Qui al bar vorremmo che ci spiegassero cosa intendono. Quando Ursula von der Leyen dice che la logica dell’escalation è diventata “la nuova normalità” degli europei, curiosamente la stessa formula che si usava per farci accettare mascherine e “distanziamento sociale” ai tempi del Covid, dove vuole andare a parare? Il senso è che per colpa della Russia dovremo disinvestire nel welfare e investire nelle armi? Oppure la presidente della Commissione tenta di indorarci la pillola, in attesa del superamento della prossima linea rossa?Di confini, in questo conflitto a Est, ne abbiamo già oltrepassati tanti. Prima non si doveva mandare equipaggiamento offensivo; poi sono state inviate le armi. Prima non si dovevano mandare missili a lunga gittata; poi sono stati inviati pure quelli. Prima non si dovevano consegnare all’Ucraina i caccia; poi le sono stati donati. Prima non si doveva entrare direttamente in guerra con Mosca; adesso sembra che Nato e Ue non vedano l’ora – sempre per giustificato motivo, beninteso: gli “attentati” russi in Germania, ci spiegano, meritano una reazione – di lanciare una campagna di attacchi ibridi contro il Paese di Vladimir Putin.E dopo, chissà: spediremo truppe la fronte? Tutto per nascondere la realtà: cioè che più l’Ucraina colpisce in profondità le raffinerie nemiche (per carità, mettendo in difficoltà serie i russi), più, però, nel Donbass, perde terreno. Noi continuiamo a porci domande non perché siamo putiniani, ma perché non vorremmo che, come al solito, le cose passino in quanto “non c’è alternativa”. Cos’è che dobbiamo fare realmente? Sostituire le fabbriche di automobili con le fabbriche di carrarmati? Trovare una scusa per eliminare il principio dell’unanimità nella politica estera dell’Unione europea? Distrarre la gente dai fallimenti del sostegno a oltranza a Kiev? Provare a guastare la festa di Afd alle elezioni in Sassonia?Qui al bar crediamo di meritare di saperlo. Perché tra la normalità fatta di caffè e quella fatta di droni c’è un salto bello grosso.Il Barista, 2 settembre 2026L'articolo La guerra è una cosa normale proviene da Nicolaporro.it.