Milano, Tar condanna il Comune per il “blocco dei cantieri”

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Ancora una condanna nei confronti del Comune di Milano per il cosiddetto “blocco dei cantieri“. Ora Palazzo Marino ha 60 giorni di tempo per rispondere a un costruttore sulla richiesta di realizzare un intervento immobiliare o vedrà nominare dai giudici un “commissario ad acta” che provveda al posto della “amministrazione inadempiente”. Per la seconda volta in poche settimane, il Tar della Lombardia ha dichiarato illegittimo il “silenzio-inadempimento” e “l’inerzia” della pubblica amministrazione, accogliendo il ricorso della società Setha Brenta srl, intenzionata a realizzare un intervento di nuova costruzione in viale Brenta 34, zona corso Lodi, con lo strumento del permesso di costruire convenzionato. A dicembre 2025 il Comune ha comunicato all’impresa l’interruzione dei termini per il rilascio del titolo edilizio, contestando la mancanza della convenzione urbanistica: si tratta del documento che disciplina aspetti come la cessione gratuita di aree, la realizzazione di opere di urbanizzazione da parte del privato, le caratteristiche morfologiche degli edifici e la presenza di eventuale edilizia residenziale sociale nell’intervento e che per legge deve essere approvata dal Consiglio comunale o dalla giunta, guidata dal sindaco Giuseppe Sala. A febbraio la società immobiliare, assistita dagli avvocati Fabio Todarello e Francesco Schiano di Cola, ha diffidato il Comune e i suoi uffici tecnici dell’edilizia e urbanistica a “proseguire nell’istruttoria” e trasmettere alla giunta lo schema di convenzione da approvare, ottenendo in risposta il silenzio, contro cui ha presentato ricorso al Tribunale amministrativo regionale. Per i giudici della seconda sezione è illegittima quella “stasi procedimentale” del Comune di Milano, che ha “l’obbligo” di “pronunciarsi” – come ritiene ma in maniera motivata – sul progetto edilizio e sulla convenzione urbanistica non può rinviare l’iter a “tempo indeterminato”, si legge nelle 13 pagine del provvedimento deciso ad agosto e notificato nei giorni scorsi ai difensori. Una sentenza fotocopia a quella che due settimane fa ha ordinato al Comune di fornire ai costruttori di un cantiere in zona Lambrate-Città Studi una risposta “positiva o negativa” sul progetto ed eliminare lo “stato di inerzia” sull’immobiliare milanese, che rischia di “paralizzare” gli iter amministrativi e la realizzazione di nuove costruzioni in città. Pronunce accolte con favore dal mondo delle imprese immobiliari ed edili, che confermano “un principio fondamentale – ha commentato Assimpredil Ance -. Il Comune non è obbligato ad approvare un progetto, ma è obbligato a decidere entro tempi certi e con motivazioni chiare”.Questo articolo Milano, Tar condanna il Comune per il “blocco dei cantieri” proviene da LaPresse