Portaerei Lincoln in Thailandia: la libertà dopo l'inferno in mare

Wait 5 sec.

AGI - Ben lontani dai locali a luci rosse e dalla trasgressione della celebre località balneare di Pattaya, nelle prime ore a terra la maggior parte dei quasi 5.000 marinai della USS Abraham Lincoln voleva solo fare shopping. Dopo un record di 250 giorni consecutivi confinati in mare dentro una gigante nave da guerra, la più semplice normalità era esattamente ciò di cui l'equipaggio aveva bisogno. Con i loro tagli corti, i baffi e le magliette blu d'ordinanza, i militari americani spiccavano chiaramente tra la folla di turisti in infradito e abiti da spiaggia. Come ha raccontato la BBC, la sosta della portaerei a propulsione nucleare in Thailandia rappresenta una tappa fondamentale lungo la rotta di rientro dal Medio Oriente verso la California.Dalla tensione nel Golfo alla vita notturna di PattayaLa presenza della USS Abraham Lincoln è stata un’ottima notizia anche per l'economia locale, colpita duramente dalla flessione del turismo causata dalle recenti tensioni internazionali. Con nove mesi di stipendio mai speso durante la missione, i marinai rappresentano una risorsa d'oro per i commercianti locali. Nella rinomata Walking Street, un imponente cartello luminoso dava il benvenuto ai soldati della Marina statunitense.Nonostante la prostituzione sia illegalmente diffusa e i comandi abbiano ricordato le severe regole di condotta, a tarda notte l'alcol scorreva a fiumi tra i go-go bar e la musica a tutto volume. Tra gli arredi al neon, l'obiettivo principale per molti giovanissimi militati era semplicemente staccare la spina. Un membro anziano dell'equipaggio ha confessato ai reporter di aver persino perso la cognizione del tempo, spiegando che dopo troppi mesi gli spazi a bordo diventano angusti per tutti, persino su una portaerei di queste dimensioni.Missioni segrete, polemiche e le pattuglie di disciplinaI dettagli operativi della lunga missione contro l'Iran e nel Medio Oriente restano rigorosamente top secret. L'equipaggio è stato addestrato a non rilasciare dichiarazioni sulle condizioni di vita a bordo, finite al centro di accese polemiche negli Stati Uniti per via dell'eccessivo prolungamento dell'impiego operativo. Per questo motivo, molti marinai hanno evitato i taccuini dei giornalisti, mentre l'addetto navale americano Kristopher Robinson ha ribadito che la priorità era garantire la massima possibilità di riposo nel rispetto delle leggi locali.A vigilare sul comportamento dei soldati ci hanno pensato gli uomini del Shore Liaison Group (SLG), riconoscibili dalle loro magliette e incaricati di mantenere la disciplina e coordinarsi con la polizia locale. Per le famiglie a casa, l'arrivo in Thailandia segna finalmente l'inizio del conto alla rovescia. Intervistata dalla Reuters, la madre di una giovane marinaia ha raccontato i mesi spaventosi vissuti dopo l'inizio delle ostilità, spiegando di non vedere l'ora di riabbracciare la figlia. Con la sosta a Pattaya, per i 5.000 uomini della Lincoln la lunga rotta verso casa è finalmente cominciata.