Londra ha i suoi primi robotaxi commerciali: Uber batte Waymo sul tempo con la tecnologia Wayve

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Londra ha i suoi primi robotaxi commerciali, e a battersi sul tempo non è stato Waymo, il nome che tutti si aspettavano, ma Uber. Il servizio è attivo da oggi grazie alla tecnologia sviluppata da Wayve, startup britannica fondata nel 2017 da due dottorandi in machine learning dell'Università di Cambridge. È il primo servizio di questo tipo nella capitale britannica, e rappresenta uno dei pochi esempi al mondo di guida autonoma commerciale al di fuori di USA e Cina.Il lancio è comunque parziale: a bordo ci sono ancora autisti di sicurezza, abilitati da Transport for London, che monitorano la guida senza però intervenire attivamente. L'obiettivo dichiarato è eliminarli progressivamente man mano che il sistema matura. I clienti Uber di Londra possono indicare la propria preferenza per i veicoli autonomi nelle impostazioni dell'app. Prenotando tramite UberX, Uber Comfort o Uber Electric, potrebbero essere abbinati a un'auto Wayve, ma non è garantito. La flotta attuale usa Ford Mustang Mach-E; in futuro arriveranno anche le Nissan Leaf. La manutenzione è affidata a Uber in collaborazione con Otto Car, operatore britannico di flotte, mentre Wayve mantiene il controllo del sistema di guida autonoma.Un dettaglio tecnico che distingue Wayve dalla concorrenza: i veicoli usano telecamere e radar per percepire l'ambiente, ma non montano il lidar, il costoso sensore laser su cui si affidano Waymo e la maggior parte degli altri operatori. Wayve si avvicina così all'approccio di Tesla. La società spiega che il suo sistema, chiamato AV2.0, è basato su un modello AI addestrato a capire il mondo e ad adattarsi a nuovi scenari, senza mappe HD né sensori costosi.Non c'è nemmeno il geofence, cioè il perimetro virtuale entro cui i robotaxi tradizionali sono programmati per operare. Wayve sostiene che il suo sistema supera questi limiti grazie a un approccio basato sull'apprendimento, capace di generalizzare a nuovi ambienti e situazioni complesse, proprio come farebbe un conducente umano. Waymo ha annunciato che lancerà i propri robotaxi a Londra entro la fine del 2026, mentre Lyft sta lavorando con la cinese Baidu su un servizio simile nel quartiere di Brent. Uber ha quindi bruciato entrambi sul tempo, ma la sua visione del futuro è diversa da quella dei rivali: l'azienda punta a una rete ibrida di autisti umani e robotaxi, mentre Waymo immagina un sistema completamente privo di conducenti. Le due società collaborano ancora in alcune città americane come Austin e Atlanta, ma le posizioni divergono sempre di più.Wayve, nel frattempo, non è solo un fornitore di Uber: lavora anche con Stellantis sulla guida assistita, e all'inizio del 2026 ha raccolto 1,2 miliardi di dollari da investitori che includono Uber stessa, NVIDIA, Stellantis, Nissan e Mercedes-Benz. Uber ha dichiarato di voler investire complessivamente oltre 10 miliardi di dollari nel suo business di robotaxi nel tempo, con una lista di partner che comprende già Zoox, Avride, Nuro, Motional e Waabi.Il lancio londinese è anche un test reale sull'appetito del mercato europeo per la guida autonoma: fino ad ora i robotaxi erano un fenomeno quasi esclusivamente americano e cinese, con qualche eccezione in Medio Oriente. Londra potrebbe cambiare questa geografia, ma bisognerà aspettare di vedere come reagiranno i londinesi, e se il sistema di Wayve reggerà davvero alla complessità del traffico urbano britannico senza lidar e senza mappe precaricate. Se Waymo punta a Monaco nel 2027, Uber ha già mosso la prima pedina sul continente.L'articolo Londra ha i suoi primi robotaxi commerciali: Uber batte Waymo sul tempo con la tecnologia Wayve sembra essere il primo su Smartworld.