Ok del Senato, nasce l'Agenzia per il cinema. Pupi Avati: "Emozionato e riconoscente"

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AGI – Il Senato ha approvato in via definitiva all'unanimità il disegno di legge sul cinema. La finalità della legge, la prima firmataria è la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, oggi presente in tribuna a Palazzo Madama con il regista Pupi Avati, è quella di disciplinare il settore del cinema e dell'audiovisivo quale componente fondamentale del patrimonio culturale nazionale nonché quale strumento di promozione della cultura italiana, dell'innovazione tecnologica e dello sviluppo dell'intera filiera della produzione, distribuzione, esercizio, conservazione e diffusione delle opere cinematografiche e audiovisive e il rafforzamento della competitività del sistema economico e del mercato del lavoro della nazione, assicurando la stabilità normativa, la certezza dei procedimenti, il pluralismo culturale, la sostenibilità industriale e la tutela delle professionalità coinvolte.Le novità della legge sul cinemaLa riforma introduce un nuovo modello di governance attraverso l'istituzione del Forum del cinema e dell'audiovisivo, organismo permanente di consultazione senza nuovi oneri per la finanza pubblica, e dell'Agenzia per il cinema e l'audiovisivo. La legge delega il Governo a riordinare la disciplina del comparto, prevedendo una programmazione triennale, procedure semplificate, tempi certi per l'erogazione dei contributi e maggiori controlli sull'utilizzo delle risorse pubbliche. Sono inoltre previste misure a favore della produzione indipendente, delle opere prime e seconde, dei giovani autori e dei generi cinematografici, oltre a criteri specifici per l'accesso agli incentivi delle produzioni audiovisive di minori dimensioni.IA, pirateria e tutele previdenzialiParticolare attenzione è riservata alla disciplina dell'intelligenza artificiale, con garanzie per i diritti degli autori e degli interpreti, al contrasto alla pirateria e alla valorizzazione delle sale, attraverso un piano nazionale per la loro riapertura e riqualificazione. Il provvedimento interviene inoltre sulle tutele previdenziali e assistenziali dei lavoratori dello spettacolo, prevedendo la revisione dell'indennità di discontinuità e degli ammortizzatori sociali. Un risultato raggiunto all'unanimità grazie al contributo di tutti i Gruppi parlamentari, in particolare di quelli che, ritirando gli emendamenti al Senato e accettando di trasformarli in ordini del giorno, hanno favorito una più rapida conclusione dell'iter legislativo. Le proposte avanzate resteranno comunque oggetto di attenzione nella successiva fase di attuazione della riforma.Le parole del ministro della CulturaIl ministro della Cultura, Alessandro Giuli, spiega che "l'approvazione definitiva della riforma del settore cinematografico e audiovisivo rappresenta un risultato storico per la cultura italiana. A dieci anni dalla legge del 2016, consegniamo all'intera filiera nuove regole, capaci di rispondere alle trasformazioni dell'industria e alle sfide delle nuove tecnologie. Il voto unanime del Senato sancisce il valore di un percorso condiviso tra maggioranza e opposizioni, nell'interesse di tutti gli operatori. È la conferma dello 'stilnovo' nei rapporti tra istituzioni e mondo del cinema, fondato sul dialogo, sulla fiducia e sulla responsabilità reciproca – aggiunge – rafforziamo la trasparenza, tuteliamo il lavoro e la libertà creativa, valorizziamo i giovani talenti e la produzione indipendente. Ringrazio il Parlamento, le Commissioni Cultura della Camera e del Senato, il Sottosegretario Lucia Borgonzoni e quanti hanno contribuito a questo importante traguardo, che apre una nuova stagione per la cinematografia italiana".Pupi Avati: "Emozionato e riconoscente""Emozionato e riconoscente". Il regista Pupi Avati commenta così con i cronisti a Palazzo Madama l'approvazione definitiva del disegno di legge sul cinema per il quale tanto si è speso nell'ultimo anno. "Ce l'abbiamo fatta e siamo arrivati a questo successo", aggiunge rivolgendosi a Elly Schlein, la segretaria del Pd prima firmataria del provvedimento. "Il problema – sottolinea però – sono le commissioni perché i ruoli li deciderà la politica. Non so quanto questo vada bene, perché la competenza dovrebbe restare la stella polare di tutte le scelte". Negli ultimi mesi, ricorda infine: "Ho incontrato Meloni, Schlein, Conte, Mantovano, Giorgetti, Tajani. Ho fatto il pellegrinaggio delle 'sette chiese' per riuscire finalmente a ottenere questo risultato".L’intervento di Francesco Boccia"Ci sono voti nei quali il Parlamento può fare qualcosa che resta oltre la contrapposizione di una giornata: riconoscere un interesse comune e assumersi insieme la responsabilità di proteggerlo - afferma il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia, commentando l'approvazione del ddl sul cinema - il voto sulla legge sul cinema è uno di questi. Rivendichiamo il valore della proposta a prima firma di Elly Schlein, il lavoro di Matteo Orfini, di Irene Manzi e dei colleghi della Camera, e riconoscendo il contributo delle altre forze politiche, delle Commissioni, dei relatori e del Governo alla costruzione di un testo condiviso. Ed è importante che l'appello di Pupi Avati abbia trovato ascolto. E il mondo del cinema, che in questi anni ha espresso preoccupazioni profonde, può vedere oggi un Parlamento capace di ascoltare"."Lo spirito unitario che ci ha portato qui ora avrà valore se diventerà un metodo anche per il seguito: nell'attuazione, nelle risorse, nel confronto con chi questo settore lo fa vivere ogni giorno - prosegue - il cinema ha accompagnato la formazione dell'Italia democratica. Ha portato nelle case del mondo le nostre città e le nostre periferie, la dignità e la fatica del lavoro, la libertà delle donne, le ingiustizie, le speranze delle generazioni. Una cultura libera può turbare, contraddire, mettere in discussione convinzioni consolidate. Può mostrarci qualcosa che avremmo preferito ignorare. Il compito delle istituzioni è rendere possibile quella libertà, anche quando ci mette a disagio. È qui che si colloca il lavoro avviato dieci anni fa da Dario Franceschini con la legge 220 del 2016", spiega Boccia che poi aggiunge: “Sappiamo che il voto di oggi non rende immediatamente operative tutte le misure. Occorreranno decreti, scelte attuative e risorse adeguate. Il Parlamento dovrà seguirne ogni passaggio. L'approvazione di questo testo è importante ma ora le risorse dovranno sostenere gli obiettivi. La transizione alla nuova organizzazione dovrà garantire continuità. Le deleghe dovranno tradursi in risposte verificabili per imprese e lavoratori", conclude.