Il colpo di stato fantasma che ha fatto tremare l’Europa

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Un giudice sospende il presidente del Tribunale costituzionale, la polizia antisommossa circonda il palazzo e il capo dello Stato interrompe una visita in Africa per rientrare a Varsavia nel cuore della notte e farsi largo tra i giudici. Sembra il colpo di scena di una serie tv, ma è ciò che è accaduto in Polonia tra il 30 e il 31 ottobre. L’espressione più usata, da una parte e dall’altra, è la stessa: colpo di stato. Ma chi lo starebbe facendo a chi, e in cosa consiste?Presidente contro governo: il quadro politico polaccoIn Polonia il presidente è eletto direttamente dai cittadini, mentre il governo nasce dalla maggioranza del Parlamento, il Sejm. Dal dicembre 2023 il premier è Donald Tusk, europeista e centrista, alla guida di una coalizione di quattro forze: Coalizione civica, Sinistra, Polonia 2050 e Partito popolare.A giugno 2025 il candidato sostenuto dal suo governo ha perso il ballottaggio per la presidenza contro Karol Nawrocki, storico di formazione, appoggiato dal partito di opposizione Diritto e Giustizia (PiS), che ha vinto con il 50,89 per cento dei voti. Nawrocki si è insediato il 6 agosto 2025 e da allora i due convivono in una sorta di guerra fredda istituzionale.Un Tribunale costituzionale contestato da dieci anniIl terreno dello scontro è il Tribunale costituzionale, l’organo che decide se le leggi rispettano la Costituzione. Ha quindici giudici, eletti dal Parlamento, che però devono giurare davanti al presidente della Repubblica. Qui nasce un problema vecchio di dieci anni: dal 2015, quando il PiS andò al governo, la composizione del Tribunale è contestata. Tre giudici furono nominati in un modo che i tribunali polacchi hanno poi giudicato illegittimo, e nel 2021 la Corte europea dei diritti dell’uomo stabilì che quell’organo non poteva più considerarsi un tribunale costituito per legge.Oggi il Tribunale è guidato da Bogdan Święczkowski, ex alto magistrato dell’era PiS, presidente dal dicembre 2024. Tusk è tornato al potere promettendo di ripristinare l’indipendenza della magistratura, ma le sue iniziative sono state bloccate dai veti di due presidenti vicini al PiS, prima Andrzej Duda e ora Nawrocki.Il nodo dei cinque giudici e del giuramentoQuest’anno il Sejm ha eletto otto nuovi giudici. Nawrocki ne ha fatti giurare tre e ha rifiutato di ricevere il giuramento degli altri cinque, che hanno giurato comunque in Parlamento e hanno inviato al presidente una copia notarile.Le due letture si scontrano. Per il governo il giuramento è una formalità e il presidente non può bloccare una scelta del Parlamento. Per Nawrocki e per il vertice del Tribunale la legge richiede che si giuri davanti al presidente, in sua presenza, e una sentenza del Tribunale del 12 maggio 2026 ha dato ragione a lui. Nel frattempo Święczkowski ha impedito ai cinque di partecipare alle udienze. Il risultato è un tribunale a ranghi ridotti e di fatto fermo.Ora per ora: dalla sospensione all’ingresso notturno di NawrockiVenerdì 30 ottobre, verso le sei di sera, sul sito del Tribunale compare un avviso: una dei cinque giudici non riconosciuti dal presidente, Anna Korwin-Piotrowska, sospende per un mese Święczkowski e il suo vice e dichiara di assumere la guida dell’istituzione. Le accuse sono di aver bloccato l’assemblea dei giudici, assegnato le cause in modo irregolare e impedito ai giudici eletti dal Parlamento di lavorare. Per farlo si appoggia a norme sulla sospensione dei giudici previste per i tribunali ordinari.Intorno al palazzo arriva la polizia antisommossa, chiamata, secondo lei, per il rischio di disordini. Il Tribunale replica dal proprio account ufficiale che quella signora non è una giudice e che chi la segue commette il reato di colpo di stato. Nawrocki è in volo verso il Senegal, ordina di invertire la rotta e atterra a Varsavia. Poco prima dell’una di notte entra nel Tribunale, accompagnato dal presidente della Corte suprema e dal suo capo di gabinetto. Davanti a lui ci sono i giudici contestati, tra cui Korwin-Piotrowska, che gli dice: “siamo giudici del Tribunale costituzionale”. Lui risponde: “non lo siete”.Sull’ingresso c’è un parapiglia e le versioni divergono. Il governo parla di un presidente che ha spinto i giudici per passare, la presidenza sostiene che siano stati i giudici a compromettere l’inviolabilità del capo dello Stato. Uscito poco prima delle cinque, Nawrocki parla di occupazione con la forza di un organo costituzionale e convoca per sabato i partiti. Tusk non si presenta, mentre vanno i rappresentanti di Polonia 2050 e del PSL, due alleati del governo, ma la riunione non produce risultati.Le reazioni e lo scontro in diretta del 3 novembreSabato sera Tusk parla in televisione: per lui il vero attacco allo Stato di diritto è quello portato avanti dal PiS e dai presidenti Duda e Nawrocki, e il governo andrà avanti. Per due sere centinaia di persone si ritrovano davanti al Tribunale, tre