AGI - Il magnate maltese Yorgen Fenech è stato assolto dall'accusa di aver orchestrato l'omicidio della giornalista investigativa Daphne Caruana Galizia, avvenuto nel 2017. La famiglia di Caruana Galizia ha dichiarato in un comunicato che l'assoluzione di Fenech "le nega la giustizia che merita".Caruana Galizia aveva smascherato la corruzione ai massimi livelli del Paese, portando alla luce gli oscuri legami tra l’élite economica e politica maltese.L'assassinio di Caruana Galizia e le protesteIl suo omicidio aveva scatenato indignazione in tutto il mondo e posto Malta, il più piccolo Stato membro dell'Unione Europea, sotto i riflettori per le sue carenze in materia di stato di diritto. Il caso aveva anche scatenato una crisi politica e le dimissioni dell'allora primo ministro Joseph Muscat nel gennaio 2020, a seguito della diffusa indignazione e delle proteste di massa per i suoi presunti tentativi di proteggere amici e alleati dalle indagini. Un'inchiesta pubblica durata due anni e pubblicata nel luglio 2021 ha concluso che lo Stato dovrebbe "assumersi la responsabilità" dell'omicidio a causa del "clima di impunita'" creato dal governo.Le accuse contro FenechIl magnate maltese, i cui interessi commerciali spaziano dai settori energetico a quello turistico, era stato arrestato sul suo yacht nel 2019 mentre cercava di lasciare Malta, dopo che a un intermediario nell'omicidio era stata offerta la grazia in cambio dell'identificazione dei responsabili. I pubblici ministeri avevano accusato Fenech di aver ordinato l'omicidio della giornalista perché stava per pubblicare un articolo compromettente su suo zio. Finora cinque persone sono state condannate in relazione all'omicidio per aver fornito l'esplosivo e per averlo commesso.Le condanneNel giugno 2025, Robert Agius e Jamie Vella sono stati condannati all'ergastolo per aver fornito la bomba e i tre uomini che hanno compiuto l'attentato - i fratelli George e Alfred Degiorgio insieme a Vince Muscat - sono stati condannati e sono in carcere. Il rapporto di 437 pagine redatto da una commissione di tre giudici nel 2021 ha rilevato che lo Stato si era sottratto al suo dovere di proteggere Caruana Galizia, sottoponendola ad attacchi personali e insulti verbali da parte di politici. L'atmosfera creatasi ha generato un "clima favorevole" al suo assassinio, e vi erano "prove convincenti" che i suoi assassini sapessero di essere protetti da "persone ai più alti livelli dello Stato". L'assoluzioneIl verdetto è arrivato dopo circa otto ore di deliberazione della giuria, con una maggioranza di otto voti a favore dell'assoluzione e uno contrario per entrambe le accuse. Fenech era accusato di concorso in omicidio e associazione a delinquere per l'attentato con autobomba che uccise la giornalista cinquantatreenne il 16 ottobre 2017, vicino alla sua abitazione a Bidnija. L'accusa sosteneva che l'imprenditore avesse pagato 150 mila euro a un intermediario per orchestrare l'omicidio e impedire così la pubblicazione di informazioni che avrebbero potuto danneggiare i suoi interessi commerciali. Al momento della sua morte, Caruana Galizia era una delle giornaliste più importanti di Malta, nota per le sue inchieste sulla corruzione e sui Panama Papers.La strategia della difesaDurante il processo, durato due mesi, la difesa ha sostenuto che le prove presentate non eliminavano ogni ragionevole dubbio e ha indicato altre figure della politica maltese come potenzialmente responsabili del crimine. Fenech, ex presidente del gruppo Tumas e uno degli uomini più ricchi di Malta, si è presentato al processo libero su cauzione, concessagli nel febbraio 2025, dopo aver trascorso più di cinque anni in custodia cautelare. L'imprenditore ha sempre negato qualsiasi coinvolgimento e ha indicato Keith Schembri, all'epoca capo di gabinetto del Primo Ministro Joseph Muscat, come la presunta mente dell'omicidio. Il tassista Melvin Theuma, che ha fatto da intermediario tra gli esecutori e i mandanti dell'attentato, ha ricevuto la grazia presidenziale in cambio delle registrazioni e di altre prove che incriminavano Fenech.