Malagò: «Doveroso ricandidarmi. Cerco di portare innovazione nel calcio»

Wait 5 sec.

Gio, 5 Nov 2026Il commissario della FIGC conferma le ragioni della sua candidatura alla presidenza federale e commenta la sfida con Galliani: «Non è un tema anagrafico».DiRedazioneCondividi l'articoloGiovanni Malagò (Foto: Luca Bruno - Pool /Getty Images)Giovanni Malagò rivendica la scelta di candidarsi nuovamente alla presidenza della FIGC, dopo le vicende che hanno portato al commissariamento della Federcalcio. Il dirigente sportivo, intervenuto sul palco di “Nexus – Visioni e strategie di sviluppo del territorio” a Latina, ha spiegato le ragioni della sua decisione, soffermandosi anche sulla possibile sfida elettorale con Adriano Galliani e sulle prospettive future del calcio italiano.«Ho portato la candidatura perché mi sembrava doveroso dopo essere stato eletto il 22 giugno con una maggioranza importante e le tante vicende che sono successe tra pantouflage, tesseramento e dopo aver difeso l’autonomia del calcio», ha dichiarato Malagò, attuale commissario della FIGC e candidato alla presidenza federale.Un passaggio che richiama le vicende istituzionali degli ultimi mesi, culminate nella decisione di commissariare la Federazione. Malagò ha quindi affrontato il tema della possibile candidatura di Adriano Galliani, sottolineando il rispetto nei confronti dell’ex dirigente del Milan e del Monza.«Galliani? Non posso che rispettarlo e stimarlo, quello che ci differenzia non è un tema anagrafico, non mi sentirete mai spendere parole non positive su di lui. Sicuramente è molto focalizzato sul mondo del calcio, io cerco di portare innovazioni e coraggio che vengono anche da altri mondi all’interno del calcio che penso di conoscere bene».Il commissario federale ha parlato anche della scelta che ha portato al commissariamento della FIGC, riconoscendo le difficoltà del percorso istituzionale e spiegando perché quella soluzione sia stata preferita a una votazione all’interno della Giunta. «Se fossimo andati al voto in quella Giunta ne saremmo usciti tutti sconfitti. Quella è stata una soluzione che non so dirvi se la migliore, ma sicuramente la meno peggio», ha spiegato Malagò.Nel corso dell’intervento, l’ex presidente del CONI è tornato infine sulla mancata candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2024, una vicenda che continua a considerare un’occasione persa per il Paese e per i territori che avrebbero potuto essere coinvolti nell’organizzazione dell’evento.«Non mi brucia, ma è come se avessi una ferita che si è cicatrizzata. Fu una scelta scellerata che portò a dei disastri a chi l’ha presa in termini politico-elettorali, però dopo sei mesi ci ritrovammo a occuparci di Milano Cortina».Malagò ha quindi sottolineato le conseguenze che quella decisione avrebbe avuto anche per il territorio di Latina: «Latina fu fortemente penalizzata da quella decisione. Avremmo vinto e avremmo coinvolto questa zona come abbiamo fatto con tanti territori per Milano», ha concluso.Developed by 3x1010