MacBook Pro con display PROLED XDR, le recensioni sono positive: c’è molto più del touch

Wait 5 sec.

MacBook Pro con display PROLED XDR, le recensioni sono positive: c’è molto più del touchApple ha presentato il nuovo MacBook Pro il 28 ottobre, con alcuni dei cambiamenti più importanti visti sul Mac da anni: uno schermo OLED tandem, un design molto più leggero e l’attesissimo arrivo del touch. Ed anche il logo Apple torna ad illuminarsi.Il nuovo MacBook Pro sarà disponibile dal 6 novembre, ma nel frattempo iniziano a spuntare le recensioni da parte di chi ha ricevuto delle unità demo direttamente da Apple, come Chance Miller di 9to5Mac, che lo ha valutato molto bene.Design: il MacBook Pro torna leggero, senza i vecchi compromessiNel 2016 Apple presentò un MacBook Pro tutto nuovo, che metteva la sottigliezza e la portabilità davanti quasi a tutto il resto, dando il via ad un periodo difficile per i suoi portatili. Quel modello più sottile e leggero fu segnato dalla tastiera a farfalla, da una gestione del calore mediocre e da un’attenzione generale alla forma più che alla funzione.Nel 2021 Apple rimise le cose a posto. Un MacBook Pro completamente ridisegnato cancellò molte di quelle scelte controverse: tornarono le porte, la Touch Bar lasciò il posto ad una fila di tasti funzione fisici e, con Apple Silicon, le prestazioni fecero un salto enorme.Il prezzo da pagare fu un MacBook Pro più grande e sensibilmente più pesante. All’epoca tutti erano disposti ad accettare quel compromesso. Ora, con il MacBook Pro con display PROLED XDR, Apple torna a rendere più leggeri i suoi portatili Pro, ma senza sacrificare ciò che aveva reso così riuscito il progetto del 2021.Il modello da 14 pollici scende da 1,6 kg a 1,38 kg, quello da 16 pollici da 2,1 kg a 1,82 kg. In pratica, entrambi pesano quanto i loro equivalenti del 2016, pur avendo schermi più grandi, un hardware molto più potente e nessuno dei compromessi di quella generazione. Sono anche un po’ più sottili: 1,50 cm il 14 pollici (prima 1,55 cm) e 1,60 cm il 16 pollici (prima 1,68 cm).Il peso del MacBook Pro dal 2016 al modello PROLED XDRModellocon schermo più piccolocon schermo più grandeMacBook Pro del 20161,37 kg (13 pollici)1,83 kg (15 pollici)MacBook Pro del 20191,37 kg (13 pollici)2,0 kg (16 pollici)MacBook Pro del 20211,6 kg (14 pollici)2,1 kg (16 pollici)PROLED del 20261,38 kg (14 pollici)1,82 kg (16 pollici)Come ci è riuscita Apple? Il cambiamento più grande è il passaggio dal mini-LED all’OLED. Dato che l’OLED non ha bisogno di una retroilluminazione separata, l’azienda ha potuto rendere il gruppo dello schermo molto più sottile e leggero. Usa inoltre una tecnologia touch on-cell personalizzata, che integra il rilevamento del tocco nel pannello invece di aggiungere altri strati separati. Il nuovo schermo ha avuto un ruolo importante, ma la riduzione del peso arriva anche da tante piccole ottimizzazioni distribuite in tutto il computer.La differenza si nota appena si solleva il portatile. Miller ha provato il 16 pollici e si dice sinceramente sorpreso da quanto sia piacevole da tenere in mano: non è leggero, scrive, ma sembra meno un carro armato.Per comodità ha sempre scelto il più piccolo dei due MacBook Pro, di recente un 14 pollici con M4 Pro, ma il peso del nuovo 16 pollici gli sta facendo riconsiderare questa preferenza: lo trova sorprendentemente gradevole per un portatile con uno schermo così grande, ed ha apprezzato molto lo spazio in più, senza la sensazione di sacrificare troppo la portabilità. Nella foto, a sinistra il 14 pollici con M4 Pro, a destra il nuovo 16 pollici.Leggi ancheMacBook Pro touch, peso e dimensioni a confronto: quanto è più leggero del modello senza OLED29 Ott 20261 CommentoAnche le cornici attorno allo schermo sono più sottili. Apple ha eliminato la cornice inferiore più spessa e, per la prima volta, tutti e quattro gli angoli dello schermo sono arrotondati. È un cambiamento relativamente piccolo, ma dà al MacBook Pro un aspetto più pulito e simmetrico.Ed infine, il logo Apple illuminato è tornato. A differenza dei vecchi MacBook, che