In riferimento all’esposto presentato dal Sindacato dei Militari il 2 settembre, in ordine alla posizione di appartenenti alle Forze Armate all’interno di Futuro Nazionale, la Procura Militare di Roma comunica in una nota che “anche alla luce di notizie estratte da autorevoli organi di stampa estera, ha disposto l’apertura di accertamenti preliminari volti alla verifica della eventuale sussistenza di fatti di propria stretta competenza in relazione a persone soggette alla giurisdizione militare”.“L’atto – si legge in una nota del Sindacato dei Militari – è finalizzato a sollecitare l’Autorità Giudiziaria Militare affinché accerti la sussistenza di fattispecie incriminatrici a carico di militari in servizio attivo che avrebbero assunto ruoli di vertice e di propaganda all’interno di un movimento politico, in aperta violazione dei doveri fondamentali di fedeltà, neutralità e imparzialità imposti dall’ordinamento militare”. “Non tollereremo zone d’ombra né ambiguità istituzionali – ha detto il segretario generale del Sindacato dei Militari, Luca Marco Comellini -. Abbiamo denunciato fatti precisi, documentati e gravi, che mettono a rischio il prestigio, la neutralità e la credibilità delle Forze Armate della Repubblica Italiana. La nostra non è una critica sindacale di circostanza: è una richiesta formale e irrevocabile di giustizia”. “Spetta ora alla Magistratura Militare accertare le responsabilità penali di chi ha scelto di confondere il proprio ruolo istituzionale con la militanza politica attiva, strumentalizzando l’uniforme e il grado per finalità di parte. Chi indossa l’uniforme della Repubblica deve rispondere alle sue leggi, non ai programmi di movimenti politici che riteniamo essere incompatibili con i valori costituzionali. Continueremo a vigilare e a tutelare la legalità con ogni strumento a nostra disposizione”.Bandiera di Futuro Nazionale, Torino, 11 agosto 2026 (Photo by Marco Alpozzi/LaPresse)L’avvocato di Vannacci: “Non sono ravvisabili reati”Subito dopo è arrivata la replica dell’avvocato di Roberto Vannacci. “Per quanto ci è stato precisato, gli accertamenti della Procura militare non riguarderebbero l’ipotesi di ricostituzione del disciolto partito fascista, come inizialmente riportato dalla stampa, ma il fatto che alcuni militari in servizio ricoprirebbero cariche in seno a Futuro Nazionale. Anche in questa diversa prospettiva, nei fatti descritti non è ravvisabile alcuna fattispecie di reato, né comune né militare. L’eventuale questione potrebbe, al più, essere posta sul piano disciplinare, ma non certamente su quello penale, in assenza di una specifica norma incriminatrice”, ha detto in una nota il legale Giorgio Carta.“In realtà, nessuna disposizione di legge vieta espressamente a un militare in servizio di assumere un incarico all’interno di un partito politico. Tale divieto è stato ricavato in via interpretativa dal Consiglio di Stato con la sentenza n. 5845 del 2017: una conclusione che personalmente non condivido e che non rappresenta neppure l’unico orientamento espresso dalla giurisprudenza amministrativa”. “In senso diverso si erano infatti pronunciati, tra gli altri, il TAR Umbria con la sentenza n. 409 del 2011 e il TAR Piemonte con la sentenza n. 1127 del 2016, successivamente riformata dal Consiglio di Stato. In ogni caso, anche volendo seguire l’interpretazione più restrittiva, la sua eventuale violazione non potrebbe costituire illecito penale senza una precisa fattispecie incriminatrice. Siamo pertanto assolutamente sereni e confidiamo che gli accertamenti si concludano rapidamente con l’archiviazione”. Questo articolo Vannacci, indagine su militari che hanno aderito al partito proviene da LaPresse