Spunta ipotesi di trasferire gli asset russi da Euroclear a uno strumento Ue (2)

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EuropaAltre newsSpunta ipotesi di trasferire gli asset russi da Euroclear a uno strumento Ue (2)Vai a Comitato delle RegioniFotoVideoBRUXELLES, 02 settembre 2026, 15:42Redazione ANSANel 2025 la Commissione aveva proposto un 'prestito di Riparazione per l'Ucraina' che prevedeva l'uso della liquidità russa in Euroclear per finanziare un prestito a Kiev, anticipando future riparazioni di guerra, lasciando però nella società stessa il conto della Banca centrale russa e le relative passività. Il Belgio temeva di trovarsi in prima linea su azioni giudiziarie e ritorsioni russe, con rischi finanziari enormi. Per dar il via libera aveva chiesto la mutualizzazione dei rischi tra i Ventisette, con garanzie senza un tetto predeterminato. Alla fine al Consiglio Europeo di dicembre mancò il via libera e si decise il prestito per 90 miliardi a Kiev con un altro meccanismo.    La nuova strada su cui si ragiona ora prevede invece il trasferimento dell'intero conto russo a un nuovo strumento. L'Ue potrebbe poi decidere se e come usare i fondi per Kiev. Una soluzione analoga è promossa dall'iniziativa 'The Russian Transfer' di Hugo Dixon, ex Financial Times, dell'esperto di debito sovrano Lee Buchheit e di Daleep Singh, ex vice consigliere per la Sicurezza nazionale Usa.    Il modello ha un precedente nel 2003, quando dopo l'invasione Usa dell'Iraq Washington trasferì 1,7 miliardi di dollari di beni sovrani iracheni su un conto speciale presso la Fed.    Dei 210 miliardi di asset sovrani russi immobilizzati nell'Ue, 185 miliardi sono in Euroclear, infrastruttura chiave dei mercati finanziari europei. In totale, gli asset sovrani russi immobilizzati nel G7 ammontano a circa 300 miliardi di dollari. In una lettera del 27 agosto, Svezia, Paesi Bassi, Spagna e Polonia hanno chiesto alla Commissione di esplorare "nuove opzioni" sull'uso dei beni di Mosca in modo da condividere in Ue i rischi. Sul tema al momento si registra un rimpallo tra l'esecutivo e le capitali, da quanto trapela a Bruxelles: la Commissione sostiene di avere già messo sul tavolo nel 2025 la proposta sul prestito di Riparazione su cui era mancato il consenso a dicembre, segnalando che lo scenario non è cambiato.    Dalle capitali si ricorda invece che proprio quel summit aveva chiesto all'esecutivo di proseguire il lavoro tecnico-giuridico sugli asset russi. Il prestito da 90 miliardi per Kiev per il 2026-2027 è finanziato con emissioni europee garantite dal margine disponibile del Bilancio Ue (con 'esenzioni' per Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca). Quei 90 miliardi rappresentavano tra l'altro i due terzi del fabbisogno stimato per Kiev nel biennio, contando per la parte restante su altri partner, in particolare del G7, ma quella quota (altri 45 miliardi) resta non coperta e l'Ucraina ha già chiesto all'Ue di anticipare la tranche del 2027.   Riproduzione riservata © Copyright ANSADa non perdereprevPageLabelnextPageLabelCondividi') }]]>