sfruttavano la luce della retroilluminazione, il nuovo modello OLED non ha alcuna retroilluminazione da cui attingere, ed ha richiesto un approccio diverso. La luminosità del logo dipende comunque da quella dello schermo, proprio come dieci anni fa: più è alta, più si illumina la mela sul retro. Il sistema tiene conto anche della luce dell’ambiente.A portatile chiuso il logo sembra metallo lucido, come dal 2016 in poi. Quando lo si apre, si accende. È superfluo, ammette, ma si dice felicissimo che sia tornato.Display PROLED XDR: il salto che si nota subitoLo schermo è ciò di cui Apple va più fiera su questo nuovo MacBook Pro. Del resto, il nome commerciale completo è MacBook Pro con display PROLED XDR. Non è esattamente facile da pronunciare, ma mostra quello che Apple considera il vero elemento di differenza rispetto agli altri MacBook Pro che ha ancora in listino.E ha ragione: il display PROLED XDR, scrive, è splendido, ed è un netto passo avanti rispetto al mini-LED arrivato sul MacBook Pro nel 2021, che pure non era certo scarso. Saturazione dei colori, contrasto e neri profondi del pannello OLED sono di gran lunga superiori a quelli di qualsiasi altro portatile che abbia visto, compresi i PC Windows con OLED di fascia alta. Anche gli angoli di visione sono visibilmente migliori: colori e luminosità restano molto costanti anche guardando lo schermo di lato. Nella foto, ancora una volta, il 14 pollici con M4 Pro a sinistra ed il nuovo 16 pollici a destra.Uno dei difetti del MacBook Pro con mini-LED è il blooming: le zone di attenuazione locale creavano un leggero alone attorno agli oggetti luminosi su sfondo scuro. Con l’OLED ogni pixel è illuminato in modo indipendente, quindi quell’effetto sparisce.Se vi preoccupa il burn-in, Apple spiega che i nuovi MacBook Pro hanno un motore del display rinnovato, che controlla di continuo l’uso dei pixel, la temperatura ed altri fattori, compensando i singoli pixel in tempo reale per ridurre il problema e mantenere la luminosità. Bisognerà vedere se reggerà nel tempo, ma Miller racconta di non aver notato alcun burn-in sul suo iPad Pro OLED dopo oltre due anni.I miglioramenti vanno ben oltre il semplice passaggio all’OLED. Un altro punto su cui Apple insiste è la luminosità.La luminosità del MacBook Pro PROLED XDR e del precedente mini-LEDLuminositàMacBook Pro precedentemini-LEDNuovo MacBook ProPROLEDPicco HDR1.600 nit2.000 nitHDR sostenuto a tutto schermo1.000 nit1.000 nitSDR massimo all’aperto1.000 nit2.000 nitSDR sostenuto a tutto schermo600 nit tipici, fino a 1.000 all’aperto1.000 nitAlla luce diretta del sole, vicino ad una finestra o in terrazza, lo schermo è abbastanza luminoso da restare leggibile senza problemi, e raramente gli è capitato di dover alzare la luminosità al massimo.Questi progressi si sposano bene con un altro aspetto curato sul nuovo MacBook Pro: i riflessi. Lo schermo lucido ha una riflettanza di appena l’1%, che Apple attribuisce a due fattori: il pannello OLED è progettato per ridurre i riflessi, ed un rivestimento antiriflesso personalizzato riduce quelli del vetro di copertura.L’unità provata ha il normale schermo lucido, mentre il MacBook Pro precedente di Miller era un 14 pollici con nanotexture, quindi ha prestato particolare attenzione alla differenza. Ha scritto la recensione seduto accanto ad una grande finestra che riceve molta luce diretta, e si dice davvero colpito da come questo 16 pollici lucido gestisce i riflessi: ovviamente non è antiriflesso quanto il suo 14 pollici con nanotexture, ma ci si avvicina molto più di quanto si aspettasse, ed è nettamente meglio del suo MacBook Air lucido.Non ha avuto modo di provare la nanotexture sul nuovo modello PROLED, ma Apple spiega che ora è incisa con precisione nel vetro di copertura, quindi dovrebbe essere ancora migliore di prima.Tutto considerato, il display PROLED XDR impressiona sotto ogni punto di vista, sulla carta e nell’uso reale. Che si tratti dei vantaggi di base dell’OLED, dei riflessi ridotti o della maggiore luminosità, ci si accorge dello schermo migliore dal momento in cui si accende