Il secondo sport in Russia, lo sport più amato e praticato dopo il calcio: è l'hockey sul ghiaccio che ha portato tantissime medaglie olimpiche e mondiali. Le Nazionali russe di hockey sono state appena riammesse dal Tas ai campionati del mondo ma questo ha scatenato, sta scatenando, proteste in tutto il mondo. Un boicottaggio come non si vedeva da tempo nello sport. E lo scontro è arrivato ormai ai massimi livelli e coinvolge anche i governi.“La decisione politicizzata del governo canadese di negare i visti agli atleti russi danneggia direttamente non solo i campionati del mondo che si terranno nel Paese, ma anche lo sport dell'hockey stesso", ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova. La portavoce ha commentato le dichiarazioni del primo ministro canadese Mark Carney, il quale ha annunciato che suo governo avrebbe negato i visti ai giocatori della nazionale juniores russa, rendendo impossibile quindi la loro partecipazione ai campionati del mondo che si terranno a dicembre nella Provincia di Alberta. "Ricordiamoci chi Mark Carney sta cercando di escludere dal torneo: la squadra che ha vinto il maggior numero di medaglie ai campionati del mondo juniores nella sua storia: 13 ori, 13 argenti e 11 bronzi", ha dichiarato Zakharova alla Tass.Una crisi diplomatica sta travolgendo questo sport in seguito a una sentenza del Tas, tribunale arbitrale dello sport di Losanna, che ha reintegrato le squadre nazionali della Russia a tutti i campionati del mondo. Il Tas ha ordinato alla Federazione Internazionale di Hockey su Ghiaccio (IIHF), che ha invano protestato, di riammettere le squadre nazionali russe a cinque prossimi campionati del mondo. Ma la ribellione a questa decisione è subito arrivata da moltissime Federazioni e comitato olimpici nazionali: la Germania che ospiterà i campionati del mondo maschili del 2027 a Düsseldorf e Mannheim, è stata tra la prima ad opporsi. Svezia, Finlandia, Norvegia, Danimarca, Lettonia, Repubblica Ceca e Austria si sono categoricamente rifiutate di scendere in campo contro la Russia, sino a quando sarà in guerra contro l'Ucraina. Il governo ceco ha annunciato ufficialmente che non concederà i visti alla nazionale femminile russa under 18 per i prossimi campionati del mondo di Ostrava.Il primo ministro ceco, Andrej Babiš, è stato intransigente, affermando che se si è deciso che i giocatori russi non hanno posto nelle competizioni internazionali, e tale politica non deve cambiare fino alla fine della guerra. “ È come se dicessimo che la guerra è normale e che uccidere persone in Ucraina è normale. Non è normale." ha detto il premier. Intransigente la posizione di Praga: stop ai russi anche se sono neutrali (Ain) come suggerito dal Cio. E' stato fatto notare inoltre che il presidente del consiglio di amministrazione della Federazione russa di hockey su ghiaccio è Arkady Rotenberg, un oligarca sanzionato e stretto collaboratore di lunga data del presidente russo Vladimir Putin. Posizione durissima anche dalla Finlandia (“La squadra che rappresenta la Russia non giocherà a Tampere. Questo è il nostro messaggio chiaro") e ora anche dal Canada. Da Mosca hanno fatto sapere che gli atleti russi hanno recentemente gareggiato in un campionato mondiale di ciclismo in Canada e continuano a giocare regolarmente per le squadre canadesi della NHL, la Lega professionistica. Altra contraddizione: se la Russia venisse ammessa ai campionato del mondo maschile in Germania, potrebbe sostituire direttamente la nazionale ucraina, dato che l'Ucraina è stata l'ultima a qualificarsi... A Kiev ovviamente sono indignati e preoccupati da questa sentenza. La Russia come noto non ha partecipato alle recenti Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 (la finale è stata fra Usa e Canada, con successo degli amerivani) e da anni ormai è esclusa dalle competizioni internazionali . Ora questo caso clamoroso. Il Cio tace: non può fare nulla contro la decisione del Tas, al quale ora si è appellata anche la Federazione di atletica leggera di Mosca contro il bando voluto da Sir Seb Coe. E l'Italia? Silenzio totale: i dirigenti italiani stanno a guardare.