Quanto ha speso il Bologna sul mercato estivo 2026? Alla chiusura della sessione dei trasferimenti, il club rossoblù ha fatto registrare un impatto ampiamente positivo sul conto economico tra entrate e uscite, pari a 77,95 milioni di euro. Secondo le stime di Calcio e Finanza, i nuovi innesti hanno comportato maggiori costi per circa 21,78 milioni di euro, mentre le operazioni in uscita – tra plusvalenze, ricavi dai prestiti e risparmi – hanno prodotto benefici complessivi stimati in 99,73 milioni.Il risultato fotografa una sessione nella quale il Bologna ha soprattutto monetizzato il valore costruito negli ultimi anni. Il club – che si è trovato fuori dalle coppe europee dopo due anni tra Champions ed Europa League – ha salutato infatti alcuni dei principali protagonisti della rosa, a partire da Santiago Castro, Jhon Lucumí e Jonathan Rowe, limitando parallelamente gli investimenti immediati per sostituirli e ricorrendo anche a prestiti e formule con eventuali riscatti futuri.Contestualmente, il saldo dei trasferimenti in termini di soli cartellini è stato positivo per 74 milioni di euro. Considerando il perimetro adottato nell’analisi di Calcio e Finanza, le principali cessioni hanno prodotto 92 milioni di euro di incassi, a fronte di circa 18 milioni di investimenti nei cartellini. Saldo dei trasferimenti e impatto sul bilancio misurano però due elementi differenti: il primo mette a confronto il valore dei cartellini acquistati e ceduti, mentre il secondo considera gli effetti sul conto economico tra ammortamenti, stipendi, plusvalenze, prestiti e risparmi generati dalle partenze.IndicatoreValore stimatoMaggiori costi delle operazioni in entrata21,78Incassi delle principali cessioni di competenza del 2026/2792,00Plusvalenze dalle principali cessioni71,46Benefici complessivi delle operazioni in uscita99,73Saldo dei cartellini74,00Impatto netto sul bilancio 2026/2777,95Elaborazione Calcio e Finanza; dati in milioni di euroQuanto ha speso il Bologna sul mercato: una nuova rosa per TedescoLa sessione estiva ha coinciso anche con l’inizio del nuovo ciclo tecnico affidato a Domenico Tedesco, scelto dal Bologna a giugno con un contratto fino al 2028 e opzione per un’ulteriore stagione. Il club ha dovuto quindi coniugare la necessità di mettere a disposizione del nuovo allenatore una rosa competitiva con quella di mantenere una gestione improntata alla sostenibilità economica.Uno dei primi rinforzi è stato Rahim Alhassane, terzino sinistro acquistato a titolo definitivo dal Real Oviedo. Poco più tardi è arrivato anche Mikel Amondarain, centrocampista argentino classe 2005 prelevato a titolo definitivo dall’Estudiantes. L’operazione per Amondarain è stata valutata in circa 9,5 milioni più bonus, rappresentando uno dei principali investimenti immediati dell’estate rossoblù.La vera trasformazione ha riguardato però il reparto offensivo. La cessione di Santiago Castro alla Roma è stata accompagnata dal percorso inverso di Artem Dovbyk, arrivato nella squadra di Tedesco in prestito con diritto di riscatto. L’attaccante ucraino è stato così chiamato a raccogliere l’eredità dell’argentino dopo un’operazione che ha consentito al Bologna di monetizzare immediatamente il proprio centravanti senza dover sostenere un investimento analogo per il sostituto.A Dovbyk è stato affiancato Roberto Piccoli, arrivato dalla Fiorentina a titolo temporaneo con obbligo di acquisizione definitiva al verificarsi di determinate condizioni. Il Bologna ha così costruito il nuovo reparto offensivo attraverso formule che rinviano agli esercizi successivi una parte importante dell’eventuale investimento sui cartellini.In difesa il colpo più significativo è stato il ritorno di Arthur Theate. Quattro anni dopo la prima esperienza in rossoblù, il centrale belga è tornato dall’Eintracht Francoforte in prestito fino al giugno 2027 con diritto di riscatto. È proprio Theate, secondo le stime di Calcio e Finanza, l’operazione con il maggiore costo annuale sul bilancio 2026/27.Nelle ultime ore di mercato sono arrivati altri interventi. Il Bologna ha acquistato a titolo definitivo Jay Enem dalla Stella Rossa e ha prelevato Samuel Mbangula dal Werder Brema in prestito con diritto di riscatto. Il mercato ha quindi seguito una logica piuttosto chiara: incassare cifre importanti dai calciatori maggiormente valorizzati negli ultimi anni, mantenendo invece sotto controllo gli esborsi immediati per costruire la nuova rosa di Tedesco.Quanto pesano gli acquisti del Bologna sul bilancioLa prudenza sul fronte degli investimenti emerge ancora più chiaramente osservando il conto economico. L’effetto degli acquisti sul bilancio 2026/27 è infatti decisamente contenuto rispetto al volume degli