Si conclude la manifestazione itinerante promossa dal CSI Roma e sostenuta da Roma Capitale. Nove giornate gratuite tra settembre e ottobre per avvicinare i più piccoli allo sport, favorire l’inclusione e contrastare l’abbandono precoce dell’attività sportiva.Oltre 500 bambini e ragazzi coinvolti, più di 1.000 familiari presenti e nove tappe nei Municipi della Capitale. Si chiude con un bilancio positivo la Festa dello Sport 2026, la manifestazione itinerante promossa dal CSI Roma e sostenuta da Roma Capitale, che nei mesi di settembre e ottobre ha trasformato parrocchie e oratori in luoghi di incontro, divertimento e partecipazione.L’iniziativa, rivolta principalmente a bambini e bambine dai 5 ai 12 anni, ha proposto attività sportive gratuite con un obiettivo preciso: promuovere il movimento e la socializzazione, mettendo al centro il valore educativo dello sport anziché la competizione e il risultato.Un progetto che ha attraversato diversi quartieri della città, offrendo alle famiglie la possibilità di avvicinare i propri figli a nuove discipline sportive in un ambiente inclusivo e accessibile.Nove tappe nei Municipi di Roma: sport gratuito per bambini e famiglieLa Festa dello Sport 2026 è stata organizzata dal Centro Sportivo Italiano – Comitato di Roma nell’ambito di un progetto promosso da Roma Capitale, selezionato attraverso l’Avviso Pubblico per la realizzazione di iniziative di interesse per l’Amministrazione Capitolina, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.Nel corso delle nove giornate, i partecipanti hanno potuto sperimentare diverse discipline, accompagnati da istruttori ed educatori sportivi.Dal calcio balilla umano al dodgeball, passando per il tiro a canestro, i percorsi motori, il calcio a 5, la pallacanestro e la pallamano, fino agli scacchi e alla dama: un programma pensato per valorizzare interessi e capacità differenti.Le attività sono state ospitate da parrocchie e oratori, che hanno messo a disposizione spazi e strutture per accogliere i giovani partecipanti e le loro famiglie. Pasquini (CSI Roma): «Lo sport deve essere un’occasione di crescita, senza pressioni»A sottolineare il valore dell’iniziativa è Daniele Pasquini, presidente del CSI Roma, che ha espresso soddisfazione per la partecipazione registrata durante le nove tappe.«La grande partecipazione registrata nelle nove tappe della Festa dello Sport ci restituisce un segnale importante: c’è bisogno di occasioni in cui i bambini possano avvicinarsi allo sport senza pressioni, senza l’ansia del risultato e senza sentirsi obbligati a scegliere troppo presto una disciplina».Secondo Pasquini, il progetto ha voluto riportare l’attenzione sulla funzione educativa dell’attività sportiva, offrendo ai più piccoli la possibilità di sperimentare liberamente.«Il nostro obiettivo era portare lo sport nei territori, renderlo accessibile e soprattutto far riscoprire il suo valore educativo. Siamo convinti che per contrastare l’abbandono sportivo sia fondamentale offrire ai più giovani la possibilità di sperimentare, divertirsi e trovare la propria strada, accompagnati da educatori e istruttori preparati».Il presidente del CSI Roma ha inoltre rivolto un invito alle famiglie e alle realtà associative affinché continuino a investire nello sport di base come strumento di aggregazione e crescita. Abbandono sportivo giovanile: il progetto contro il dropoutUno dei temi centrali della manifestazione è stato il contrasto al dropout sportivo, ovvero l’abbandono precoce della pratica sportiva da parte di bambini e adolescenti.Secondo il dato richiamato dagli organizzatori, il fenomeno riguarda circa il 30% dei ragazzi nella fase di ingresso alla preadolescenza.Tra le possibili cause vengono indicate la specializzazione agonistica troppo precoce, la pressione legata ai risultati e la difficoltà di trovare una disciplina in linea con i propri interessi.Per affrontare questo problema, il CSI Roma ha scelto di proporre un modello polisportivo, nel quale ogni bambino potesse conoscere attività differenti senza l’obbligo di concentrarsi immediatamente su un unico sport.L’obiettivo è favorire un rapporto positivo e duraturo con l’attività fisica, valorizzando il divertimento, la curiosità e la libertà di scelta. Oltre 1.000 familiari presenti e 50 volontari coinvoltiIl bilancio della Festa dello Sport 2026 evidenzia anche il coinvolgimento delle famiglie e delle comunità territoriali.Accanto agli oltre 500 giovani partecipanti, la manifestazione ha registrato la presenza di più di 1.000 familiari, che hanno accompagnato i bambini durante le attività.A rendere possibile l’organizzazione delle nove tappe è stato il lavoro di uno staff composto da oltre 20 persone, affiancato da 50 volontari.Fondamentale anche il contributo degli operatori delle parrocchie e degli oratori coinvolti, che hanno collaborato alla gestione degli spazi e all’accoglienza dei partecipanti. Il Terzo Tempo: imparare il rispetto e la collaborazione attraverso il giocoLa manifestazione non si è limitata alle attività sportive.Ogni giornata si è conclusa con il Terzo Tempo, un momento dedicato alla condivisione tra bambini, educatori e famiglie.Un’occasione per riflettere sulle esperienze vissute durante il gioco e sui valori che lo sport può trasmettere, dal rispetto delle regole alla collaborazione, dall’inclusione alla gestione delle emozioni.Il progetto ha così valorizzato lo sport anche come strumento educativo e relazionale, capace di rafforzare il senso di appartenenza alla comunità.Sport e sostenibilità: le iniziative per ridurre l’impatto ambientaleUn altro aspetto della Festa dello Sport 2026 ha riguardato l’attenzione alla sostenibilità ambientale.La manifestazione ha adottato le linee guida ministeriali per l’organizzazione di eventi a basso impatto ambientale, introducendo misure per limitare la produzione di rifiuti.Tra le azioni previste figurano la riduzione della plastica monouso, la raccolta differenziata e l’utilizzo di materiali promozionali digitali e realizzati con carta riciclata.Una scelta che ha affiancato alla promozione dello sport anche la sensibilizzazione delle nuove generazioni verso comportamenti più responsabili.CSI Roma, l’impegno per lo sport di base nei quartieri della CapitaleCon la conclusione della Festa dello Sport 2026, il CSI Roma rinnova il proprio impegno nella promozione dell’attività sportiva tra i più giovani.L’esperienza delle nove tappe conferma, secondo gli organizzatori, l’importanza di creare occasioni gratuite e accessibili nei quartieri, valorizzando il ruolo delle associazioni sportive, delle parrocchie e delle comunità locali.Un modello che punta a rendere lo sport non soltanto un’attività fisica, ma anche uno strumento di educazione, inclusione e partecipazione sociale, offrendo ai bambini la possibilità di crescere attraverso il gioco e la condivisione.