ASUNCIÓN — Il presidente del Paraguay Santiago Peña ha promulgato mercoledì una legge che, nelle sue parole, «permetterà ai risparmiatori di ritirare, nel più breve tempo possibile, parte dei fondi di garanzia». Poche ore prima l’opposizione aveva depositato alla Camera la richiesta di giudizio politico, l’impeachment paraguaiano, contro di lui e contro il vicepresidente Pedro Alliana. I deputati si riuniscono in seduta straordinaria questa mattina.La legge è un impegno, non ancora un bonifico. La garanzia copre fino a 228 milioni di guaraní per depositante, circa 38.000 dollari, da pagare entro 15 giorni prorogabili una volta; chi ha comprato le obbligazioni della banca, 350 milioni di dollari in tutto, resta fuori. E la richiesta di giudizio politico porta 35 firme: per passare al Senato ne servono 53 sugli 80 deputati.Ueno Bank non è una banca qualsiasi. Dichiara circa 3 milioni di clienti, il 60% degli adulti di un Paese di 6 milioni di abitanti, ed è la quinta banca privata per dimensioni. Vi erano depositati circa 850 milioni di dollari di fondi pubblici; l’istituto statale di previdenza ha in Ueno quasi 380 milioni tra obbligazioni e depositi, e 32.000 pensionati riscuotevano lì l’assegno. La Banca centrale sostiene che la garanzia copre il 97-98% dei risparmiatori.Per capire la crisi bisogna tornare a lunedì. Quel giorno il consiglio della Banca centrale ha votato all’unanimità la «risoluzione» dell’istituto, annunciata alle 3:24 di martedì (le 7:24 in Italia): l’indice di solvibilità era sceso sotto la metà del minimo di legge, riferisce l’Associated Press. App, carte e filiali sono state bloccate; la procedura permette di trasferire i depositi ad altre banche prima di liquidare gli attivi. Martedì si sono formate file davanti agli sportelli di Asunción e centinaia di persone si sono radunate a Ciudad del Este, seconda città del Paese sulla Triplice frontiera con Brasile e Argentina; la polizia nazionale presidia le sedi. «Ho perso i risparmi di tutta la vita», ha detto all’AFP Marcelino Vergara, 68 anni.La Procura ha aperto un’indagine su denuncia della Banca centrale, per abuso di fiducia e altri reati, e ha chiesto otto arresti. Sono in custodia il presidente del consiglio di amministrazione, Juan Manuel Gustale, e Federico Miguel Vázquez, fondatore del Grupo Vázquez, il conglomerato proprietario della banca; i beni delle società del gruppo sono stati congelati. Ueno nega irregolarità.Le dimissioni di CarvalloIl filo che lega la banca al palazzo passa da Carlos Carvallo. Fino all’agosto 2023 era alla guida di Ueno; da allora presiedeva la Banca centrale, cioè l’autorità incaricata di vigilare sulla sua ex banca. Martedì si è dimesso su richiesta di Peña. «La priorità saranno sempre i piccoli risparmiatori», ha detto. La Banca centrale afferma che si era astenuto da ogni decisione su Ueno. Al suo posto Peña ha indicato Raúl Vera Bogado.Il secondo filo porta al presidente. Peña è stato socio d’affari del Grupo Vázquez fino alla primavera del 2025. La richiesta di giudizio politico gli contesta il conflitto d’interessi, il fallimento della vigilanza e la gestione dei fondi pensione. Ueno replica che Peña non è mai stato azionista né investitore della banca; il presidente nega irregolarità. Ha annullato un viaggio a un vertice a Madrid, mentre martedì sera e mercoledì i manifestanti sono tornati sotto il palazzo con il cartello «Giudizio politico a Santiago, subito!».Resta il conto che la legge di mercoledì non chiude. I detentori delle obbligazioni, i fondi pubblici oltre la soglia garantita e i 32.000 pensionati dell’istituto di previdenza dipendono dalla liquidazione degli attivi. La Banca centrale non ha detto quando comincerà.