John Ternus, la prima call da CEO non convince tutti: Bloomberg parla di “timidezza”, ma è una critica giusta?La prima conference call di John Ternus da CEO di Apple doveva essere l’occasione per raccontare a Wall Street dove vuole portare l’azienda. Per alcuni commentatori non è andata così: i conti sono stati da record, ma il titolo ha perso quasi il 3% dopo la chiusura, e c’è chi ha puntato il dito anche contro un’esposizione giudicata troppo scritta.Leggi ancheRisultati fiscali: Apple chiude il quarto trimestre 2026 con 114,5 miliardi di ricavi: iPhone e Mac volano, ma due categorie arretrano2 Nov 20262 CommentiCosa rimprovera Bloomberg a John TernusLa critica più dura è di Dave Lee, editorialista di Bloomberg, che parla di una prova “timida” e di investitori ed appassionati rimasti “profondamente delusi”: mentre gli analisti lo incalzavano, Ternus si sarebbe riparato dietro un testo preparato con cura.Lee non attribuisce a lui il calo del titolo, che dipende soprattutto dalle previsioni sui costi: Apple si aspetta un margine lordo fra il 45% ed il 46% nel trimestre di Natale, per colpa delle memorie e dell’arrivo di Siri AI. L’accusa è un’altra, e cioè di aver sprecato l’occasione di bilanciare quelle cattive notizie esponendo la sua “dottrina”, ovvero cosa vuole diventare Apple sotto la sua guida, invece di parlare “come un uomo che guarda l’orologio” sperando che il tempo passi.Leggi ancheApple prevede il miglior trimestre di sempre a Natale, ma i margini calano: pesano memorie e Siri AI3 Nov 20260 CommentiFortune: sicuro di sé, ma fedele al copionePiù misurato Sebastian Herrera su Fortune, che riconosce a Ternus una certa sicurezza, ma nota come si sia attenuto soprattutto a punti di marketing già scritti. Alcune domande sono state lasciate al direttore finanziario Kevan Parekh ed al direttore operativo Sabih Khan, che d’ora in poi parteciperanno a queste call. A Khan, ad esempio, è toccata la domanda sulla disponibilità di iPhone Duo.Fortune riporta anche il giudizio dell’investitore Gene Munster, che su X ha letto un altro silenzio: secondo lui è chiaro che Apple non vuole parlare di agenti personali, considerati il rischio più grande per il suo ecosistema.Perché a noi la critica sembra eccessivaChe un CEO in carica da due mesi scelga la prudenza alla sua prima prova davanti agli analisti non dovrebbe sorprendere nessuno. Ternus ha tenuto un tono misurato ma ottimista, e gli servirà del tempo per trovare il suo stile anche in questi appuntamenti, che sono soltanto uno degli aspetti del ruolo.Il confronto con il predecessore, poi, gioca a suo favore: Tim Cook non è mai stato famoso per le rivelazioni durante le trimestrali, e la riservatezza fa parte del modo in cui Apple comunica da sempre. Chiedere al nuovo CEO una “dottrina” da esporre agli analisti, nella stessa call in cui l’azienda annuncia previsioni di margini in calo, ci sembra pretendere qualcosa che da Apple difficilmente sarebbe arrivato in ogni caso.