ChatGpt entra nelle cartelle cliniche, ecco cosa potrà fare

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L’AI in sanità è già una realtà. Ma ora ChatGPT promette di rivoluzionare davvero la gestione del paziente e la quotidianità dei ricercatori. Come? Entrando nelle cartelle cliniche e collegando fra loro diverse fonti autorevoli di dati medici, in un’area di lavoro gestita ad hoc. Obiettivo, semplificare il lavoro del medico aiutandolo a rivedere la storia clinica del paziente, identificare i cambiamenti e prepararsi per una nuova visita. “Oggi presentiamo una nuova integrazione con la cartella clinica elettronica che porta il contesto autorizzato del paziente da Epic in ChatGPT for Healthcare, insieme al plugin Healthcare Public Data per l’accesso diretto e strutturato a set di dati sanitari ufficiali come PubMed, DailyMed e CMS Coverage”, spiegano OpenAI.La nuova funzionalità di ChatGPTQueste funzionalità avvicinano ChatGPT ai sistemi e alle fonti di cui i team sanitari si fidano, supportando al contempo i controlli e la conformità richiesti dal lavoro in ambito sanitario. Invece di cercare tra appuntamenti, referti di laboratorio, farmaci e documentazione specialistica, i medici possono chiedersi (o, meglio, chiedere all’AU) cosa è cambiato dall’ultima visita di un singolo paziente. Ma anche: ‘Quali referti di laboratorio recenti dovrei esaminare prima dell’appuntamento di oggi?’. O ancora, ‘ci sono stati cambiamenti nella terapia farmacologica o nuove raccomandazioni da parte di specialisti? Di quali controlli, visite specialistiche o questioni irrisolte dovrei essere a conoscenza?’.Medicina e ricerca in evoluzione, il potere dei datiChatGPT raccoglie le informazioni rilevanti dalla cartella clinica elettronica autorizzata, riassume gli sviluppi più importanti e rimanda alle informazioni di supporto nella cartella clinica.L’AI può essere integrata direttamente nel layout della cartella clinica elettronica, consentendo flussi di lavoro assistiti senza dover uscire dalla cartella clinica del paziente.Ma c’è di più. Un team di ricerca potrebbe utilizzare ClinicalTrials.gov per identificare gli studi clinici in corso di arruolamento e confrontare i criteri di ammissibilità, mentre dei farmacisti potrebbero utilizzare DailyMed per verificare le informazioni più recenti sull’etichetta e le avvertenze di un farmaco. Un team di sanità pubblica che pianifica un programma di prevenzione del diabete potrebbe invece riunire ricerche pertinenti, studi clinici attivi e informazioni sulla copertura sanitaria offerta con tanto di fonti, aiutando i responsabili del programma a valutare le opzioni e a identificare i quesiti aperti. Insomma, ChatGPT si presenta sempre più come un alleato per il clinico e il ricercatore, capace di ‘leggere’ banche dati differenti ma autorevoli, oltre ai dati clinici del paziente. Per una medicina sempre più precisa e personalizzata, basata sui dati.Questo articolo ChatGpt entra nelle cartelle cliniche, ecco cosa potrà fare proviene da LaPresse