Stati Uniti, l’ex capo dell’Esercito entra in OpenAI: l’intelligenza artificiale al servizio della sicurezza nazionale

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OpenAI ha annunciato il 2 novembre la nomina di Dan Driscoll, ex segretario all’Esercito statunitense, a consigliere principale per la modernizzazione della sicurezza nazionale. Il suo incarico sarà favorire l’impiego dell’intelligenza artificiale negli apparati della difesa, con particolare attenzione alla sicurezza informatica e alla cooperazione con gli alleati di Washington.La scelta conferma il crescente avvicinamento fra industria tecnologica e istituzioni militari americane. L’intelligenza artificiale non rappresenta più soltanto uno strumento commerciale, ma una risorsa strategica per elaborare informazioni, migliorare la logistica e accelerare i processi decisionali.Driscoll porta in OpenAI soprattutto la conoscenza delle strutture amministrative e militari statunitensi. La sua esperienza può facilitare l’integrazione delle nuove tecnologie, ma solleva anche la questione della trasparenza nei rapporti fra istituzioni pubbliche e imprese private. Non emergono da questa nomina elementi che dimostrino irregolarità, ma resta essenziale distinguere gli interessi commerciali dalle responsabilità dello Stato.L’uscita di Driscoll dal governo era stata accompagnata, secondo ABC News, da tensioni con Pete Hegseth riguardanti alcune decisioni sui vertici militari. La Casa Bianca aveva tuttavia espresso apprezzamento per il suo operato, senza confermare una specifica causa delle dimissioni.Sul piano strategico, l’intelligenza artificiale può migliorare la gestione delle informazioni, la manutenzione dei mezzi, la protezione delle reti e l’organizzazione delle forze armate. Non significa necessariamente sviluppare armi autonome: molte applicazioni riguardano attività amministrative e operative.Rimane però il problema dell’affidabilità. Un sistema capace di elaborare rapidamente grandi quantità di dati può migliorare le decisioni soltanto se le informazioni sono corrette. Un errore prodotto dall’intelligenza artificiale rischia altrimenti di essere trasferito con maggiore velocità ai livelli decisionali. Per questo il controllo umano deve restare effettivo e verificabile.La collaborazione fra aziende tecnologiche e difesa apre inoltre un mercato destinato a creare rapporti commerciali duraturi. Aggiornamenti, assistenza, formazione e integrazione dei sistemi possono rendere difficile cambiare fornitore, aumentando la dipendenza delle istituzioni pubbliche.La questione interessa direttamente anche l’Europa. L’utilizzo di tecnologie americane può rafforzare la cooperazione militare e lo scambio di informazioni, ma rischia di consolidare la dipendenza da imprese statunitensi per funzioni essenziali della sicurezza.Per gli alleati diventa quindi importante conservare il controllo sui dati, verificare le prestazioni dei sistemi e mantenere alternative tecnologiche praticabili.La nomina di Driscoll mostra come la competizione internazionale si stia estendendo al controllo degli algoritmi e delle infrastrutture digitali. La capacità di sviluppare intelligenza artificiale avanzata costituisce un vantaggio strategico, ma la questione decisiva rimane chi stabilisce le condizioni del suo impiego e chi conserva il potere di intervenire quando gli interessi delle imprese e quelli degli Stati non coincidono.