il MacBook Pro.E poi c’è il touch.Il touch: com’è usare un MacBook Pro con lo schermo tattileUsare per la prima volta il nuovo MacBook Pro touch, racconta Miller, ha qualcosa di straniante. È ancora, inconfondibilmente, macOS, con la stessa interfaccia e gli stessi controlli che conosciamo da anni. Solo che ora si può allungare la mano, toccare lo schermo, e lui risponde.Apple ha notoriamente resistito fino ad oggi all’idea del touch sul Mac. Nel 2010 Steve Jobs definì un Mac touch “ergonomicamente terribile”. Quando sono stati annunciati questi MacBook touch, quella clip di Jobs è diventata virale, ma come al solito le sue parole hanno più sfumature di quanto suggeriscano le reazioni sui social:Le superfici touch non vogliono stare in verticale. Fa un’ottima figura in una dimostrazione, ma dopo poco tempo inizi ad affaticarti, e dopo molto tempo ti sembra che il braccio voglia cadere.Da allora sono cambiate molte cose, ma secondo la recensione aggiungere il touch al MacBook Pro non dà torto a Jobs. L’ergonomia di un touchscreen usato come metodo principale su un dispositivo in stile portatile è in effetti terribile, ammette, ed il braccio si stanca davvero.La buona notizia, aggiunge, è che Apple, molto intenzionalmente, non sta cercando di rendere il touch il modo principale di interagire con questi MacBook Pro. Sia dall’uso sia dalla comunicazione di Apple, si capisce chiaramente che si tratta di un metodo secondario: è lì quando serve o quando lo si vuole, ma si può anche ignorarlo del tutto senza avere la sensazione di perdersi qualcosa.Apple ha fatto una serie di piccole modifiche in tutto macOS per adattarlo al tocco. Ad esempio, quando il sistema rileva un tocco, le voci dei menu contestuali si distanziano. Qui sotto, a sinistra il menu aperto con un clic ed a destra quello aperto con un tocco.Tenendo premuto su qualcosa come l’icona di un’app nel Dock, questa si ingrandisce e mostra un elenco di voci più distanziate. Tenendo premuto un elemento nel Finder, questo si solleva sotto il dito e lo si può trascinare e rilasciare altrove.Anche i classici pulsanti colorati delle finestre si allargano quando li si tocca. Il primo tocco li espande senza attivarne nessuno, poi si tocca una seconda volta quello che si vuole usare. Dover toccare due volte di fila lo stesso punto è un po’ scomodo.Queste modifiche servono tutte a far adattare macOS al fatto che il dito è meno preciso di un puntatore. Invece di ridisegnare il sistema attorno al touch, Apple ha fatto in modo che l’interfaccia esistente lo accolga quando serve.Ci sono anche tutti i gesti tipici: si può pizzicare per lo zoom, scorrere con quattro dita per passare da una Scrivania all’altra o a Mission Control, e scorrere verso l’alto per mostrare il Dock. In Safari si può trascinare verso il basso per aggiornare la pagina, con un doppio tocco una finestra riempie lo schermo e con un gesto rapido verso un lato la si affianca.Apple ha aggiunto anche una stabilizzazione video automatica, che compensa il movimento dello schermo quando lo si tocca durante una videochiamata, così da mantenere ferma l’immagine della fotocamera anche se il display oscilla leggermente. Nella prova sembra funzionare come promesso.Finora Miller ha trovato il touch un’aggiunta piacevole, non una reinvenzione del suo modo di usare il Mac: si sorprende ad allungare la mano per scorrere una pagina web invece di usare il trackpad, a toccare ogni tanto un’icona del Dock e ad usare il gesto del pizzico per lo zoom in Foto.Il touch è anche davvero utile, spiega, in contesti come Duplicazione iPhone ed il simulatore di Xcode, anche se Duplicazione iPhone non è disponibile nell’Unione Europea, quindi in Italia questo vantaggio non c’è. Immagina poi che chi usa spesso app di rendering come Blender lo troverà più utile di lui, visto che il suo lavoro consiste soprattutto nel manipolare testo.Secondo lui, un motivo per cui il touch potrebbe essere meno utile, o meno importante, su un Mac che su un PC Windows è che i trackpad di Apple sono semplicemente troppo buoni. Non ha molte ragioni per allungare la