Mercosur, le imprese italiane cercano nuovi mercati tra Brasile e Argentina

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Il Mercosur chiama, le imprese italiane rispondono presente, dandosi nuove speranze di crescita, magari lontano da quella Cina che che porta più guai che altro. A pochi mesi dalla sigla dell’accordo che lega i destini dell’Europa con il Mercato comune del Sud, il blocco commerciale sudamericano istituito nel 1991 e i cui membri sono Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay (il Venezuela ha aderito nel 2012, ma la sua adesione è stata sospesa nel 2017) e che costituisce la sesta economia più grande del mondo con una popolazione totale di 270 milioni di persone, prende il via la prima missione business oriented organizzata da un Paese europeo nell’area dopo l’approvazione dell’intesa.Oltre 90 imprese italiane partiranno infatti il prossimo 6 settembre per Argentina e Brasile al seguito di Confindustria e Ice e grazie alla collaborazione con la Camera di Commercio Italiana nella Repubblica Argentina e la Câmara de Comércio Italiana de São Paulo, in stretto coordinamento con le Ambasciate d’Italia a Buenos Aires e Brasilia.Fino all’11 settembre, la delegazione farà tappa a Buenos Aires, San Paolo e Brasilia, con l’obiettivo di aprire una nuova fase delle relazioni con le due principali economie del Mercosur, diversificare i mercati di sbocco e trasformare le opportunità offerte dall’accordo in investimenti, partnership industriali e nuove catene del valore. “In uno scenario geopolitico sempre più complesso e mutevole, diversificare i mercati significa ridurre le dipendenze e rendere più forte e resiliente l’industria italiana. Dobbiamo consolidare la nostra presenza nei mercati maturi, che restano strategici, e allo stesso tempo aprire nuove opportunità per le nostre imprese. Il Mercosur rappresenta, in questo senso, un’area di grande potenziale: non vogliamo soltanto esportare di più, ma costruire partnership industriali, investimenti e filiere comuni capaci di generare crescita e valore reciproco”, è il senso dato dalla missione dal presidente di Confindustria, Emanuele Orsini.A guidare la delegazione sarà Orsini, insieme a un’ampia rappresentanza dei vertici dell’Associazione e del Sistema Confindustria. È prevista la partecipazione dei ministri Antonio Tajani e Giuseppe Valditara e dei vertici delle istituzioni del Sistema Paese. Per Confindustria prenderanno poi parte alla missione anche la vice presidente per l’export e l’attrazione degli investimenti, Barbara Cimmino, il vice presidente e presidente della piccola industria Fausto Bianchi, il vice presidente per l’education e l’open innovation,  Riccardo Di Stefano e il vice presidente per l’Energia e Aurelio Regina. Presenti anche il presidente di Ice, Matteo Zoppas, il ceo di Sace, Michele Pignotti, l’ad di Simest, Regina Corradini D’Arienzo e rappresentanti di Abi e Cdp.Ora, la missione si inserisce nella nuova fase aperta dall’accordo Ue-Mercosur e punta a trasformare le opportunità dell’intesa in collaborazioni industriali, investimenti e filiere integrate. Non solo, dunque, crescita degli scambi commerciali, ma una partnership più strutturata nei settori strategici, capace di mettere in comune tecnologie, competenze e capacità produttive, facilitare l’accesso delle imprese italiane ai grandi progetti infrastrutturali e rafforzare la cooperazione su ricerca, innovazione e formazione del capitale umano.I primi segnali sul fronte dell’export sono comunque positivi. Nel 2025 le esportazioni italiane verso il Mercosur hanno raggiunto 7,5 miliardi di euro. A maggio 2026, primo mese di applicazione dell’accordo, l’export italiano verso il blocco è stato pari a 745 milioni di euro, in crescita del 21,1% rispetto allo stesso mese del 2025. A pieno regime, il potenziale delle esportazioni italiane verso l’area è stimato in 14 miliardi di euro. Brasile e Argentina rappresentano oltre il 90% dell’interscambio italiano con il Mercosur: nel 2025 l’Italia ha esportato 5,8 miliardi di euro in Brasile e 1,2 miliardi in Argentina.