Midterm Usa, il Dow Jones guadagna 1.000 punti: crollano i data center per la moratoria promessa dal Texas

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NEW YORK — Il Dow Jones ha aperto mercoledì con un balzo di oltre 1.000 punti, il 2%, e nello stesso minuto CoreWeave, la società che affitta potenza di calcolo per l’intelligenza artificiale, perdeva il 7%. «Non c’è modo di indorare la pillola», ha detto Dan Ives, analista di Yorkville Ives & Co.: il Texas, ha aggiunto, è stato «la preoccupazione maggiore» della notte. La domanda che pesa sui listini è una sola: che fine fanno i data center programmati nello Stato più importante per la nuova industria dell’intelligenza artificiale?I democratici hanno conquistato il Senato e i governatorati di Texas, Ohio e Georgia, e in Texas la nuova governatrice, Gina Hinojosa, ha promesso una moratoria immediata sui data center. Nello Stato è pianificato il 27% dei gigawatt destinati ai centri di calcolo americani, secondo Wells Fargo. Il mercato ha diviso il voto in due: ha comprato la fine dell’incertezza elettorale e ha venduto il Texas.Hinojosa, deputata statale democratica, ha battuto il governatore uscente repubblicano Greg Abbott; le proiezioni l’hanno data vincitrice alle 23:17 di martedì (le 5:17 in Italia). È la prima democratica a guidare il Texas dai tempi di Ann Richards, eletta nel 1990, e la prima governatrice latina. Abbott ha riconosciuto la sconfitta in serata: «matematicamente non riusciremo a vincere».La prima domanda è se la moratoria arriverà davvero e quanto durerà. Hinojosa ha promesso lo stop «fino a una sessione legislativa che metta i texani al primo posto», accusando gli sviluppatori di «alzare le nostre tariffe e prosciugare la nostra acqua». Il suo programma prevede la fine delle esenzioni fiscali ventennali introdotte da una legge del 2015, il divieto degli accordi di riservatezza sui progetti e l’obbligo per le aziende di dimostrare che le bollette non saliranno. Abbott in agosto aveva già congelato le nuove connessioni alla rete, fino a 300 progetti, in attesa di una verifica: per Hinojosa «nient’altro che una trovata da anno elettorale».Il peso del TexasLa seconda domanda riguarda i numeri. Jefferies stima in 13,3 gigawatt la capacità a rischio nello Stato, poco più di un quarto del totale nazionale. SemiAnalysis calcola che il Texas pesi per il 41% della nuova capacità attesa nel 2028. Sui listini il conto si è visto subito: Oracle ha perso il 4,3% e Iren il 6%. Nebius ha ceduto il 3%, mentre Nvidia è rimasta appena sotto la parità.La terza domanda è se il voto sia stato davvero sull’intelligenza artificiale. Aidan Yao, dell’istituto di ricerca di Amundi, ha detto a Reuters che queste elezioni sono «più un referendum sull’AI che un referendum su Trump». Un sondaggio ABC News-Washington Post-Ipsos indica che il 69% dei texani non vuole nuovi data center nella propria comunità, e almeno 33 comunità americane hanno già approvato restrizioni locali. Nel primo trimestre dell’anno 75 progetti, per circa 130 miliardi di dollari, risultavano bloccati o rinviati.La quarta domanda è Washington. JPMorgan ha avvertito in una nota del rischio di un «sell-off dell’AI su presunta maggiore regolazione». Stephen Brown, di Capital Economics, frena: l’ampiezza della vittoria «non cambia molto» nel breve periodo, perché i democratici non hanno i 60 seggi necessari a superare l’ostruzionismo al Senato e Trump conserva il veto.È la lettura che ha sostenuto il resto del listino. Per George Saravelos, capo della ricerca valutaria di Deutsche Bank, una grande maggioranza democratica unita alla disponibilità di Trump a collaborare «dovrebbe agire da freno su esiti politici estremi e ridurre i premi al rischio». Il rendimento del Treasury decennale è sceso al 4,906% e il dollaro ha perso terreno. L’oro è salito del 2,93%, sopra i 4.000 dollari l’oncia. A Tokyo il Nikkei ha chiuso a -4%, ai minimi da maggio, trascinato dai semiconduttori.Trump ha detto al New York Times di essere «assolutamente disposto» ad accettare il risultato e ha assicurato che i repubblicani lavoreranno con i democratici. Le aziende del settore non hanno commentato il voto texano; Alphabet, Meta e Microsoft, i grandi committenti dei data center, sono salite in Borsa. Elon Musk ha scritto su X nella notte: «I data center nello spazio sembrano piuttosto attraenti adesso». Il voto, di per sé, non ha cambiato una sola regola: la moratoria esiste per ora solo nel programma di chi ha vinto.Gordon Johnson, di GLJ Research, calcola in circa 13 gigawatt i progetti esposti. «I progetti con energia, permessi e acciaio vanno avanti», ha scritto; gli altri slittano di 12-18 mesi, oppure «vanno in Louisiana, Oklahoma o da nessuna parte».