Dopo lo sgomento restano le ombre, e domande che forse non avranno risposta. Ma gli inquirenti continuano le indagini a Finale Ligure per chiarire i contorni della tragedia familiare che ha sconvolto la cittadina della riviera Savonese, dove tre vite sono state spezzate nella notte tra mercoledì e giovedì scorsi. La Procura di Savona ha disposto l’autopsia sui corpi di Daniele Baruzzo, 59 anni, della moglie Paola Siri, 60 anni, e del figlio quindicenne Mattia. Nelle prossime ore verrà conferito l’incarico al medico legale per eseguire gli accertamenti autoptici, che si terranno la prossima settimana e serviranno a confermare quanto emerso dalle prime ricostruzioni sulla dinamica dell’omicidio-suicidio avvenuto nell’abitazione di famiglia, sulle prime alture di Finale Ligure.La prima ricostruzione dei fatti e i biglietti ritrovati in casaSecondo gli elementi raccolti fino a ora dagli inquirenti della Procura savonese e dai carabinieri della compagnia di Albenga, delegati per le indagini, Baruzzo, alla vigilia di una partenza di famiglia per il fine settimana, attorno alla mezzanotte avrebbe impugnato una pistola semiautomatica di medio calibro, regolarmente detenuta con porto d’armi per uso sportivo, sparando prima alla moglie e poi al figlio nella sua cameretta. Subito dopo ha rivolto l’arma verso se stesso, uccidendosi. Mentre fuori resta il silenzio attorno a un gesto che nessuno poteva prevedere o immaginare, dentro l’appartamento parlano i biglietti, numerosi, lasciati dall’uomo. I militari ne hanno rinvenuto una decina circa, fogli scritti di suo pugno che contengono il tentativo di spiegare il gesto, ma soprattutto potrebbero rivelare più di molte parole lo stato emotivo dell’uomo. Che riconduce a un non meglio specificato disagio familiare il suo agire e che celerebbe, secondo ipotesi, uno stato di forte depressione per un lutto recente, la perdita della madre malata di Alzheimer, oltre a tensioni con il figlio adolescente. Dagli approfondimenti non sono emersi problemi di natura economica della famiglia, ma i biglietti sono ora al vaglio degli investigatori per decifrare le radici dell’accaduto. L’uomo non aveva precedenti penali, né risulta mai stato in carico ai servizi di salute mentale del territorio. Tra le ipotesi che prendono corpo c’è quella di uno stato depressivo latente, legato a un dolore dal quale forse l’uomo non si era mai ripreso. Proseguono intanto le verifiche tecniche sull’arma utilizzata per la strage, nel tentativo di ricomporre il quadro completo prima che gli esami autoptici, la prossima settimana, forniscano i primi riscontri ufficiali.Questo articolo Tragedia familiare a Finale Ligure, movente da chiarire. Autopsie nei prossimi giorni proviene da LaPresse