A pochi giorni dalla scomparsa dell’indimenticabile interprete di The Rocky Horror Picture Show, emergono nuovi dettagli sulle condizioni di salute che hanno segnato gli ultimi anni della sua vita Sono trascorsi pochi giorni dalla morte di Tim Curry, uno di quei volti che il cinema ha reso immediatamente riconoscibili anche a distanza di decenni. L’attore britannico, diventato un’icona grazie soprattutto all’irriverente e indimenticabile Dr. Frank-N-Furter di The Rocky Horror Picture Show, è morto lo scorso 25 agosto all’età di 80 anni. Ora, dopo i primi giorni di riserbo, sono emersi nuovi dettagli sulle cause della sua scomparsa.Secondo i documenti del Dipartimento di Sanità Pubblica della Contea di Los Angeles, ottenuti e consultati da People, Curry sarebbe morto a causa di una malattia coronarica. Un quadro clinico al quale si sarebbero aggiunte altre importanti patologie che avevano segnato profondamente la salute dell’attore negli ultimi anni. Nei documenti vengono infatti indicati anche una storia di ictus e un cancro al rene, considerati condizioni significative che avrebbero contribuito al decesso. Sempre secondo quanto riportato dalla testata statunitense, Curry non sarebbe stato sottoposto a interventi chirurgici legati alla coronaropatia, al tumore al rene o alle conseguenze dell’ictus.Tim Curry, cosa è successo la notte della morteNuovi particolari permettono anche di ricostruire quanto accaduto nelle ore della scomparsa dell’attore. Il Los Angeles Police Department, interpellato da Page Six, ha riferito di essere intervenuto nella tarda serata del 25 agosto. «Il 25 agosto 2026, alle 23:23, la polizia è intervenuta nel blocco 10500 di La Maida Street in seguito a una chiamata radio relativa a un’indagine sulla morte di un uomo di 80 anni».Il LAPD ha successivamente confermato che il rapporto relativo all’indagine sul decesso è stato completato. Le informazioni contenute nei documenti sanitari permettono adesso di fare maggiore chiarezza su una morte arrivata al termine di un lungo periodo nel quale Curry aveva dovuto convivere con condizioni di salute particolarmente delicate. La sua vita era infatti cambiata drasticamente già nel 2012, quando era stato colpito da un grave ictus. Un episodio che lo aveva costretto a ripensare completamente la propria quotidianità e che aveva inevitabilmente inciso anche sulla sua carriera.Foto: IMDbFedez festeggia i 24 anni di Giulia Honegger: party a MilanoL’ictus del 2012 che cambiò la sua vitaTim Curry aveva raccontato pubblicamente quella fase soltanto con il passare degli anni. L’ictus era arrivato mentre l’attore si stava sottoponendo a un massaggio e le conseguenze erano state molto serie. Da quel momento aveva affrontato un lungo percorso, imparando a convivere con alcune limitazioni fisiche senza però rinunciare completamente al rapporto con il pubblico e con il mondo dello spettacolo. In un’intervista concessa al New York Times nel 2025, Curry era tornato proprio su quel momento, spiegando quanto fosse stato vicino a perdere la vita. Aveva descritto l’emergenza medica come qualcosa che lo aveva portato «troppo vicino alla morte».Con la consueta ironia, ma senza nascondere la difficoltà della situazione, aveva poi ammesso: «Non canterò e non ballerò per un bel po’». E aveva aggiunto: «Ho ancora seri problemi alla gamba sinistra». Parole che raccontavano in maniera molto concreta le conseguenze di un evento che aveva diviso la sua vita in due. Prima dell’ictus c’era stato un artista capace di muoversi continuamente tra teatro, cinema, televisione e musica; dopo, Curry aveva dovuto trovare un modo diverso di continuare a essere presente. La malattia non aveva però cancellato il legame con il suo pubblico. Negli anni successivi l’attore aveva continuato a partecipare ad alcuni eventi e progetti, adattando il