La Banca d’Inghilterra alza i tassi al 4% per la guerra con l’Iran: primo rialzo dal 2023

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LONDRA — Due giorni di riunione, nove persone attorno al tavolo di Threadneedle Street e un voto, 8 a 1, che riporta il costo del denaro britannico sulla strada della salita. Giovedì la Banca d’Inghilterra ha alzato il tasso di riferimento di un quarto di punto, dal 3,75% al 4%: è il primo rialzo dal 3 agosto 2023, quando i tassi toccarono il massimo di quindici anni al 5,25% e cominciarono poi a scendere.La ragione sta nella prima riga del comunicato del Comitato di politica monetaria: «Il conflitto in Medio Oriente è ora al nono mese. I prezzi globali dell’energia hanno continuato a salire da un livello già elevato». Da quando Stati Uniti e Israele hanno attaccato l’Iran, il 28 febbraio, i carburanti hanno spinto l’inflazione britannica al 3,5% a settembre, il livello più alto da 11 mesi contro un obiettivo del 2%. La banca prevede che arrivi «circa al 5%» a metà del 2027.L’unico voto contrario non chiedeva di fermarsi, ma di correre. Catherine Mann, membro esterno del comitato, ha votato per mezzo punto in più, fino al 4,25%: l’economia, ha sostenuto, avrebbe superato «la soglia statistica stimata verso un regime di alta inflazione e mercato del lavoro teso», e un rialzo doppio sarebbe stato «buona politica». Gli altri otto hanno giudicato ancora limitate le prove di effetti di secondo giro, cioè il passaggio del caro energia agli altri prezzi e ai salari.Il governatore Andrew Bailey ha presentato la decisione in conferenza stampa con una formula calibrata. «L’aumento di oggi non va visto come il primo di un’inevitabile lunga sequenza di rialzi. Ma, a meno che il conflitto in Medio Oriente non sia risolto, non sembra nemmeno probabile che sia l’ultimo», ha detto. Ha escluso di essersi mosso in ritardo, «non credo che ci siamo mossi troppo tardi», e ha scartato anche l’ipotesi opposta, quella di due rialzi e poi basta: «non la sottoscrivo».Le «notizie incoraggianti delle ultime 48 ore», secondo l’espressione di Bailey, arrivano dal mercato del petrolio: dopo le elezioni di metà mandato americane il greggio è sceso di circa 8 dollari al barile. Il governatore ha avvertito che non basta: «serve un progresso reale verso la soluzione del conflitto». Fino ad allora la banca tiene aperta la porta a nuovi aumenti, come hanno già fatto per la stessa ragione la Federal Reserve e la Banca centrale europea.I mutui verso il 6%Per le famiglie britanniche l’effetto era arrivato prima del voto. I tassi dei mutui biennali di riferimento sono saliti di quasi mezzo punto dall’inizio di settembre, nell’attesa di una decisione che i mercati davano per certa oltre il 99%. Secondo Property118, sito britannico per proprietari immobiliari, 1,8 milioni di mutui a tasso fisso scadono nel 2026 e 2,3 milioni di famiglie dovranno rifinanziarsi nel 2027, con i fissi che puntano verso il 6% e le nuove concessioni ai minimi da quasi tre anni.La sterlina ha accolto la decisione senza scosse: nel pomeriggio era piatta sul dollaro e sull’euro, dopo aver guadagnato in un anno il 3,5% sul primo e il 5,7% sul secondo. L’indice con cui la banca la misura contro 18 valute è salito questa settimana a 86,4, il livello più alto dal referendum sulla Brexit del giugno 2016. Nella crisi del mini-bilancio di fine 2022 era sceso a 78,08.Ellie Henderson, economista della banca d’investimento Investec, ha riassunto il clima nel comitato all’Associated Press: «la pazienza di molti membri si è esaurita», e più a lungo l’energia resta cara, più il rincaro temporaneo rischia di diventare permanente. Scott Gardner, strategist di JPMorgan Personal Investing, ha parlato di una mossa «enormemente simbolica», «un’inversione di 180 gradi rispetto a inizio anno».Il calcolo politico sta nel calendario. Il rialzo arriva una settimana dopo il bilancio d’autunno del cancelliere dello Scacchiere John Healey, il ministro delle Finanze del governo laburista, e la banca ha alzato nello stesso giorno le previsioni di crescita, all’1,6% per il 2026 e all’1,3% per il 2027. Nel racconto di Threadneedle Street il denaro più caro è figlio della guerra, non del bilancio, ed è questa lettura che permette a Bailey di annunciare altri rialzi senza aprire un fronte con Downing Street. Il Tesoro, per ora, non ha commentato.