La musica entra nel carcere di Uta con il coro femminile del Teatro Lirico di Cagliari, protagonista di un concerto tra musica sacra, opera e grandi successi pop. Ad accoglierlo, giovedì mattina, è stata la Rainbow Band, il gruppo di voci e strumentisti nato proprio all’interno della casa circondariale. Un centinaio di detenuti e detenute ha assistito all’esibizione, in un appuntamento che segna l’avvio di un percorso di collaborazione tra il teatro e il carcere. “La musica mi ha salvato”, ripete il ritornello della canzone cantata dai detenuti, e sta qui tutto il senso: l’arte, la musica, la bellezza, la cultura possono fare la differenza persino in un luogo dove troppo spesso tutto sembra senza speranza. “Teniamo moltissimo a questo progetto. Il carcere è un luogo di riabilitazione e non di punizione e credo che la cultura sia lo strumento migliore per riabilitare, condividere e far crescere la nostra comunità anche nelle case circondariali”, dice il sovrintendente del Teatro Lirico, Andrea Cigni, annunciando l’intenzione di proseguire con nuove attività. “Questo è il primo passo di una serie di iniziative che abbiamo intenzione di portare avanti per fare insieme cultura e musica e cercare di dare una risposta alle persone che sono qui dentro”.L’accoglienza da parte dei detenuti è stata positiva, tanto che il brano con cui si sono esibiti è stato preparato appositamente per l’occasione. “L’intenzione è avviare un percorso a lungo termine con un obiettivo ambizioso: fare in modo che possa trasformarsi anche in un’opportunità lavorativa per i detenuti”, spiega il direttore del carcere di Uta Pietro Borruto. Un progetto che guarda anche al futuro: a giugno è in programma la Festa della musica nelle carceri di tutta Italia, iniziativa che coinvolgerà band nazionali e regionali per portare, attraverso la musica, un messaggio di condivisione e speranza.Protagonista del concerto “In-Canto”, inserito nella rassegna “Rotte Sonore 2026”, è stato il coro femminile del Teatro Lirico, diretto da Massimo Fiocchi Malaspina e accompagnato al pianoforte da Riccardo Pinna. La scelta di una formazione tutta al femminile, ha spiegato Cigni, è legata anche al valore simbolico delle donne, “simbolo di maternità, di speranza, di vita”. Il programma ha attraversato il repertorio sacro e classico, l’opera e la musica pop, con brani di Palestrina, Mendelssohn, Poulenc, Fauré e Brahms, accanto a celebri composizioni di Bizet, Enya, Abba e Queen.{"@context": "http://schema.org","@type": "VideoObject","name": "Il coro del Teatro Lirico di Cagliari si esibisce nel carcere di Uta, il nuovo progetto tra riabilitazione e lavoro","description": "Il coro del Teatro Lirico di Cagliari si esibisce nel carcere di Uta, il nuovo progetto tra riabilitazione e lavoro","thumbnailUrl": "https://img.lapresse.it/2026/11/05/4e4c10bee6e266bebc5a465060f4bdf5.jpg","uploadDate": "2026-11-05T19:58:44+01:00","contentUrl": "https://videolapresse-meride-tv.akamaized.net/exposed/folder29/1793903300_2970008dec0304fee4f2b9e3207246ed_lapresse_hd.mp4"}Questo articolo Il coro del Teatro Lirico di Cagliari si esibisce nel carcere di Uta, il nuovo progetto tra riabilitazione e lavoro proviene da LaPresse