incassi prodotti dalle cessioni.L’acquisto di un calciatore a titolo definitivo non grava normalmente sul singolo esercizio per l’intero valore del cartellino. Il costo viene distribuito lungo la durata del contratto attraverso l’ammortamento, al quale devono essere aggiunti lo stipendio lordo e gli eventuali altri oneri dell’operazione. Per i trasferimenti temporanei incide invece l’eventuale costo del prestito, oltre naturalmente alla remunerazione del giocatore.Secondo le stime di Calcio e Finanza, i nuovi innesti generano ammortamenti per circa 4,08 milioni di euro sul bilancio 2026/27. Non risultano invece costi significativi per i prestiti nel perimetro utilizzato per l’analisi (sulla base di indiscrezioni di mercato), mentre la componente largamente più importante è rappresentata dagli stipendi. Il costo lordo dei nuovi calciatori è stimato complessivamente in 17,70 milioni di euro, oltre quattro volte l’impatto degli ammortamenti. Sommando le due componenti, le operazioni in entrata determinano così maggiori costi complessivi per circa 21,78 milioni di euro.L’operazione con il maggiore impatto annuale è quella relativa ad Arthur Theate, nonostante il difensore sia arrivato attraverso un trasferimento temporaneo. Il peso dell’ingaggio fa infatti del belga il nuovo innesto più oneroso per il conto economico della stagione.IndicatoreValore stimatoAmmortamenti nuovi acquisti4,08Costo prestiti0,00Stipendi lordi dei nuovi calciatori17,70Operazione con il maggiore costo annuoArthur TheateMaggiori costi complessivi21,78Elaborazione Calcio e Finanza; dati in milioni di euroLe cessioni: Castro, Lucumí e Rowe fanno volare le plusvalenzeLa vera chiave economica della sessione rossoblù è però rappresentata dalle partenze. Il Bologna ha ceduto tre calciatori di grande valore costruendo un volume di plusvalenze particolarmente elevato e trasformando gli investimenti effettuati negli esercizi precedenti in un’importante fonte di ricavi. La prima operazione di grande rilievo ha riguardato Santiago Castro, ceduto alla Roma a titolo definitivo. Il trasferimento dell’argentino è stato definito per una cifra complessiva nell’ordine dei 35 milioni di euro, bonus compresi, dopo oltre cento presenze con la maglia rossoblù.Poche settimane più tardi è arrivato l’addio di Jhon Lucumí, acquistato dalla Juventus. Il club bianconero ha comunicato un corrispettivo di 19,5 milioni di euro, oltre a 600mila euro di oneri accessori e bonus fino a ulteriori 2 milioni. Anche in questo caso, considerando il valore residuo del cartellino del colombiano, l’operazione ha contribuito in maniera importante alle plusvalenze del Bologna.A completare il trittico delle operazioni più rilevanti è stata la partenza di Jonathan Rowe nell’ultimo giorno di mercato. L’esterno inglese è passato all’Atalanta in prestito con obbligo di riscatto al verificarsi di determinate condizioni. Il valore complessivo dell’accordo può raggiungere i 40 milioni considerando parte fissa e bonus, permettendo al Bologna di valorizzare ulteriormente un calciatore acquistato dal Marsiglia soltanto nell’estate precedente.Numerose anche le partenze attraverso trasferimenti temporanei. Benjamin Dominguez è passato al Sassuolo in prestito con diritto di riscatto, mentre altri calciatori hanno lasciato Casteldebole attraverso formule temporanee, contribuendo soprattutto a ridurre il monte ingaggi e gli ammortamenti della rosa. Complessivamente, le principali cessioni considerate nell’analisi hanno prodotto incassi per 92 milioni di euro, ai quali si aggiunge circa 1 milione di euro di ricavi dai prestiti. Ancora più significativo è il dato relativo alle plusvalenze, stimate in 71,46 milioni di euro.Il Bologna beneficia inoltre di circa 27,27 milioni di euro di risparmi su ammortamenti e stipendi, effetto diretto del venir meno dei costi legati ai giocatori che hanno lasciato la rosa. Sommando plusvalenze, ricavi dai prestiti e risparmi su ammortamenti e stipendi, le operazioni in uscita producono così benefici complessivi stimati in 99,73 milioni di euro sul bilancio 2026/27.Il confronto con i 21,78 milioni di maggiori costi generati dalle entrate porta a un impatto netto positivo per 77,95 milioni di euro. Un risultato particolarmente significativo, accompagnato da un saldo dei cartellini anch’esso positivo per 74 milioni, e che fotografa un mercato nel quale il Bologna ha scelto soprattutto di capitalizzare la forte crescita di valore dei propri calciatori.IndicatoreValore stimatoIncassi dalle principali cessioni considerate92,00Incassi da prestiti1,00Plusvalenze stimate71,46Risparmio su ammortamenti e stipendi27,27Benefici complessivi delle uscite99,73Elaborazione Calcio e Finanza; dati in milioni di euro