Credito e intelligence, ecco il kit delle Pmi per conquistare i mercati globali

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Piccole sì, ma sempre più grandi. Anche all’estero. L’Italia delle piccole e medie imprese, vera e propria spina dorsale dell’economia nazionale, è pronta a dare un altro assalto ai mercati esteri, a cominciare dal Mercosur, la nuova frontiera per l’industria europea e dunque italiana. La leva è arrivata da Intesa Sanpaolo, che ha inaugurato un nuovo percorso sinergico e integrato insieme a Confindustria, Sace, Simest e Ice, consolidando il modello di accompagnamento all’estero delle pmi italiane. Tutto questo per mezzo di una proposta, siglata a Roma nella cornice del Parco dei Principi, ai Parioli, per l’internazionalizzazione e per il sostegno all’export delle imprese italiane, un impegno concreto che vede affiancati operatori pubblici e settore privato per attivare sinergie di lungo periodo.Promosso dalla banca dei Territori guidata da Stefano Barrese, l’intervento, è finalizzato a individuare nuovi fattori di crescita e traiettorie per la competitività italiana alla luce del contesto geopolitico e del relativo impatto sul commercio con l’estero, rafforzato dalla disponibilità di 30 miliardi di euro di credito messi a disposizione dalla banca nel prossimo triennio e dalla sottoscrizione di nuovi accordi con primari istituti bancari in Francia, India e Brasile destinati a garantire alle imprese italiane assistenza operativa e finanziaria nei principali mercati di sviluppo. Un modello integrato di partnership attivate da Intesa per rafforzare ulteriormente la propria strategia di supporto alle imprese attraverso risorse a sostegno degli investimenti, ampliamento delle collaborazioni bancarie internazionali e potenziamento delle soluzioni finanziarie e dei servizi dedicati all’export.La nuova iniziativa, insomma, risponde ai bisogni delle imprese di semplificare e incentivare soluzioni alle crescenti complessità dei mercati globali, puntando alla ridefinizione degli equilibri commerciali attraverso investimenti e nuovi finanziamenti, riduzione di tempi e costi, competenze specialistiche inserite in un sistema integrato di soluzioni finanziarie, assicurative, consulenziali e promozionali al servizio delle imprese, in coerente allineamento con i programmi dell’agenda economica e diplomatica del Paese. Più nel dettaglio, il patto si articola lungo cinque direttrici.Ovvero, nuovo credito per 30 miliardi di euro per il prossimo triennio messo a disposizione da Intesa per finanziamenti destinati ad incentivare le esportazioni, gli investimenti diretti all’estero e i progetti produttivi realizzati in Italia funzionali alla crescita internazionale, partnership con primari istituti bancari locali, già avviate da Intesa Sanpaolo in Francia, India e Brasile, e in estensione ad altre geografie emergenti entro il primo semestre 2027, per fornire assistenza operativa nei Paesi di destinazione, dalla gestione di pagamenti e incassi al cash management e ai rapporti bancari delle imprese italiane presenti con controllate, unità produttive, filiali commerciali nelle geografie internazionali. Ancora, ricerca di nuovi clienti e partner internazionali grazie alla collaborazione con Ice e l’utilizzo della nuova piattaforma Connecting Markets sviluppata dalla banca dei territori di Intesa Sanpaolo che consente alle pmi di individuare nuovi clienti, fornitori e partner industriali in oltre 170 Paesi e infine sostegno all’export di macchinari e beni strumentali, comparto che rappresenta il 18% dell’export totale italiano.“Sostenere le strategie di internazionalizzazione delle imprese, affiancandole nelle scelte di posizionamento sui mercati globali e nell’individuazione di nuove opportunità di crescita, in uno scenario segnato da tensioni geopolitiche, protezionismo e incertezza, è una priorità strategica di Confindustria. La perseguiamo con crescente determinazione, impegnandoci quotidianamente a offrire alle imprese una visione capace di anticipare i cambiamenti dello scenario internazionale e tradurli in indicazioni concrete per orientare le decisioni di investimento e di sviluppo sui mercati esteri”, ha messo in chiaro Barbara Cimmino, vicepresidente di Confindustria per l’export e l’attrazione degli investimenti, nel suo intervento. “Il nostro ruolo non si esaurisce nella promozione internazionale, ma si traduce in un’attività strutturata di orientamento e accompagnamento operativo”.Naturalmente anche il voto negli Stati Uniti ha fatto capolino nella mattinata al Parco dei Principi. E qui a esporsi è stato Gregorio De Felice, capoeconomista di Intesa. “Niente ribaltone dell’agenda Trump”, ha subito messo in chiaro, ma ingorghi legislativi negli Usa si IA, data center e criptoasset, con il Bitcoin già calato, quelli sì. “Credo che il voto abbia più che confermato il tasso di di approvazione che il presidente Usa aveva pre-voto: 65% degli americani lo disapprovava e appena il 30% lo approvava. Cosa succede adesso? Innanzitutto il nuovo congresso si insedia il primo gennaio, quindi andiamoci piano con le valutazioni. Non sarà un ribaltone dell’agenda Trump semmai avremo qualche ingorgo legislativo, con i terreni di maggiore scontro che sono, primo, il tetto al debito, dove Trump con i repubblicani sarebbe voluto andare molto in là. E poi un freno sulle attività legislative che riguardano intelligenza artificiale, data center e criptovalute”.