Terzo trimestre da record per Intesa: nei primi nove mesi del 2026 utile sopra gli 8 miliardi

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Mer, 4 Nov 2026Il gruppo alza le stime per il 2026 e conferma il piano di acquisizione per Mps.DiChiara CostantiniCondividi l'articolo(Image credit: Depositphotos.com)Intesa Sanpaolo batte le stime e registra il miglior utile netto dei primi nove mesi di sempre, pari a 8,2 miliardi di euro, in crescita dell’8,1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Risultati che spingono il gruppo ad alzare le previsioni per il 2026, con un utile netto atteso ben oltre i 10 miliardi di euro, nonostante «l’impatto fiscale di quasi un miliardo di euro della Legge di Bilancio 2026», come spiegato dal CEO Carlo Messina. In Borsa il titolo ha chiuso la seduta in rialzo dello 0,57%, a quota 5,99 euro.Con l’approvazione dei conti, il consiglio di amministrazione di Ca’ de Sass ha dato il via libera anche alla distribuzione dell’acconto sul dividendo 2026, per un importo complessivo di 3,8 miliardi di euro. Una decisione che ha comportato anche una modifica del rapporto di cambio previsto dall’offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas) su Monte dei Paschi di Siena. Il concambio passa infatti da 1,6 a 1,664 azioni ordinarie Intesa Sanpaolo di nuova emissione per ogni azione Mps portata in adesione, così da neutralizzare integralmente l’effetto dello stacco dell’acconto della cedola.L’incontro con gli analisti finanziari è stato anche l’occasione per Messina di ribadire la «solidità del progetto per Mps». Secondo il CEO, l’esito dell’assemblea dei soci del Monte ha «rafforzato la nostra fiducia sull’esecuzione» dell’operazione, anche grazie a un «messaggio chiarissimo» arrivato dagli azionisti di Siena, che hanno «bocciato tutte le proposte del management. Una cosa mai vista e che dimostra la diversa direzione tra azionisti e il management».Gli azionisti di Mps avranno quindi la possibilità di «entrare a far parte del principale gruppo bancario italiano e di uno dei principali gruppi bancari europei». L’operazione punta a creare un nuovo gruppo con un utile netto superiore a 16 miliardi di euro nel 2029. Le distribuzioni complessive agli azionisti sono invece stimate in circa 61 miliardi di euro nel periodo 2025-2029, 11 miliardi in più rispetto a quanto previsto dal piano industriale di Intesa Sanpaolo presentato a febbraio.Il progetto prevede anche impegni per Siena e per la Toscana, con un incremento del credito erogato sul territorio, la creazione di un polo tecnologico, di una direzione commerciale e di nuove strutture centrali.Il futuro di MediobancaNel corso dell’incontro Messina è tornato anche sul ruolo di Mediobanca. Il top manager ha confermato l’intenzione di «continuare a investire nel marchio» dell’istituto di Piazzetta Cuccia e «nelle sue persone perché ha molto valore».Per quanto riguarda le tempistiche, l’operazione su Mps dovrebbe concludersi tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027. Solo una volta completata, Intesa Sanpaolo procederà con l’offerta pubblica di acquisto obbligatoria su Mediobanca.L’attenzione è rivolta anche alle decisioni che prenderà l’Antitrust, nei confronti della quale il CEO ha espresso una «fiducia totale». L’esito finale, secondo Messina, «dovrebbe essere in linea con la proposta fatta al mercato». Nel caso in cui fosse necessario cedere ulteriori sportelli di Mps, oltre ai 635 già destinati a Unipol, queste eventuali dismissioni «non avverranno» a favore del gruppo guidato da Carlo Cimbri.Ottenuto il via libera da 29 Paesi: pronta a partire l'Opas di Intesa su MpsIl periodo di adesione dovrebbe iniziare nella settimana che parte dal 23 novembre.I conti di Intesa SanpaoloGuardando più da vicino ai risultati finanziari, Intesa Sanpaolo ha registrato una significativa creazione di valore per tutti gli stakeholder e un importante ritorno economico per i propri azionisti. Nei primi nove mesi dell’anno le distribuzioni maturate hanno raggiunto 7,8 miliardi di euro, di cui 6,1 miliardi sotto forma di dividendi.A questi si aggiungono i 3,8 miliardi di euro previsti per l’acconto sul dividendo e il programma di buyback da 2,3 miliardi, concluso a ottobre. Il gruppo ha inoltre generato 5,2 miliardi di euro di imposte, a cui si aggiunge l’impatto di 900 milioni legato alla Legge di Bilancio italiana per il 2026.Proprio sul tema della pressione fiscale, Messina ha espresso alcune critiche: «L’anno scorso avevamo preso un accordo e il governo non lo ha rispettato. Hanno deciso un’ulteriore imposta sul settore bancario».Il CEO ha poi invitato a «evitare l’approccio populista secondo il quale prendere misure contro le banche crea consenso elettorale». Più difficile, invece, fare previsioni sull’impatto delle misure fiscali per il 2027: «Dobbiamo aspettare il completamento dell’iter della finanziaria».Messina ha come ultima cosa commentato il quadro economico e politico italiano, definendo il Paese in una «posizione unica di stabilità», anche grazie all’operato della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.Image credit: Depositphotos.comDeveloped by 3x1010