Midterm Usa, Musk spende 445 milioni e perde il Texas: i democratici conquistano anche Camera e Senato

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AUSTIN — Elon Musk ha versato 445 milioni di dollari ai repubblicani e si ritrova senza il Texas. Nella notte fra martedì e mercoledì i democratici hanno conquistato entrambe le camere del Congresso e, nello Stato che ospita Tesla e SpaceX, hanno battuto sia il governatore uscente Greg Abbott sia il procuratore generale Ken Paxton, il candidato al Senato su cui l’imprenditore aveva speso di più.Alle 10 di mercoledì (ora italiana) i democratici avevano 228 seggi alla Camera, dieci oltre la soglia della maggioranza, riferisce CNBC. I repubblicani erano fermi a 139, con decine di collegi ancora da assegnare. Al Senato i democratici hanno strappato sette seggi agli avversari, fra cui Ohio, Kansas, Maine e, appunto, il Texas.Qui Gina Hinojosa, deputata democratica del Parlamento statale, ha battuto Abbott, in carica da tre mandati. Per il Senato federale James Talarico, anche lui deputato statale, ha superato Paxton con quasi 12 punti di vantaggio a scrutinio quasi concluso: è il primo senatore democratico eletto in Texas da oltre trent’anni. «Abbiamo sconfitto Golia», ha detto ai sostenitori.Musk è stato il più grande donatore individuale della campagna: 445,6 milioni di dollari a cause repubblicane fino al 14 ottobre, secondo i registri federali. Di questi, 224 milioni sono finiti in Texas, in gran parte a favore di Paxton. Poco prima dell’1.15 di New York (le 7.15 in Italia) l’imprenditore ha affidato la reazione a due post su X, il social che possiede: «Immagino che i miei laser spaziali per manipolare le elezioni stavolta non abbiano funzionato», e poi: «I data center nello spazio sembrano piuttosto attraenti in questo momento».La moratoria sui data centerHinojosa ha costruito parte della campagna contro i grandi centri di calcolo per l’intelligenza artificiale. «Serve una moratoria sui data center finché la Legislatura non potrà riunirsi per varare protezioni vere», ha detto in agosto, citando la tenuta della rete elettrica, l’acqua e le comunità locali. Candidati democratici alla guida di Georgia e Michigan hanno chiesto misure analoghe.Una svolta che investe lo Stato al centro della corsa ai data center. Il Texas pesa per il 27% della capacità in gigawatt pianificata negli Stati Uniti, stima la banca Wells Fargo, ed era dato in sorpasso sulla Virginia come primo mercato mondiale entro il 2030. La stessa SpaceX sta costruendo diversi gigawatt di capacità. Per Musk il conto è doppio: perde il candidato su cui aveva scommesso di più e si ritrova una governatrice che chiede di fermare i cantieri nello Stato dove ha sede la sua industria.I mercati hanno reagito prima che i risultati fossero completi. Nella notte i futures di Wall Street sono scesi, con il Nasdaq-100 a circa -2%, e la Borsa di Tokyo ha chiuso in calo del 3,1%; i produttori di cavi per data center Fujikura e Furukawa Electric hanno perso fra l’8 e il 9%. «I democratici vincono seggi in alcuni Stati chiave. Questo ha alimentato la cautela su regole più severe per gli investimenti in infrastrutture per l’intelligenza artificiale», ha detto a Reuters un gestore di GCI Asset Management. Tesla e SpaceX hanno ceduto circa il 4% nelle contrattazioni fuori orario.In mattinata europea il quadro si è rovesciato. Alle 10 l’Euro Stoxx 50 guadagnava lo 0,8% e i futures sull’S&P 500 erano tornati in positivo dello 0,2%, con le banche in testa. I titoli dell’intelligenza artificiale restavano divisi: Nvidia e Microsoft in rialzo fra l’1 e il 2% prima dell’apertura, l’operatore di cloud CoreWeave in calo del 3%.Né Tesla né SpaceX hanno commentato. Abbott, Paxton e la Casa Bianca non hanno reagito ai risultati. Lo stesso Abbott, prima del voto, aveva già disposto un congelamento dei permessi per nuovi data center. La Legislatura texana, davanti alla quale la nuova governatrice dovrà portare la moratoria, resta in mano ai repubblicani.