Venezuela, gli Usa aiutano l’esercito nel raid con i droni sui guerriglieri colombiani al confine: 19 morti

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SAN FERNANDO DE APURE — Nove cadaveri arrivati venerdì all’obitorio, altri dieci il giorno dopo. È il conto di FundaRedes, organizzazione per i diritti umani attiva negli stati di frontiera del Venezuela, dopo il bombardamento su un accampamento della guerriglia colombiana dell’Eln nello stato di Apure, lungo il confine con la Colombia. Diciannove morti in tutto.Il raid lo ha condotto l’esercito venezuelano, ma dietro c’erano gli Stati Uniti. Lo scrive il New York Times citando funzionari americani: Washington ha assistito l’attacco con droni contro quello che descrive come un gruppo del narcotraffico, con circa due dozzine di vittime secondo un’organizzazione per i diritti umani. Dieci mesi dopo la cattura di Nicolás Maduro da parte delle forze americane, Caracas colpisce sul proprio territorio con l’aiuto di Washington.L’attacco è scattato all’alba di venerdì 30 ottobre, riferisce l’agenzia France Presse, in una zona boscosa a sud-ovest dell’Apure, nella località di Buena Vista del Meta. Elicotteri d’assalto e droni hanno colpito il campo dell’Ejército de Liberación Nacional, la guerriglia colombiana nata negli anni Sessanta che da tempo usa il lato venezuelano della frontiera come retrovia. I guerriglieri sono stati colti di sorpresa.Una fonte militare venezuelana vicina all’operazione lo ha detto all’agenzia francese senza giri di parole: «Ci hanno aiutato persone della Cia e dell’Fbi. Questo è stato un ordine degli Stati Uniti». Il sostegno, secondo la stessa fonte, è stato di intelligence.Il video diffuso da FundaRedes mostra corpi a terra, alberi abbattuti, le rovine dell’accampamento. Il coordinatore dell’organizzazione per l’Apure, Juan Francisco García Escalona, ex deputato, ha contato «i nove cadaveri arrivati a San Fernando» venerdì e «altri dieci cadaveri» trasferiti sabato. Abitanti di Puerto Páez, centro di frontiera sul fiume, hanno consegnato nomi e documenti trovati sul posto, ma le vittime non sono state identificate ufficialmente. Alcuni feriti sarebbero passati in Colombia, dove le autorità non confermano.Il silenzio di Caracas e BogotáNessun ministro, nessun portavoce militare, nessun comunicato: il governo venezuelano non ha confermato né smentito. Anche Bogotá tace. Il Dipartimento di Stato, interpellato, non ha ancora risposto. L’Eln, che figura nella lista americana delle organizzazioni terroristiche, ha condannato l’intervento degli Stati Uniti e promesso di resistere all’«offensiva totale» del presidente colombiano Abelardo de la Espriella, eletto quest’anno e descritto dalla stampa internazionale come esponente della destra dura. I colloqui di pace tra la guerriglia e il suo predecessore Gustavo Petro erano finiti senza accordo.Il Venezuela è guidato dal gennaio scorso dal governo ad interim di Delcy Rodríguez, ex vicepresidente di Maduro, insediatasi dopo che le forze americane hanno catturato il presidente a inizio anno. Donald Trump le ha dato il suo sostegno pubblico per aver accettato le richieste di Washington. Sulle elezioni, Rodríguez ha detto in televisione che si terranno «quando sarà il momento».Il raid dell’Apure entra in una campagna che Washington conduce da oltre un anno. L’ordine esecutivo firmato da Trump il 20 gennaio 2025 ha aperto alla designazione dei cartelli come organizzazioni terroristiche straniere, compreso il venezuelano Tren de Aragua. Da settembre 2025 le forze americane hanno colpito 35 imbarcazioni sospette tra Caraibi e Pacifico, l’ultima a fine ottobre, con cinque morti. Nel dicembre scorso un drone della Cia aveva già colpito una banchina in territorio venezuelano, senza vittime. Con l’Apure il bersaglio si sposta dal mare alla terraferma e il grilletto passa a un esercito alleato.Al Congresso alcuni parlamentari contestano la legalità degli attacchi e parlano di possibile crimine di guerra per un raid di seguito contro i superstiti di un’imbarcazione; il Pentagono respinge le accuse. A quattro giorni dal bombardamento, i diciannove morti dell’Apure non hanno ancora un nome.