John Ternus parla di Siri AI: “C’è ancora molto che vogliamo fare”. E sugli agenti lascia una porta apertaChe piani ha Apple per Siri AI? Nella conference call sui risultati trimestrali la domanda è arrivata più volte al CEO John Ternus, che ha ripercorso quello che l’assistente sa fare ed ha chiuso con una frase che vale come programma: “Siamo davvero entusiasti di aver portato tutte queste innovazioni, e c’è ancora molto che intendiamo fare”.Non è una dichiarazione scontata, visto che Siri è stata a lungo accusata di non fare progressi: le parole di Ternus indicano che l’azienda non considera Siri AI un lavoro finito, come dimostrano anche le novità già arrivate con iOS 27.2.Siri AI ed agenti: cosa ha detto John TernusIl passaggio più interessante riguarda quello che Siri AI potrebbe diventare:Con Siri AI abbiamo davvero la Siri che abbiamo sempre voluto. Oggi funziona soprattutto su richiesta, ma come abbiamo spiegato alla WWDC, è costruita su un’architettura moderna basata su un orchestratore, che ci dà molto spazio per espandere le sue capacità nel tempo.Quanto alle capacità degli agenti, pensiamo che siano strumenti promettenti per gli utenti. Vogliamo solo assicurarci che gli utenti siano consapevoli di ciò a cui danno accesso, e che tutto avvenga proteggendo sicurezza e privacy.Il dettaglio da non sottovalutare è quel “soprattutto su richiesta“, seguito subito dallo spazio per crescere e poi dagli agenti (Muse, Dots, Grok Bot, etc), cioè i sistemi capaci di portare a termine dei compiti da soli invece di limitarsi a rispondere. Non è un annuncio, ma lascia pensare che Apple stia già ragionando su una Siri meno legata alla singola domanda.Il contesto spiega perché la domanda è stata posta: come ricorda Fortune, gli analisti chiedevano conto della corsa agli assistenti personali, a partire da quello di Meta, e sulla tabella di marcia di Siri AI i dirigenti hanno dato pochi dettagli. “Siri AI è molto più capace e funzionale oggi, ma come si passa al livello successivo?”, si è chiesto Wamsi Mohan di Bank of America.Siri AI a pagamento? Limiti di utilizzo e nuovi serviziC’è poi il lato economico. Parlando delle possibilità di crescita dei Servizi, Ternus ha aggiunto: “Pensiamo che l’intelligenza sarà un’altra opportunità”. La frase si collega a quanto emerso nella stessa call: ci saranno limiti di utilizzo per le funzioni di intelligenza artificiale che non girano sul dispositivo, ed Apple intende far pagare chi ne vuole di più. Anche i piani di iCloud, finora legati soprattutto allo spazio di archiviazione, sono destinati a cambiare.In pratica, significa che man mano che Siri AI migliorerà, una parte delle sue funzioni potrebbe trasformarsi in una nuova voce di ricavo, sostenuta da una base attiva che ha superato i 2,5 miliardi di dispositivi.Siri AI in Italia: non c’è, e non solo per la linguaPer gli utenti italiani, per ora, è un discorso a distanza, e per due motivi. Il primo è che Apple non rende disponibile Siri AI nell’Unione Europea su iOS, iPadOS e watchOS, quindi da noi manca a prescindere dalla lingua. Il secondo è proprio la lingua: con iOS 27.2 Siri AI, ancora in beta, ha aggiunto francese, giapponese, coreano, portoghese e spagnolo, con altre quattro lingue promesse entro fine anno, ma l’italiano non compare in nessuno dei due elenchi.Leggi ancheSiri AI arriva in cinque nuove lingue con iOS 27.2, altre quattro entro fine anno: e l'italiano?26 Ott 20262 Commenti