A vent’anni di distanza, Calciopoli torna al centro del dibattito sportivo italiano. A riaccendere la discussione è stata la recente intervista di Antonio Giraudo a La Stampa, in cui l’ex amministratore delegato della Juventus, radiato nel 2006, ha definito lo scandalo “una gogna mediatica senza precedenti, figlia dell’invidia di chi non ci ha battuto sul campo“, sostenendo che la vera conseguenza sia stata quella di “affossare il calcio italiano”. Nell’intervista Giraudo è tornato anche sul ruolo di Luciano Moggi e sui rapporti interni alla dirigenza bianconera dell’epoca.Giraudo, Gabetti e quel patrimonio perduto: la fotografia di DamascelliAi microfoni di Radio Radio Mattino – Sport & News, il giornalista de Il Giornale Tony Damascelli ha commentato le parole dell’ex dirigente juventino partendo dai numeri. “Parlano i numeri, parlano i risultati del calcio italiano, parla la storia, parla la cronaca“. Secondo Damascelli, quell’estate viene ancora ricordata come “maledetta” perché fu segnata da una serie di vendette, anche mediatiche, orchestrate — a suo dire — pure all’interno della stessa Juventus da figure come Gabetti e Grande Stevens, consapevoli che la gestione societaria sarebbe passata a Giraudo dopo la morte di Umberto Agnelli. Il caso Oriali-Mancini: “Passaporti falsi, ma Pirlo scartato per uno sponsor”Damascelli ha collegato la vicenda Calciopoli a un episodio più recente: la scelta di Roberto Mancini come ct della Nazionale, affiancato da Gabriele Oriali. Il giornalista ha ricordato come sia stata scartata la candidatura di Andrea Pirlo, legato a uno sponsor di scommesse di matrice russa. Al contrario, viene accettato come assistente tecnico chi — sue parole — “ha patteggiato ammettendo la colpa per i passaporti falsi”. Per Damascelli, le dichiarazioni di Giraudo sintetizzano un sistema di potere sempre uguale a sé stesso nel calcio italiano.The post Calciopoli, Damascelli: “Vendette pilotate che hanno affossato il calcio italiano” appeared first on Radio Radio.