AGI - I Democratici Usa hanno conquistato la maggioranza al Congresso ed eletto diversi governatori. Un risultato che ora avrà influssi sulla seconda parte del mandato di Donald Trump. Ecco i dati che spiegano la storica vittoria ‘blu’ di midterm.Elevata affluenza al voto anticipatoNegli Stati Uniti, è possibile votare sia di persona al seggio, sia in anticipo tramite schede inviate per posta. Sebbene il conteggio totale dei voti non sia ancora definitivo, gli americani hanno espresso oltre 61,7 milioni di preferenze prima della giornata elettorale di martedì, secondo l’Election Lab dell’Università della Florida. Questo dato un record per il voto anticipato in un’elezione di metà mandato ha indubbiamente favorito i Democratici, che tradizionalmente ricorrono al voto per corrispondenza più spesso dei Repubblicani. Il peso degli elettori fedeli ai democraticiSecondo quanto riportato dalla National Public Radio (Npr), i dati indicano un’elevata affluenza tra gli afroamericani, i giovani e altri gruppi che sostengono costantemente i candidati democratici. Questa ondata di partecipazione ha contribuito al successo elettorale registrato martedì, che ha visto i Democratici prevalere in sfide chiave e assumere il controllo di entrambe le camere del Congresso. Raccolta fondi da recordQueste elezioni hanno fatto registrare una spesa elettorale senza precedenti, pari a 11,9 miliardi di dollari. La cifra supera gli 8,9 miliardi di dollari spesi nel 2022, secondo OpenSecrets, un’organizzazione apartitica che monitora i costi della politica statunitense.Il ruolo dei Pac e di MuskLa raccolta fondi e la spesa in pubblicità politica sono aumentate nelle competizioni di quest’anno, spinte in parte dai cosiddetti “comitati di azione politica” (Pac). Tali investimenti esterni guidati da Elon Musk, alleato di Trump e uomo più ricco del mondo hanno fornito ai Repubblicani un sostegno di circa 360 milioni di dollari.I candidati democratici e il caso TalaricoTuttavia, i candidati democratici si sono dimostrati estremamente abili nel raccogliere fondi per conto proprio. I candidati alla Camera dei Rappresentanti e al Senato hanno attinto alle casse delle proprie campagne elettorali per una cifra senza precedenti di 3,7 miliardi di dollari; di questi, i Democratici hanno speso 800 milioni di dollari in più rispetto ai Repubblicani, secondo OpenSecrets. In Texas, il candidato democratico al Senato James Talarico ha baattuto ogni record raccogliendo l’impressionante cifra di 145 milioni di dollari, superando di gran lunga i 22 milioni ottenuti dal suo rivale repubblicano, Ken Paxton, costretto a fare affidamento su gruppi esterni per finanziare la propria campagna elettorale.Prime vittorie dopo decenniL’ultima volta che il Kansas ha eletto un democratico al Senato fu 94 anni fa. Questo martedì, Adam Hamilton ha sconfitto il suo avversario repubblicano, Roger Marshall. Hamilton pastore di una megachiesa metodista e, fino a poco tempo fa, iscritto al Partito Repubblicano è diventato il primo democratico a vincere una corsa al Senato in questo Stato, prevalentemente rurale e conservatore, dal 1932.Anche il Texas è diventato “blu” per la prima volta dopo decenni, regalando una vittoria schiacciante a Talarico e strappando un seggio al Senato ai repubblicani: un risultato che non si vedeva dal 1988, l’anno precedente alla nascita dello stesso candidato. Per i repubblicani si è trattato di un doppio colpo: la democratica Gina Hinojosa, di origini messicane, ha infatti battuto il governatore del Texas Greg Abbott, in carica dal 2015.Anche la Carolina del Sud ha sfidato la storia, voltando le spalle alla senatrice Darline Graham (nominata all’inizio di quest’anno per occupare il seggio del defunto fratello, Lindsey Graham) e premiando la democratica Annie Andrews. Era dal 1998 che nessun democratico della Carolina del Sud veniva eletto al Senato.+Un cambiamento tra i giovani e la comunità latinaSecondo gli exit poll, i giovani e gli elettori di origine latina due segmenti dell’elettorato statunitense rivelatisi fondamentali per Trump si sono allontanati nettamente dal presidente e dal Partito Repubblicano. Gli elettori ispanici avevano contribuito all’ascesa di Trump nel 2016 e avevano giocato un ruolo anche nella sua vittoria del 2024.Nelle ultime settimane, peraltro, molti elettori latini hanno espresso rabbia nei confronti di Trump, dichiarando di sentirsi traditi. Ciò è emerso chiaramente dagli exit poll di Nbc News, che hanno mostrato come gli elettori di origine latina abbiano sostenuto i candidati democratici con un margine del 62% contro il 35% ottenuto dai repubblicani.Anche i giovani elettori hanno preso le distanze da Trump. Secondo quanto riportato da Nbc News, gli exit poll hanno indicato che i giovani tra i 18 e i 29 anni - uomini e donne - hanno votato per i democratici con un margine del 72% contro il 25%. Si tratta di un cambiamento drastico rispetto al 2024, quando l’elettorato giovanile era diviso tra Trump e Kamala Harris.L'avviso della Casa BiancaAnalisi a parte, la Casa Bianca ha comunque postato sui suoi profili social una foto di Donald Trump nello Studio Ovale che punta i pugni sulla scrivania e guarda minaccioso l'obiettivo. Il messaggio che accompagna l'immagine è "Comunicazione al pubblico: Trump è ancora il vostro presidente".