proprio lavoro alle nuove condizioni fisiche e mantenendo quella personalità ironica e imprevedibile che lo aveva accompagnato per tutta la carriera.Da Rocky Horror a Pennywise: una carriera diventata cultoÈ impossibile raccontare Tim Curry senza tornare al personaggio che lo trasformò definitivamente in un’icona della cultura pop. Nel 1975 indossò corsetto, calze a rete e tacchi per interpretare il Dr. Frank-N-Furter in The Rocky Horror Picture Show, ruolo che ancora oggi rimane legato in maniera quasi indissolubile al suo nome. Quella interpretazione contribuì a trasformare un film inizialmente accolto senza particolare clamore in uno dei più longevi fenomeni di culto della storia del cinema. Generazioni di spettatori hanno scoperto Curry proprio attraverso quell’eccentrico scienziato, provocatorio e magnetico, capace di rompere le convenzioni con una naturalezza che negli anni Settanta risultava ancora più dirompente.Ma ridurre la sua carriera al solo Rocky Horror significherebbe dimenticare la straordinaria varietà dei personaggi che ha portato sullo schermo. Tre volte candidato ai Tony Award, Curry ha attraversato teatro e cinema passando con disinvoltura dalla commedia all’horror, dal musical ai film per famiglie. Ha recitato in Annie e in Clue, mentre il pubblico più giovane degli anni Novanta lo ricorda anche nei panni del signor Hector, il portiere dell’hotel Plaza in Mamma, ho riperso l’aereo: mi sono smarrito a New York. Nel 1996 è stato invece Long John Silver ne L’isola del tesoro dei Muppet, dimostrando ancora una volta quella capacità di rendere memorabile anche il personaggio più sopra le righe.E poi c’è stato Pennywise. Nel 1990 Curry prestò il volto al terrificante clown nella miniserie televisiva It, tratta dal romanzo di Stephen King. Prima ancora che il personaggio tornasse al cinema molti anni dopo, per un’intera generazione Pennywise aveva soprattutto il suo sorriso inquietante e il suo sguardo. Un’interpretazione che è rimasta tra le più celebri della sua carriera e che ha contribuito a costruire l’immaginario legato al personaggio ben oltre la miniserie originale.Foto: IMDbEleonora Pedron e Fabio Troiano, fuga d’amore a New YorkL’ultimo racconto di Tim CurryNegli ultimi anni Curry aveva scelto anche di ripercorrere la propria storia in prima persona. Nel 2025 aveva pubblicato la sua autobiografia, Vagabond, trasformando una carriera lunga oltre mezzo secolo in un racconto personale fatto di incontri, successi, personaggi diventati immortali e momenti decisamente più difficili. A distanza di pochi giorni dalla sua morte, la comunicazione ufficiale sulla causa del decesso aggiunge ora un ultimo tassello alla storia dell’attore. Dietro le apparizioni pubbliche sempre più rare degli ultimi anni c’era infatti un quadro di salute complesso, segnato non soltanto dalle conseguenze dell’ictus del 2012, ma anche dalla malattia coronarica e dal tumore al rene indicati nei documenti sanitari.Tim Curry se ne è andato a 80 anni, dopo aver trascorso più di mezzo secolo davanti al pubblico e aver costruito una carriera difficile da racchiudere in un solo genere. È stato attore teatrale, interprete cinematografico, doppiatore e cantante, ma soprattutto uno di quegli artisti capaci di trasformare personaggi eccentrici in figure destinate a sopravvivere al tempo. Dal corsetto del Dr. Frank-N-Furter al sorriso sinistro di Pennywise, passando per commedie, musical e film diventati parte dell’immaginario collettivo, Curry ha lasciato dietro di sé una galleria di personaggi impossibili da confondere con quelli di chiunque altro. E forse è proprio questa la misura più evidente della sua eredità: Tim Curry non ha semplicemente interpretato alcuni ruoli. Li ha resi suoi.Foto: IMDbMartina De Ioannon, addio a Uomini e Donne: «Lo rifarei solo per Gianmarco»| Da Rumors.it