La rimonta subita a Manchester ha riacceso una sensazione che accompagna la Roma ormai da diverse settimane: una squadra spesso brillante nella prima parte delle partite e molto più vulnerabile dopo l’intervallo. Ma è davvero così? I numeri dicono che il fenomeno esiste, anche se con una precisazione importante: il problema non riguarda tanto la produzione offensiva quanto la capacità di difendere, controllare e gestire le partite nella ripresa.Partiamo dalla Serie A. Dopo dieci giornate la Roma ha segnato 13 gol nei primi tempi e 15 nei secondi: quindi, dal punto di vista realizzativo, non esiste alcun crollo. Anzi, i giallorossi segnano leggermente di più dopo l’intervallo. Il dato cambia completamente guardando la propria porta: appena 2 reti subite nei primi 45 minuti, ben 8 nelle riprese. Quattro volte tanto. E mentre nel complesso del campionato circa il 55% dei gol viene realizzato nel secondo tempo, nel caso della Roma l’80% delle reti incassate arriva dopo l’intervallo.Allargando l’analisi anche alle quattro partite disputate finora in Champions League, la forbice diventa ancora più evidente. Nelle 14 gare ufficiali tra campionato e coppa la Roma ha segnato esattamente lo stesso numero di reti nelle due frazioni: 19 nel primo tempo e 19 nel secondo. Ma ne ha subite soltanto 3 prima dell’intervallo e addirittura 15 dopo. Significa che l’83% dei gol incassati in questa stagione è arrivato nella ripresa. La differenza reti passa così da un impressionante +16 nei primi tempi a appena +4 nei secondi.LEGGI ANCHE | Gasperini sul calo nella ripresa: “Viene a mancare un po’ di attenzione e concentrazione”C’è un altro modo per leggere il fenomeno. Considerando ogni frazione come se fosse una piccola partita autonoma, nei primi tempi la Roma presenta un bilancio di 9 vittorie, 4 pareggi e una sola sconfitta. Nelle riprese il rendimento diventa 8 vittorie, un pareggio e 5 sconfitte. Non significa che la Roma giochi male ogni secondo tempo: in Serie A, anzi, è terza nella classifica costruita esclusivamente sui risultati delle riprese. Significa però che la squadra di Gasperini diventa molto meno stabile dopo il 45′, soprattutto quando la partita cambia inerzia.Gli esempi cominciano a essere numerosi. Contro l’Inter la Roma era avanti 2-0 all’intervallo e ha perso la ripresa 0-2. A Istanbul contro il Fenerbahçe era avanti 1-0 e ha chiuso sull’1-1, soffrendo molto dopo il pareggio. Contro il Real Madrid il problema è esploso ancora più tardi: Roma avanti 3-1 al 57′, poi tre gol subiti tra l’83’ e il 90′ e sconfitta per 4-3. Anche a Udine, dopo un primo tempo praticamente perfetto chiuso sul 4-0, la ripresa è terminata 2-1 per i friulani prima del gol di Ghilardi nel recupero.Il caso più clamoroso resta però quello di Old Trafford. La Roma ha chiuso il primo tempo contro il Manchester United avanti 2-0, dopo aver giocato una prima frazione di altissimo livello. Nella ripresa è praticamente scomparsa: zero tiri della Roma, 10 conclusioni dello United, cinque nello specchio e 2,48 expected goals prodotti dagli inglesi. Il risultato parziale del secondo tempo, 3-0, ha trasformato una possibile impresa in una delle sconfitte più dolorose della stagione.Sarebbe però sbagliato trasformare il dato in una regola assoluta. Contro il Genoa, ad esempio, la Roma era sullo 0-0 all’intervallo e ha vinto la ripresa 2-0; contro lo Slovan Bratislava ha segnato due gol per tempo; a Napoli, dopo essere andata al riposo sotto 1-0, ha addirittura vinto la seconda frazione 3-2 strappando il 3-3 finale. Non esiste dunque un crollo sistematico sul piano offensivo o atletico. Esiste però un dato difficilmente ignorabile: prima dell’intervallo la Roma concede pochissimo, dopo diventa cinque volte più permeabile. Ed è probabilmente qui, più che nei gol segnati, che si nasconde il vero “mal di secondo tempo” dei giallorossi.Giallorossi.net | T. De CortisL'articolo NUMERI E CURIOSITÀ | Roma col mal di ripresa: l’intervallo cambia tutto, i numeri del crollo proviene da Giallorossi.net | Notizie AS Roma, Calciomercato ed Esclusive.