SACRAMENTO — Mentre Gavin Newsom firmava la cancellazione di 548 condanne a morte, in Indiana un uomo moriva per iniezione letale e altri due aspettavano la stessa sorte in Florida e Alabama. Giovedì gli Stati Uniti hanno vissuto nello stesso giorno la più ampia clemenza di massa della loro storia e la seconda giornata del 2026 con tre esecuzioni in programma.Il governatore democratico della California ha commutato in ergastolo senza condizionale le pene di tutti i detenuti nel braccio della morte dello Stato, 529 uomini e 19 donne. Con un solo atto i condannati a morte nel Paese scendono di quasi un terzo, a circa 1.388, il numero più basso dal 1984 secondo il Death Penalty Information Center, il centro studi di Washington che tiene il conto delle esecuzioni.«Compio questo atto perché credo fermamente che l’uccisione sanzionata dallo Stato sia incompatibile con i valori della California, mini le fondamenta del nostro sistema legale e sminuisca ciascuno di noi», ha scritto Newsom in una lettera aperta ai californiani. Ha definito la scelta una delle decisioni più difficili della sua carriera, «non perché ne dubiti la necessità, ma perché so che l’annuncio può riaprire ricordi atroci per le famiglie delle vittime».La commutazione non è completa da subito. La Costituzione californiana impone il via libera della Corte suprema statale per chi ha più di una condanna: l’effetto è immediato per circa un terzo dei detenuti, per gli altri la parola passa ai giudici. Tra loro c’è David Carpenter, 96 anni, il «Trailside Killer» dei sette omicidi sui sentieri tra Marin e Santa Cruz nei primi anni Ottanta, il più anziano del gruppo.Newsom aveva sospeso le esecuzioni nel 2019, due mesi dopo l’insediamento, definendo la pena capitale un «fallimento», e in seguito ha svuotato il braccio della morte di San Quintino trasferendo i detenuti in altre carceri. L’ultima esecuzione in California risale al 2006. È il settimo governatore nella storia moderna a concedere la clemenza a tutti i condannati; Joe Biden e altri tre governatori avevano commutato molte pene, ma non tutte.Le famiglie delle vittimeLa reazione più dura è venuta da Marc Klaas, padre di Polly, la dodicenne rapita e uccisa nel 1993: «Assassini di bambini, di poliziotti, stragisti e serial killer hanno tutti trovato un alleato in Gavin Newsom». L’associazione dei procuratori distrettuali dello Stato aveva scritto al governatore già a fine ottobre: cancellare «con un tratto di penna» i verdetti di centinaia di giurie, sosteneva, danneggia la giustizia, e i californiani hanno votato più volte per mantenere la pena di morte. Anne Marie Schubert, ex procuratrice di Sacramento, ha annunciato al San Francisco Chronicle che impugnerà le commutazioni in tribunale.Il governatore ha replicato attraverso un portavoce: Newsom «ritiene che uccidere intenzionalmente un’altra persona sia sbagliato». Un sondaggio del Pew Research Center di luglio dà due terzi degli americani favorevoli alla pena capitale per omicidio, compreso un democratico su due.Nel resto del Paese la giornata ha seguito il suo corso. In Indiana Jeffrey Weisheit, 50 anni, è morto alle 0:45 locali (le 6:45 in Italia) nel carcere di Michigan City, dopo che il governatore repubblicano Mike Braun aveva negato la grazia. Nel 2010 aveva ucciso i due figli della compagna, di 8 e 5 anni, dando fuoco alla casa. Ha chiesto costine al barbecue come ultimo pasto e non ha lasciato ultime parole.In Florida è prevista in serata l’esecuzione di Jesse Guardado, la diciannovesima dell’anno nello Stato governato dal repubblicano Ron DeSantis, che eguaglia il record del 2025. In Alabama tocca a Michael Taylor, 54 anni, con l’iniezione letale dopo che un giudice ha bocciato il metodo con gas azoto. Con l’Indiana le esecuzioni del 2026 negli Stati Uniti salgono a 32.La giornata disegna la geografia della pena di morte americana: pochi Stati a guida repubblicana concentrano le esecuzioni, mentre il più grande braccio della morte del Paese si svuota con una firma. Secondo The Marshall Project, la testata che segue il sistema penale, la mossa di Newsom mette pressione su altri due governatori in uscita, il repubblicano Mike DeWine in Ohio e la democratica Laura Kelly in Kansas, entrambi critici in passato verso la pena capitale. La stessa testata segnala un effetto collaterale: alcuni condannati perdono il diritto agli avvocati pagati dallo Stato per gli appelli.«È un momento decisivo nella storia della pena di morte negli Stati Uniti», ha detto Robin Maher, direttrice del Death Penalty Information Center: Newsom, secondo lei, ha «cambiato irrimediabilmente» il rapporto della California con la pena capitale.