California, l’ex ministro di Biden Xavier Becerra è il nuovo governatore: battuto il repubblicano Hilton, sostenuto da Trump

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SACRAMENTO — Xavier Becerra sarà il prossimo governatore della California. Associated Press ha assegnato la vittoria al democratico, 68 anni, ex ministro della Salute dell’amministrazione Biden ed ex procuratore generale dello Stato, pochi minuti dopo la chiusura dei seggi, alle 20 di martedì (le 5 di mercoledì in Italia). Con quasi metà delle schede scrutinate Becerra era al 65%, il repubblicano Steve Hilton al 35%.Il risultato arriva nella notte in cui i democratici riconquistano Camera e Senato nelle elezioni di metà mandato, con seggi strappati ai repubblicani in Texas, Kansas, North Carolina e Ohio. Becerra succede a Gavin Newsom, che non poteva ricandidarsi dopo due mandati e che ha salutato il vincitore come l’uomo che «porterà la fiaccola della California» e «terrà testa a Donald Trump». Per lo Stato più popoloso del Paese, e per il partito, la California resta la roccaforte da cui organizzare l’opposizione alla Casa Bianca.Dal palco di Sacramento, la capitale dove è nato, Becerra ha parlato da «figlio di immigrati, di una famiglia sindacalizzata». «Che bella notte per essere californiano! Per essere americano», ha detto, prima di elencare i «due anni duri: prezzi più alti, più guerre, corruzione e illegalità». Ha promesso di dichiarare lo stato d’emergenza sulla casa il primo giorno in carica e ha messo in cima all’agenda il costo della vita e gli asili.Hilton ha concesso la sconfitta da Garden Grove, nella contea di Orange, storico bastione conservatore a sud di Los Angeles. «Forse non era l’anno migliore per candidarsi da repubblicano», ha ammesso l’ex consigliere del premier britannico David Cameron ed ex conduttore di Fox News, «ma non c’è posto migliore della California». Trump lo aveva appoggiato in aprile; Hilton, in campagna, aveva minimizzato quel sostegno e promesso niente tasse sui primi 150 mila dollari di reddito, benzina a 3 dollari e il divieto degli accampamenti dei senzatetto. Il presidente, da Fox News, ha commentato la nottata dicendo che i democratici «hanno fatto un buon lavoro» e si è detto pronto a trattare con loro sull’immigrazione.Sedici anni senza repubblicaniL’ultimo governatore repubblicano della California è stato Arnold Schwarzenegger, uscito di scena nel 2011. Da allora nessun candidato del partito ha vinto una carica statale: gli elettori registrati come democratici sono il 45%, i repubblicani il 25%. «Quando sei avanti così tanto, non c’è motivo di farne una gara», ha detto ad Axios il consulente repubblicano Mike Madrid. Becerra, infatti, ha condotto una campagna in sordina: un solo dibattito, poche interviste, nessun faccia a faccia televisivo con l’avversario. «È l’esatto opposto di Newsom», lo ha descritto l’editorialista Dan Walters del sito di informazione CalMatters.La strada verso la nomination non era stata scontata. Nelle primarie aperte del 2 giugno, dove i primi due classificati passano al turno finale a prescindere dal partito, Becerra aveva preso il 27,9% e Hilton il 25%, lasciando fuori il miliardario Tom Steyer, lo sceriffo repubblicano Chad Bianco e la deputata Katie Porter. Nel dibattito della Cnn del 30 settembre Hilton aveva accusato il rivale di ripetere «solo Trump, Trump, Trump» e negato di aver mai chiesto l’espulsione di tutti i braccianti.Lo scrutinio californiano resterà aperto per settimane, perché la gran parte dei voti arriva per posta. Pende anche il ricorso dell’amministrazione Trump alla Corte Suprema per escludere 20 mila schede postali dello Stato: un numero che non cambia l’esito della corsa al governatorato.Becerra ha chiuso il comizio con due parole: «Sí se puede», si può fare. È lo slogan che Dolores Huerta e César Chávez coniarono nel 1972 per i braccianti messicani della valle di San Joaquin, in sciopero contro i grandi proprietari agricoli, quando il futuro governatore aveva 14 anni e cresceva a Sacramento con una madre arrivata dal Messico.