Garlasco, gli atti al giudice Riganti. Probabile sospensione per Sempio?

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AGI - C'è un'immagine che rende l'idea della nuova fase in cui è entrata l'inchiesta su Andrea Sempio. È uno scampolo di giustizia dei vecchi tempi, quella che odorava di carta e polvere, prima del processo telematico. La racconta chi oggi pomeriggio era in tribunale a Pavia: il massiccio faldone con gli atti dell'indagine è arrivato materialmente nell'ufficio di Luigi Riganti, il giudice che dovrà decidere le sorti dell'udienza preliminare in cui Sempio è accusato di omicidio aggravato dalla crudeltà e dai motivi abietti e futili per avere ucciso Chiara Poggi.Con la consegna del fascicolo al magistrato pavese, la Procura ha passato il testimone a chi dovrà decidere se rinviare Sempio a giudizio o pronunciare una sentenza di non luogo a procedere, qualora non sussista una ragionevole previsione di condanna. Lo scenario più probabile, almeno in una fase iniziale, potrebbe però essere un altro: una sospensione dell'udienza preliminare in attesa degli sviluppi del procedimento di revisione della condanna definitiva di Alberto Stasi.Quando si terrà l'udienza preliminareIl giudice ha, in teoria, cinque giorni per fissare l'udienza preliminare, ma non si tratta di un termine perentorio. Si andrà quasi certamente al nuovo anno, più verosimilmente a febbraio. "Conoscendo il giudice Riganti, che è bravissimo, credo che quando inizierà l'udienza preliminare sospenderà sulla base del buon senso", dice all'AGI l'avvocato Davide Steccanella, che segue il caso come opinionista. "Non credo che possa decidere con la 'casella occupata' della condanna definitiva di Stasi. Allo stato delle cose, non potrebbe che prosciogliere Sempio perché come si può pensare che sussista il requisito richiesto per il rinvio a giudizio dalla legge Cartabia della possibilità di una 'ragionevole previsione di condanna' quando c'è un condannato definitivo? Anche perché altrimenti, se dovesse mandarlo a processo, sarebbe come fare una revisione implicita indicando che la sentenza di condanna di Stasi era sbagliata. Non tocca al gup dirlo ma ai giudici di Brescia".La revisione del processo Stasi e l'ipotesi della sospensioneNei prossimi giorni gli avvocati di Alberto Stasi hanno annunciato il deposito dell'istanza di revisione alla Corte d'Appello di Brescia. I tempi si preannunciano lunghi: tra l'avvio e la definizione del giudizio potrebbero trascorrere diversi mesi. Un periodo durante il quale l'udienza preliminare a carico di Sempio potrebbe rimanere congelata. "Non c'è una norma nel codice che preveda la sospensione in casi come questo, parliamo di un'eventualità mai verificata e non prevista dal legislatore", prosegue Steccanella. "Ci si può dunque richiamare al buon senso. L'ipotesi della Consulta la vedo meno probabile".Oltre che sulla base di nuove prove, la difesa di Stasi potrebbe proporre una revisione fondata sulla "falsità in atti o in giudizio", richiamando quelli che gli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis ritengono gravi errori commessi durante le prime indagini sul delitto, dai Ris o dai consulenti. In questo caso, l'udienza preliminare a carico di Sempio potrebbe forse procedere indipendentemente dalla revisione. Spetterà comunque ai magistrati bresciani valutare innanzitutto l'ammissibilità dell'istanza e successivamente il merito, con la possibilità di disporre anche nuove perizie. Sullo sfondo restano le decisioni, ancora da conoscere, della Procura generale di Milano, che dovrà valutare se sostenere o meno la richiesta di revisione della condanna di Stasi.Chi è il giudiceLuigi Riganti ha 64 anni, è pavese ed è a Pavia dal 2010 dopo avere avuto esperienze come giudice a Enna, Vercelli, Piacenza. Si è occupato, tra gli altri casi, del processo a Massimo Adriatici, l'ex assessore leghista a Voghera di cui ha riconosciuto la colpevolezza per l'omicidio del senza tetto El Boussetaoui e del processo Fibronit. Inoltre, sta valutando se disporre altre indagini sulla morte del fotoreporter Andrea Rocchelli ucciso in Ucraina.