AGI - Che si tratti di un "chi è un buon cane?", di un complimento entusiasta o di uno sfogo serale al rientro dal lavoro, circa un decimo di tutto il tempo che trascorriamo a parlare durante la giornata è dedicato ai nostri animali domestici.Nonostante questa forte presenza, finora mancava uno strumento scientifico e obiettivo per misurare come ci rivolgiamo a cani e gatti e quali effetti reali questo linguaggio abbia sulla salute mentale umana.Lo studio sul linguaggio verso cani e gattiA colmare la lacuna è uno studio condotto dall'Università dell'Arizona, pubblicato sulla rivista Frontiers in Psychiatry. I ricercatori del College di Medicina Veterinaria e del Dipartimento di Psicologia hanno sviluppato AURAL-Pet (Audio-based Understanding of Relational Animal-directed Language), il primo sistema standardizzato per codificare e analizzare il linguaggio quotidiano diretto agli animali domestici.L'analisi si è basata sull'ascolto di oltre 5.000 registrazioni audio quotidiane "invisibili", raccolte tramite l'applicazione EAR (Electronically Activated Recorder), che registra brevi frammenti audio spontanei durante il giorno senza che i partecipanti conoscano lo scopo esatto dello studio.Una variabilità enorme tra le personeDalle analisi emerge un'enorme variabilità individuale: alcune persone usano costantemente soprannomi affettuosi con i propri animali, mentre altre non ne usano mai; alcuni li usano come veri e propri "confidanti" dopo una giornata stressante, mentre altri si limitano a comandi o domande brevi."Moltissime persone sono convinte che un animale domestico faccia la differenza nella propria vita, eppure gli studi scientifici sull'argomento continuano a fornire risultati contrastanti sul cosiddetto 'effetto pet'", spiega Emily Bray, docente di medicina veterinaria e tra gli autori principali dello studio. "Avevamo bisogno di dati oggettivi su ciò che le persone dicono e su come interagiscono davvero con gli animali per capire perché, su alcuni individui, i pet abbiano un impatto positivo straordinario sulla salute mentale e su altri meno", aggiunge.Gli autori della ricerca ritengono che il nuovo strumento AURAL-Pet consentirà di chiarire se e in che modo determinati stili di comunicazione con gli animali domestici aiutino a ridurre l'isolamento sociale, la depressione o lo stress, specialmente negli anziani.