Dare voce ai ragazzi di Tor Bella Monaca per immaginare un quartiere più vivibile, sicuro e rispettoso delle regole. È da una delle periferie più difficili della Capitale che la Fondazione Guido Carli ha scelto di far partire “I 18 desideri di legalità”, il nuovo progetto che coinvolgerà gli studenti del liceo Amaldi in un percorso di cittadinanza attiva realizzato in collaborazione con il ministero dell’Interno e la Prefettura di Roma. L’iniziativa sarà presentata il prossimo 27 novembre alla Camera dei deputati nell’ambito della convention “Responsabili Leadership. Il valore della reputazione nell’economia che cambia”, che aprirà ufficialmente le celebrazioni per il diciottesimo anniversario della Fondazione.Al centro del progetto ci saranno diciotto studenti chiamati a raccontare attraverso una lettera il proprio desiderio di legalità, sicurezza e futuro. Un’iniziativa che accompagnerà la Fondazione fino al 21 maggio 2027, quando, durante la XVIII edizione del Premio Guido Carli al Teatro dell’Opera di Roma, verrà premiato l’autore del testo ritenuto più significativo da una giuria dedicata.“18 anni della Fondazione, 18 ragazzi, 18 lettere, 18 desideri di legalità: quattro volte diciotto per festeggiare la nostra ‘maturità’ e rinnovare il nostro impegno sociale sui territori, continuando a investire nella cultura e nelle opportunità per i giovani, come avrebbe voluto Guido Carli”, spiega Romana Liuzzo, presidente della Fondazione.Liuzzo rivendica la continuità di un percorso già avviato in altre realtà difficili del Paese. “Grazie alla collaborazione con il ministero dell’Interno e la Prefettura di Roma, dopo il contributo offerto alla riqualificazione di Caivano e la trasformazione di una piazza di spaccio in un’Agorà della Gentilezza nel quartiere romano di San Basilio, approdiamo ora a Tor Bella Monaca, un’altra area della Capitale segnata da degrado, criminalità, occupazioni abusive e da un diffuso senso di insicurezza, ma anche animata da tante realtà che lavorano per la sua rinascita”.Tra i protagonisti del progetto ci saranno gli studenti del liceo Amaldi insieme alla dirigente scolastica Valeria Sentili, a Antonio Coluccia, sacerdote sotto scorta per il suo impegno contro la criminalità e il narcotraffico, al presidente del Municipio VI Nicola Franco e al direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale per il Lazio Anna Paola Sabatini.Per Liuzzo la scelta di partire dalla scuola non è casuale. “Partiamo da una scuola, pilastro della cittadinanza consapevole, per invitare gli studenti a liberare la loro creatività e a declinare in libertà la loro idea di sicurezza e benessere”.Il progetto, spiega ancora, vuole trasformare le aspirazioni individuali in responsabilità collettiva. “Ci auguriamo che quei sogni messi neri su bianco possano poi aprire le ali, spiccare il volo e trovare compagni di viaggio che li aiutino a trasformarsi in realtà. In un mondo che sembra spegnere il desiderio di futuro, scegliamo di remare controcorrente: rimettiamo al centro la luce della fantasia e della speranza”.L’iniziativa si inserisce nella riflessione più ampia che la Fondazione intende sviluppare durante la convention di Montecitorio. “La credibilità è il primo capitale immateriale di una Nazione e la reputazione non si costruisce dal nulla: è un terreno che deve essere costantemente arato e reso fertile in ogni parte d’Italia, dalle città alle più remote periferie, mettendosi in ascolto dei vissuti quotidiani di ciascuno e provando a mutare le singole aspirazioni di miglioramento in impegno collettivo”.Da qui anche il riferimento al concetto di economia civile richiamato dal presidente della Repubblica. “Consideriamo ‘I 18 desideri di legalità’ un progetto di economia civile nel senso indicato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: ‘Il bene comune’ non è il ‘bene pubblico’ di una maggioranza, ma interpella ogni cittadino, ogni famiglia, ogni impresa”.Secondo la presidente della Fondazione, favorire la partecipazione delle nuove generazioni e costruire reti virtuose tra istituzioni, imprese e società civile rappresenta la priorità. È in questa prospettiva che sarà presentato il “Patto per Leadership responsabili”. “Dal cuore delle istituzioni democratiche, chiamiamo a raccolta chi ha responsabilità istituzionali, chi guida imprese di primo piano e chi rappresenta la società civile per esortare alla coesione, al rigore e alla lungimiranza, scommettendo sulle energie e sui talenti dei più giovani”.E ancora: “Facciamo nostra l’esortazione di Papa Leone XIV: ‘Aspirate a cose grandi, non accontentatevi’”.La convention vedrà gli interventi, tra gli altri, della vicepresidente della Camera Anna Ascani, del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi con un videomessaggio e del prefetto di Roma Lamberto Giannini. A moderare i lavori sarà la giornalista e conduttrice televisiva Costanza Calabrese, che realizzerà due interviste dedicate ai grandi temi dello sviluppo e della crescita: la prima con il presidente di Coldiretti Ettore Prandini sul tema “Coltivare il futuro”, la seconda con il presidente di Snam Alessandro Zehentner sulle “Energie in movimento”. Nel panel dedicato a “Impresa e visione” si confronteranno inoltre Nico Acampora, fondatore di PizzAut, Maria Elena Boschi, presidente del gruppo Italia Viva alla Camera, Laura Burdese, ceo di Bvlgari, Alessandro Circiello, membro Tasin del ministero della Salute, Sergio Marullo di Condojanni, amministratore delegato di Angelini Pharma, e Claudia Parzani, presidente di Borsa Italiana. Al termine della convention è inoltre prevista una cena all’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede riservata a relatori e autorità.Così il progetto su Tor Bella Monaca diventa qualcosa di più di un’iniziativa territoriale: il primo tassello di una riflessione nazionale su reputazione, coesione sociale e ruolo delle nuove generazioni nella costruzione del bene comune. Una riflessione che la Fondazione Guido Carli sceglie di far partire non dai palazzi, ma dalla scuola e da una delle periferie più simboliche della Capitale.