mano e passare da una Scrivania all’altra con quattro dita, quando può farlo sul bellissimo e grande trackpad in vetro, mentre su un PC Windows con un pessimo trackpad di plastica, ipotizza, i gesti sullo schermo sono molto più allettanti.In alcune occasioni si è proprio dimenticato che questo MacBook Pro ha il touch, finché non ha allungato la mano per togliere un pelucchio o un pelo del cane dallo schermo, toccando qualcosa per sbaglio.Ma per lui deve essere esattamente così. Usare il touch è una scelta consapevole, non un obbligo. Si può comprare questo computer e letteralmente non toccare mai lo schermo. Per alcuni utenti Mac, questa è probabilmente la cosa più importante: Apple non ha compromesso la tradizionale esperienza di macOS per fare spazio al touch.Leggi anchemacOS col touch, Apple dice che è solo l'inizio: ecco come funziona oggi sul MacBook Pro PROLED XDR29 Ott 20260 CommentiPrestazioni: M5 Pro ed M5 Max, come primaL’unica cosa che non cambia sul MacBook Pro con display PROLED XDR sono le prestazioni. Come i MacBook Pro standard presentati ad inizio anno, i nuovi modelli sono disponibili con i chip M5 Pro ed M5 Max. Apple spiega che il sistema di raffreddamento è stato riprogettato per il nuovo design, mantenendo le stesse prestazioni che conosciamo.L’unità provata è un 16 pollici con M5 Pro, CPU 18 core, GPU 20 core e 48GB di memoria unificata. Nei test di Geekbench, il nuovo MacBook Pro si comporta praticamente come i modelli presentati all’inizio dell’anno.Nell’uso quotidiano Miller non ha notato differenze di prestazioni o di temperatura rispetto al suo MacBook Pro precedente. Certo, ammette, il suo lavoro fatto di scrittura, ricerche, modifica di foto e decine di pannelli di Safari non si avvicina ai limiti di M5 Pro. Ma il nuovo MacBook Pro gestisce tutto senza fatica, senza calore percepibile né rumore delle ventole. Anzi, non le ha sentite partire nemmeno una volta.Non è un test definitivo su quanto Apple dichiara per le prestazioni sostenute, ma è rassicurante che il design più sottile e leggero non abbia introdotto compromessi evidenti, né nell’uso di tutti i giorni né nei benchmark.Questo mette chi vuole comprare un MacBook Pro in una situazione curiosa. Secondo i rumor, Apple ritiene che la generazione M7 offrirà un miglioramento così netto nelle prestazioni, in particolare per l’AI, da spingerla a saltare del tutto i chip M6 di fascia alta.I primi chip M7 sono attesi nel corso del prossimo anno, probabilmente verso la fine per i MacBook Pro di fascia alta. Significa che chi compra ora un MacBook Pro con M5 si ritroverà, in meno di un anno, con un chip di fatto indietro di due generazioni.M5 Pro ed M5 Max sono più che veloci, e questi MacBook Pro hanno anche l’OLED, il touch e tutte le altre novità raccontate in questa recensione. Eppure c’è qualcosa di un po’ strano nel fatto che Apple abbini la più grande riprogettazione del MacBook Pro in cinque anni a chip usciti otto mesi fa, soprattutto con il prossimo grande salto di Apple Silicon che, stando alle indiscrezioni, è all’orizzonte.Ecco altri benchmark, a confronto con tutti i Mac: prestazioni single-core, multi-core, OpenCL e Metal.Le piccole cose: Dynamic Island, altoparlanti e batteriaDynamic Island. Con il nuovo MacBook Pro la Dynamic Island arriva per la prima volta su Mac. Miller non ha mai capito perché Apple avesse portato il notch sul MacBook Pro con così poco supporto a livello software: la Dynamic Island finalmente risolve la questione, portando su Mac un’esperienza che conosciamo già da iPhone.Le Attività in tempo reale ora compaiono nella Dynamic Island, insieme alle informazioni su ciò che è in riproduzione in app come Musica e Podcast. Ad esempio, facendo clic sulla Dynamic Island (o toccandola) mentre Musica è in riproduzione, si apre il mini player con i controlli a portata di mano, e con un altro clic si apre l’app completa. Anche le Attività in tempo reale dell’iPhone compaiono nella Dynamic Island del MacBook Pro, e non nella barra dei menu come sugli altri Mac. Spotlight, poi, spunta proprio dalla Dynamic Island.Gli è piaciuto