Il bello del circo radical-chic della nostra tivù pubblica è che, mentre fanno la predica al mondo intero sulla legalità, sui diritti e sulla trasparenza, poi inciampano essi stessi sui fondamentali. Eccola lì, la grande paladina del giornalismo d’assalto, Giulia Innocenzi, che alza le barricate per difendere il fortino di Report dopo il terremoto che ha travolto il suo conduttore, Sigfrido Ranucci, strepitando contro i poteri forti, i complotti e le ingerenze dell’esecutivo.Ma la verità, la nuda e cruda verità che fa franare il castello di carta, è di una comicità pazzesca: la signora Innocenzi, che peraltro non risulterebbe nemmeno iscritta all’Ordine dei giornalisti — dettaglio tutt’altro che trascurabile per chi fa il suo mestiere — sembra essere mossa da ragioni che poco avrebbero a che vedere con la semplice salvaguardia della trasmissione. Una che pontifica ogni due per tre su cosa siano l’inchiesta, la deontologia e la verità rivelata, pretendeva forse di salire in cattedra e condurre la trasmissione ammiraglia di Rai Tre senza avere nemmeno il tesserino in tasca?Non sarà mica che tutto questo accanimento abbia anche a che fare con un’ambizione personale? Non è forse possibile che la signora Innocenzi avrebbe voluto essere lei a condurre Report? E che la difesa a spada tratta della trasmissione e del suo fortino sia, almeno in parte, anche la difesa di un posto che avrebbe voluto occupare? E ancora: con quale faccia pontifica sulle inchieste e sulla deontologia della professione, se lei stessa non risulta iscritta all’Ordine dei giornalisti? È questo il paradosso che rende tutta la vicenda ancora più surreale.È la solita fiera dell’ipocrisia a spese del canone degli italiani: pronti a fare la morale a tutti dall’alto di un pulpito che, alla prova dei fatti, rischia di poggiare sul nulla più assoluto.Salvatore Di Bartolo, 3 settembre 2026L'articolo Report, la “furbona” Innocenzi vuole prendersi la conduzione proviene da Nicolaporro.it.