Tajani al Cairo: cooperazione contro l'immigrazione irregolare e formazione dei giovani

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AGI - Lotta comune di Italia ed Egitto contro l'immigrazione irregolare e impegno condiviso per rafforzare il partenariato, puntando sulla formazione dei giovani egiziani che potranno essere assorbiti, tramite canali regolari, come manodopera nelle aziende italiane. È la strategia rilanciata dal ministro degli Esteri Antonio Tajani dal Cairo dove è volato in visita e ha firmato una dichiarazione comune con l'omologo egiziano Badr Abdelatty per la cooperazione nel campo della migrazione."Siamo impegnati contro i trafficanti di esseri umani e contro l'immigrazione irregolare che mette a repentaglio la sicurezza anche dei nostri Paesi", mentre "siamo molto a favore di quella regolare. Vogliamo giovani lavoratori di cui ha bisogno il nostro sistema economico, però che siano formati e conoscano la nostra lingua".   Il Business Forum Italia-Egitto e la diplomazia della crescitaQuesto sforzo nell'ambito della migrazione si lega a una più ampia agenda di diplomazia della crescita che vede ministero e ambasciate, insieme alle agenzie per l'export e l'internazionalizzazione come Sace, Simest e CdP, in prima fila per sostenere le aziende all'estero. "Nessuna impresa deve sentirsi abbandonata", ha sottolineato Tajani, intervenendo al Business Forum Italia-Egitto al quale hanno preso parte oltre un centinaio di aziende italiane tra circa 600 partecipanti."Siamo qui, in delegazione con i ministri dell'Ambiente e Sicurezza energetica e del Lavoro, Gilberto Pichetto Fratin e Marina Elvira Calderone, per dimostrare quanto l'Italia consideri il rapporto con l'Egitto di grande importanza e il mercato egiziano di straordinario rilievo per le nostre esportazioni".A confermarlo, ha aggiunto Tajani, sono anche i dati che nei primi sei mesi di quest'anno hanno visto l'export verso l'Egitto aumentare del 17%. "Vogliamo che il Made in Italy sia sempre di più strumento di crescita per nostro Paese", ha sottolineato Tajani, convinto che "l'obiettivo dei 700 miliardi di export entro fine legislatura non sia un sogno ma un obiettivo che si possa realizzare".Gli incontri istituzionali e gli scenari geostrategiciLa missione egiziana si è aperta con "un lungo e costruttivo incontro" con il presidente Abdel Fattah al-Sisi, "con l'obiettivo di rafforzare il coordinamento tra Italia ed Egitto sulle principali crisi regionali", forti di una "visione comune della sicurezza del Mediterraneo allargato: da Gaza al Libano, da Hormuz al Mar Rosso", ha dichiarato Tajani prima di siglare con Abdelatty "due importanti accordi: una dichiarazione che amplia la nostra cooperazione a 360 gradi e un importante documento politico sulla cooperazione migratoria"."Abbiamo dato vita a una stagione di cooperazione nuova, la riunione odierna della Commissione mista è la prima di una serie di iniziative che costruiremo proprio per rafforzare una visione comune", ha evidenziato il capo della diplomazia. Nel lungo scambio con l'omologo egiziano, si è parlato nel dettaglio anche dello scenario mediorientale, con l'Italia che ha rinnovato "il sostegno verso le iniziative di mediazione" del Cairo per arrivare alla "creazione di uno Stato palestinese", suggerendo anche un possibile "ruolo importante dell'Egitto per quanto riguarda la libertà di navigazione", guardando al Canale di Suez per il quale "passa il 40% del traffico marittimo commerciale italiano".Tajani ha assicurato inoltre "la disponibilità dell'Italia a svolgere un ruolo di mediazione" per aiutare Egitto ed Etiopia a "cercare di risolvere la controversia" sulle acque del Nilo, facendo leva anche sui "buoni rapporti" con Addis Abeba. Il capo della diplomazia si è detto pronto a ospitare "già nelle prossime settimane a Roma un incontro, se lo vorranno".