La Procura militare di Roma ha acceso un faro su Futuro Nazionale. Ma attenzione alle parole, perché proprio su quelle nelle ultime ore si è già consumato un piccolo cortocircuito mediatico. Non c’è, precisa la stessa Procura, alcuna indagine nei confronti di Roberto Vannacci per la presunta ricostituzione del partito fascista. Non c’è nemmeno un’iscrizione nel registro delle notizie di reato. Ci sono invece accertamenti preliminari sulla presenza di appartenenti alle Forze Armate nella struttura organizzativa del movimento fondato dal generale.La verifica nasce dall’esposto presentato dal Sindacato dei Militari e riguarda, in particolare, la posizione di militari eventualmente impegnati con incarichi dentro Futuro Nazionale. Il procuratore militare Marco De Paolis ha disposto approfondimenti per capire se possano emergere fatti di competenza della giurisdizione militare.Tutto qui, almeno per il momento. Tanto che la Procura è dovuta intervenire con una precisazione piuttosto dettagliata per smentire le ricostruzioni circolate nelle ore precedenti. “La Procura Militare di Roma non ha avviato alcuna indagine nei confronti del generale Roberto Vannacci per la presunta ricostituzione del partito fascista”, si legge nella nota. E ancora: “non è stata disposta alcuna formale iscrizione nel registro delle notizie di reato, né risulta avviata un’indagine penale nei confronti del generale Vannacci”.Nemmeno nell’esposto del sindacato, viene precisato, si parla di ricostituzione del partito fascista o della legge Scelba. Una differenza tutt’altro che marginale, soprattutto quando il nome di Vannacci finisce automaticamente associato, nei titoli e nei dibattiti televisivi, alle accuse politicamente più pesanti.Ed è proprio qui che la vicenda smette di essere soltanto giudiziaria e diventa politica. Perché il rischio, per chi considera Vannacci un avversario da fermare, è ottenere l’effetto contrario. Da settimane il generale è al centro di una campagna mediatica pressoché permanente: televisioni, giornali, editoriali, polemiche, anatemi e processi alle intenzioni. Ora arrivano anche gli accertamenti della Procura militare, con titoli che in qualche caso sono già andati molto oltre ciò che risulta dagli atti. Continuando così, più che ridimensionarlo rischiano di portarlo al 10 per cento.Non perché ogni critica a Vannacci sia illegittima, naturalmente. E neppure perché un’autorità giudiziaria non debba svolgere gli accertamenti che ritiene necessari. Il punto è politico: trasformare ogni episodio che riguarda il generale in un’emergenza democratica significa offrirgli esattamente la narrazione che meglio conosce. Quella dell’uomo contro il sistema, assediato dai giornali, dalla politica tradizionale e, adesso, persino finito nel radar della magistratura militare.La precisazione della Procura, paradossalmente, rende ancora più evidente il problema. Per ore si è parlato di un’indagine su Vannacci e di ricostituzione del partito fascista. Poi è arrivato il chiarimento: né l’una né l’altra cosa risultano nei termini raccontati. Materiale perfetto per chi vuole presentarsi ai propri elettori come vittima di una macchina che prima accusa e poi rettifica.La difesa del generale, affidata all’avvocato Giorgio Carta, sostiene inoltre che la questione non abbia rilevanza penale. Secondo il legale, l’eventuale presenza di militari in servizio con incarichi politici potrebbe al massimo aprire una questione disciplinare. “Siamo pertanto assolutamente sereni e confidiamo che gli accertamenti si concludano rapidamente con l’archiviazione”, ha dichiarato Carta. Leggi anche:Fratelli d’Italia, chi tifa per l’intesa con VannacciSaranno gli accertamenti a stabilire se vi siano profili rilevanti. Sul piano politico, però, una cosa è già visibile: Vannacci continua a occupare il centro della scena. E ogni volta che il racconto intorno a lui appare sproporzionato rispetto ai fatti, gli viene consegnato un nuovo argomento per parlare di persecuzione.Se l’obiettivo era isolarlo, finora il metodo sembra produrre il risultato opposto. Prima la sovraesposizione televisiva, poi gli attacchi quotidiani, adesso una vicenda giudiziaria raccontata inizialmente con contorni che la stessa Procura ha dovuto smentire. Il generale non potrebbe chiedere una campagna elettorale migliore. E se domani dovesse presentarsi davanti agli elettori nei panni del martire perseguitato dal “sistema”, qualcuno dovrebbe almeno domandarsi chi gli abbia cucito addosso quel vestito.Massimo Balsamo, 4 settembre 2026L'articolo Vannacci, continuate pure così: sinistra, giornali e procure lo state portando al 10% proviene da Nicolaporro.it.