Apple si lamenta del costo delle memorie, ma ci guadagna ancora tantissimo

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Apple si lamenta spesso dei costi crescenti dei componenti, tanto che nel suo ultimo report finanziario ha avvisato gli investitori che i prezzi alti delle memorie stanno comprimendo i suoi margini di guadagno. Tutto vero, per carità, ma è importante guardare i numeri anche dall'altra parte del tavolo per avere un quadro della situazione più chiaro, economicamente e non solo. Una recente analisi del Wall Street Journal suggerisce che Apple stia continuando a far pagare sin troppo gli aumenti di memoria sui suoi dispositivi. In particolare, parliamo degli upgrade sugli iPhone, diventati parecchio più salati con le ultime generazioni.Con iPhone 17 Pro, passare da 256 GB a 1 TB costava 400 dollari in più. Il costo effettivo per Apple? Circa 42 dollari, vale a dire un margine netto di quasi il 1.000%. Con iPhone 18 Pro la situazione è cambiata, ma non nel senso che speravano i clienti. Apple ha alzato il prezzo dello stesso upgrade di memoria a 600 dollari. Quest'anno il costo stimato delle memorie è salito a circa 192 dollari, ma i clienti pagano comunque più di tre volte quello che Apple spende. Meno scandaloso del 1.000% di prima, certo, ma siamo ancora ben lontani da qualcosa che assomiglia ad un prezzo conveniente.Vale la pena ricordare che i modelli da 1 TB e oltre di iPhone 18 Pro hanno anche un altro problema: le memorie QLC usate per raggiungere quelle capacità sono più lente rispetto alle versioni base. Quindi non solo si paga di più, ma in alcuni scenari si ottiengono anche prestazioni inferiori alle aspettative. La crisi dei prezzi delle memorie è un problema enorme e duraturo, ovviamente Apple non è l'unica a subirla: anche Xiaomi ha alzato i prezzi su smartphone e tablet per lo stesso motivo, lo stesso hanno fatto tanti altri brand negli ultimi mesi. Quello che però non piace ai clienti è l'atteggiamento di Apple, che si ostina a mantenere margini sin troppo alti sull'incremento di memoria, anche in condizioni di crisi come quella in cui ci troviamo. Apple, infatti, non è un'azienda stretta tra i costi, ma sta continuando ad usare i prezzi degli aumenti di memoria come una leva commerciale che funziona benissimo, crisi o non crisi.L'articolo Apple si lamenta del costo delle memorie, ma ci guadagna ancora tantissimo sembra essere il primo su Smartworld.