molto averla su Mac: è una delle sue funzioni preferite di iPhone, soprattutto per le Attività in tempo reale, e la versione per Mac è un’ottima continuazione di quell’esperienza.Apple precisa però che Spotlight si sposta nella Dynamic Island solo se Siri AI è disponibile ed attiva, e Siri AI per ora non parla italiano. Da noi, quindi, questa parte almeno all’inizio non ci sarà.Altoparlanti. Apple spiega che il nuovo MacBook Pro ha un sistema a sei altoparlanti riprogettato, con bassi più profondi del 50%. Ed in effetti suonano benissimo, scrive. Apple cita anche una migliore taratura quando si usa il MacBook Pro a coperchio chiuso, collegato ad un monitor esterno. Nelle sue prove la differenza si sente: il suono è meno ovattato e molto più forte.Batteria. Apple dichiara che l’autonomia non cambia rispetto alle varianti senza OLED:14 pollici con M5 Pro: fino a 22 ore di streaming video, 14 ore di navigazione web14 pollici con M5 Max: fino a 20 ore di streaming video, 13 ore di navigazione web16 pollici con M5 Pro: fino a 24 ore di streaming video, 17 ore di navigazione web16 pollici con M5 Max: fino a 22 ore di streaming video, 16 ore di navigazione webNon ha fatto test scientifici, ma il suo 16 pollici con M5 Pro sembra in linea con le 17 ore massime di navigazione wireless dichiarate da Apple.Il giudizio di 9to5Mac sul MacBook Pro PROLED XDRPer Miller, il MacBook Pro con display PROLED XDR è un prodotto affascinante: è sia una grande evoluzione del MacBook Pro, sia una versione migliore dello stesso portatile tanto apprezzato dalla rinascita con Apple Silicon del 2021.Tutta l’attenzione è sul touch, ma secondo lui il design più leggero è in realtà il cambiamento più importante nell’uso quotidiano: non si sarebbe mai aspettato che un MacBook Pro da 16 pollici gli facesse riconsiderare la sua preferenza di lunga data per il 14 pollici.Il touch non ha cambiato radicalmente il suo modo di usare il Mac, ma è un’aggiunta gradita ed attesa da tempo. È ragionevole aspettarsi che lo schermo di un portatile risponda quando lo si tocca. Qualcuno lo troverà senz’altro più utile di lui, ed Apple ha fatto un lavoro eccellente nell’integrarlo in macOS senza compromettere l’esperienza tradizionale.Con o senza touch, il display PROLED XDR è un aggiornamento spettacolare, con miglioramenti di luminosità, contrasto e riflessi che si notano ogni volta che si apre il coperchio.Questi nuovi modelli OLED costano di più dei MacBook Pro mini-LED con M5 Pro ed M5 Max che Apple continua a vendere, i quali sono anche più pesanti, non hanno il touch e rinunciano ad alcune delle finezze dei modelli più costosi. Presumibilmente queste due linee finiranno per unirsi, ma per ora la gamma dei MacBook Pro è un po’ scomoda. In Italia la differenza è di 400€ sul 14 pollici e 500€ sul 16 pollici: il modello PROLED da 14 pollici parte da 3.399€, quello da 16 pollici da 3.999€.Ma questo posizionamento scomodo, conclude, non toglie nulla al prodotto: è pur sempre lo stesso MacBook Pro apprezzato negli ultimi cinque anni. Apple ha preso un portatile già eccellente ed ha portato miglioramenti significativi in quasi ogni aspetto dell’esperienza. E, guarda caso, ora ha anche un touchscreen.Leggi ancheMacBook Pro PROLED XDR o MacBook Pro classico? Tutte le differenze e quale conviene29 Ott 20260 CommentiIl MacBook Pro con display PROLED XDR si trova anche su Amazon, con le consegne a partire dal 6 novembre:Apple MacBook Pro Portatile, Display PROLED XDR da 14,2'', chip M5 Pro | CPU 15-core e GPU 16-core, 24GB di memoria unificata, 1TB di archiviazione, Touch - Nero sideraleA soli:3.399,00€AcquistaPrezzo aggiornato il 05/11/26Apple MacBook Pro Portatile, Display PROLED XDR da 16,3'', chip M5 Pro | CPU 18-core e GPU 20-core, 24GB di memoria unificata, 1TB di archiviazione, Touch - Nero sideraleA soli:3.999,00€AcquistaPrezzo aggiornato il 05/11/26Apple MacBook Pro Portatile, Display PROLED XDR da 16,3'', chip M5 Pro | CPU 18-core e GPU 20-core, 48GB di memoria unificata, 1TB di archiviazione, Touch - Nero sideraleA soli:4.659,00€AcquistaPrezzo aggiornato il 05/11/26