Non solo terra, ma anche mare. Dopo i generali, pure gli ammiragli della People’s Liberation Army sono caduti vittima delle purghe del segretario generale Xi Jinping. O almeno, così suggerisce il vacuum nei posti a sedere visibile nelle immagini del Plenum. Dopo la caduta di Zhang Youxia, vicepresidente della Commissione militare centrale (Cmc), e di Liu Zhenli, capo di stato maggiore congiunto, entrambi storici alleati di Xi e ora a processo con accuse potenzialmente capitali, il Plenum ha aggiunto sedici nuovi epurati. Il risultato è che tutti e quattro i comandanti di teatro sono stati rimossi, insieme all’intero apparato che sarebbe stato responsabile nel pianificare e condurre un’operazione su Taiwan, dal pianificatore strategico He Weidong al comandante del Teatro orientale Lin Xiangyang, fino ai vertici della Flotta del Mare orientale e del 73° Gruppo d’armate.Le motivazioni ufficiali ricalcano il lessico consueto della lotta alla corruzione, dalla slealtà, alla corruzione, dalle promozioni pilotate alla collusione con l’industria. Non che il fenomeno non sia reale, anzi: il settore della difesa cinese ne è da tempo afflitto. Ma la selezione dei bersagli suggerisce anche una logica politica. Buona parte delle figure colpite dalle epurazioni godevano di un prestigio autonomo che poteva farne punti di riferimento alternativi in vista del ventunesimo Congresso del 2027, dove Xi cercherà un quarto mandato.Paradossalmente, lo stesso Xi ha indicato il 2027, centenario del Pla, come la data entro cui le forze armate devono essere pronte a “riprendere” Taiwan. Eppure l’ultima purga ha colpito proprio gli ufficiali con l’esperienza necessaria per preparare un’operazione interforze di quella complessità. E se un comando rinnovato per fedeltà politica può garantire obbedienza, difficilmente compensa in tempi brevi la perdita di competenze, relazioni di lavoro e conoscenza dei piani.Tra i pochi superstiti c’è l’ammiraglio Hu Zhongming, alla guida della Marina dal 2023, che però non è stato elevato alla Cmc. Anche questo dettaglio indica una catena di comando ancora incompleta. Nel breve periodo il risultato più probabile è un Pla più docile ma meno pronto, mentre l’opzione militare su Taiwan, almeno nella scadenza simbolica del 2027, appare oggi meno credibile di quanto la retorica di Pechino lasci intendere.