,5 miliardi di dollari che aveva raccolto ordini per circa 10 miliardi.Il confronto con Meta, Alphabet e MicrosoftLa mossa arriva in una settimana in cui le grandi aziende tecnologiche si sono rivolte al mercato del debito una dopo l’altra. Meta ha raccolto 15 miliardi di dollari con un’offerta negli Stati Uniti, seguita da altri 9 miliardi di euro in obbligazioni europee. Alphabet ha ottenuto 6 miliardi di euro, mentre Microsoft ha chiuso un’emissione da 25 miliardi di dollari, la prima dal 2017.In tutti questi casi il motivo dichiarato o implicito è la corsa agli investimenti in infrastrutture per l’intelligenza artificiale. Apple, dal canto suo, resta fuori da questa logica, almeno sulla carta: la cifra che punta a raccogliere è molto più contenuta e la destinazione è quella di sempre.Leggi ancheRisultati fiscali: Apple chiude il quarto trimestre 2026 con 114,5 miliardi di ricavi: iPhone e Mac volano, ma due categorie arretrano2 Nov 20262 CommentiUna vendita di titoli tecnologici sullo sfondoTutto questo accade nel mezzo di una forte ondata di vendite sui titoli tecnologici: il 5 novembre il Nasdaq 100 è arrivato a perdere oltre il 6% durante la seduta, con Nvidia in calo di circa l’8% e l’S&P 500 giù di quasi il 4%. Anche il titolo Apple ha ceduto terreno, intorno all’1,5%, ma ha retto meglio delle altre Big Tech, le cui quotazioni sono ormai sempre più legate alla spesa per l’AI.A questo punto Apple dovrebbe definire a breve l’importo finale e le condizioni dell’emissione, per poi depositare presso la SEC i termini definitivi dell’operazione.