“Abbiamo appena riconquistato il Texas. Abbiamo dimostrato che tutti i soldi del mondo non possono competere con la gente del Texas e che la politica dell’odio non può nulla contro la politica dell’amore”. James Talarico celebra così, davanti a una folla in visibilio ad Austin, la vittoria più clamorosa della notte del Midterm 2026: il ribaltone democratico nello Stato della roccaforte conservatrice per decenni. “Abbiamo inviato un messaggio chiarissimo a ogni mega miliardario e a ogni corrotto difensore di questo sistema politico a pezzi: in questo Stato, e in questo Paese, il potere appartiene al popolo”. “In questa corsa noi abbiamo affrontato i nostri Golia personali: l’uomo più ricco del mondo, i poteri più forti, l’intero establishment. Ma Davide aveva una fionda. Voi siete stati la mia fionda: il popolo del Texas è stato la mia fionda. E stanotte abbiamo abbattuto Golia”. Ha citato più volte la sua identità di underdog, l’eterno sfavorito: “Le Scritture mi hanno insegnato una cosa, e la mia vita me ne ha insegnata un’altra: puntate sempre sull’underdog. Prima di entrare in politica ero un insegnante della scuola pubblica. Insegnavo materie umanistiche in una scuola media nel West Side di San Antonio: e, come ripeto sempre, insegnare alle medie è la miglior preparazione possibile per fare politica. Il West Side è una comunità straordinaria e ricca di storia, ma è anche uno dei quartieri più poveri dell’intero Texas. Ogni giorno vedevo i miei studenti lottare eroicamente contro un sistema truccato. Non erano solo ragazzi: erano sopravvissuti, sognatori, combattenti. Nei loro occhi vedevo una speranza incrollabile”.Una tenacia che Talarico ha rintracciato nella storia di sua madre: “Crescendo, ho visto quella stessa forza in mia madre. Figlia di un pastore di Laredo, andò via di casa a diciannove anni, si trasferì ad Austin e conobbe il mio padre biologico, che aveva problemi di alcolismo sfociati spesso nella violenza. Una notte la situazione precipitò, ma quella stessa notte l’amore di mia madre si levò più forte di quell’abuso. Caricò tutte le nostre cose su una vecchia Ford Escort e mi portò nell’hotel dove lavorava, supplicando che ci lasciassero dormire in una stanza finché non trovammo un minuscolo appartamento. Non c’era spazio per una culla, così dormivo nel cassetto di un comò. Era così fiera di quel piccolo spazio, lo difese con le unghie e con i denti. Nessuno avrebbe potuto toglierglielo. Per questo vi dico: credete sempre in chi parte sfavorito”.