ambasciatori, tutti ex collaboratori di Duda, si dimettono e i vescovi polacchi chiedono dialogo.Martedì 3 novembre il confronto va in diretta. Al Consiglio di sicurezza nazionale, davanti alle telecamere, Nawrocki dice a Tusk che porta la piena responsabilità di ogni azione illegale commessa intorno al Tribunale. Poche ore dopo, nello stesso palazzo, si riunisce l’assemblea dei giudici. Ci sono otto giudici, tutti quelli eletti dall’attuale maggioranza, e nessuno dei sette nominati sotto il PiS. Per dichiarare valida la riunione servono i due terzi dei giudici, di norma dieci su quindici. Loro sostengono che quelli abilitati a partecipare siano solo dodici, perché escludono i due sospesi e un terzo giudice la cui nomina discende da una di quelle ritenute illegittime. I due terzi di dodici fanno otto e il quorum è raggiunto.L’assemblea approva il bilancio del 2027 e sorteggia i collegi che dovranno occuparsi dei procedimenti disciplinari contro Święczkowski e il suo vice. Il presidente del Tribunale definisce la riunione senza valore e Korwin-Piotrowska una usurpatrice. Qualche ora dopo Tusk propone a Nawrocki un incontro a quattr’occhi entro la settimana.Perché si parla di colpo di stato: le due versioni e i giuristiPer Nawrocki, per Święczkowski e per il PiS, quello a cui abbiamo assistito è la presa di controllo di un organo costituzionale da parte del governo, con l’appoggio della polizia, attraverso un atto privo di base legale e firmato da una persona che non riconoscono come giudice. Su un punto, fuori dalla politica, molti giuristi concordano: la base legale della sospensione è debole, e secondo loro nessuna legge prevede un meccanismo del genere.Il governo e i suoi sostenitori respingono l’etichetta. Per loro l’origine del blocco è il rifiuto del presidente di ricevere il giuramento di giudici regolarmente eletti, un atto che dovrebbe essere formale, e il conseguente veto di Święczkowski alla loro attività. Ricordano inoltre che il Tribunale, a loro dire, non è più legittimo da dieci anni. Anche alcuni giuristi critici sul metodo ammettono che, in una situazione di paralisi, si possa invocare una sorta di necessità costituzionale superiore. La Commissione europea, per ora, si è limitata a ricordare che l’elezione dei nuovi giudici spetta al Sejm e che il Tribunale deve poter funzionare nel rispetto della Costituzione e della giurisprudenza europea.Qualche analista osserva che il colpo di stato, in senso stretto, è il tentativo di rovesciare un governo e non la rimozione di un giudice. Un dettaglio che rende il quadro ancora più paradossale, perché la stessa accusa era già stata lanciata dall’altra parte: all’inizio del 2025 fu proprio Święczkowski a denunciare Tusk e alcuni ministri per colpo di stato, e la procura aprì un’indagine.I quattro scenari: dalla de-escalation al doppio TribunaleIl primo scenario è la de-escalation: un nuovo incontro tra Tusk e Nawrocki, magari con la mediazione degli alleati di governo più moderati, per arrivare a un compromesso. Per esempio, un modo per far giurare i cinque giudici in cambio del ritiro della polizia e di un congelamento delle sospensioni. È il più ragionevole, ma anche il più lontano dalle parole dette martedì.Il secondo è il peggiore nel lungo periodo: due tribunali nello stesso palazzo, uno riconosciuto dal governo e uno dal presidente, con ogni sentenza contestata da una delle due parti. Il terzo è l’escalation: Nawrocki può usare il veto sulle leggi, rifiutare ulteriori nomine e continuare lo scontro, mentre il governo ha già chiesto di togliere l’immunità a Święczkowski e al suo vice.Il quarto è il più radicale: un vero azzeramento del Tribunale, con una nuova composizione e nuove regole. Servirebbe però una riforma costituzionale e, con questi rapporti di forza, è difficile da immaginare prima delle elezioni parlamentari del 2027, che faranno da arbitro politico. Il presidente, intanto, ha già proposto una nuova Costituzione entro il 2030. Per i cittadini polacchi la vita non cambia di colpo, perché il Tribunale era già paralizzato da anni, ma cambia il precedente.Il quesito del giorno: tentato colpo di stato o sblocco di un Tribunale paralizzato?Possiamo considerare quello che è successo in Polonia come un vero tentativo di colpo di stato? Per Nawrocki e per il PiS sì: un governo che prende il controllo di un tribunale con la polizia fuori dalla porta, attraverso un atto che molti giuristi giudicano privo di base legale. Per Tusk no: un colpo di stato vuol dire rovesciare un governo, mentre qui si è cercato di sbloccare un tribunale paralizzato da un presidente che si rifiuta di far giurare giudici regolarmente eletti.C’è chi risponde che il metodo resta discutibile anche se l’obiettivo è giusto, e chi ribatte che, davanti a un blocco durato anni, restare dentro le regole non basta più. La domanda è strutturata, ora sta a voi trovare la vostra risposta.The post Il colpo di stato fantasma che ha fatto tremare l’Europa appeared first on Radio Radio.