Qui al bar ci siamo sciroppati, come tutti voi, settimane di prediche sulla necessità di ascoltare il disagio dei giovani, per i quali non ci sono mai abbastanza risorse, ai quali la manovra destina troppi pochi fondi, ai quali è stato “rubato il futuro”. Di fronte alla descrizione di tali difficoltà, ci saremmo aspettati che costoro si tuffassero sulle opportunità (poche?) offerte loro. E invece… Invece si scopre che, a Bologna, il 52% dei ragazzi ai quali era stato proposto un posto letto in uno studentato pubblico, ha gentilmente declinato l’offerta. Il motivo? L’ha illustrato per iscritto l’assessore alle Politiche giovanili della Regione Emilia-Romagna: preferiscono le stanze singole, insonorizzate, dotate di connessione internet, con le sale studio e le palestre, che trovano negli alloggi realizzati con i fondi (a debito) del Pnrr e che possono aggiudicarsi, essendo meritevoli ma privi di mezzi, alla stessa tariffa delle controparti pubbliche.Nella loro situazione, probabilmente, faremmo lo stesso. Il problema è che l’Udu, contro questi alloggi Pnrr, è salita sulle barricate dopo essere scesa in piazza: prezzi inaccessibili, manovre speculative, strutture prive di servizi e lontane dagli atenei. Così dicevano gli attivisti. Evidentemente, se gli indigenti che vanno a studiare a Bologna le hanno preferite alle strutture “tradizionali”, come le ha definite l’assessore, tanto schifo non fanno. Quanto all’impegno economico, delle due l’una: o questi alloggi non hanno veramente prezzi fuori scala (la tariffa di 850 euro, sbandierata da alcuni detrattori, secondo il ministero, in alcune città, è comprensiva anche di tutte le utenze e persino della mensa); oppure ce li hanno, ma i “poveri” non sono messi così male da non potersi permettere di fare un po’ gli schizzinosi. D’altronde, è così che definiva i giovani Elsa Fornero: choosy. Schizzinosi. Adesso, dopo avergli “rubato il futuro”, va in tv a pontificare.Il barista, 4 novembre 2026L'articolo Sorpresa: gli studenti non trovano casa? Se gliela dai, la rifiutano proviene da Nicolaporro.it.