Nietzsche “il polacco”. Come il Nazismo trasformò il filosofo in un’icona

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1.Nietzsche, lo spirito libero e la filosofia “a colpi di martello”.Il 25 agosto 1900 moriva Friedrich Nietzsche, uno dei pensatori più inquieti e radicali della modernità.La sua fu una vita tormentata, vissuta all’insegna dello spirito libero, contro le certezze, le convenzioni e i valori di un’Europa che egli considerava ormai in crisi e decadenti.Desiderava un equilibrio simile a quello della Grecia tragica di Eschilo e Sofocle, in cui apollineo (forma, misura, ordine) e dionisiaco (caos, vitalità, ebbrezza) erano fusi in un perfetto equilibrio, andato in rovina a partire da Socrate. ” Io sono dinamite! ” dice Nietzsche e, dopo, in Ecce Homo, nella sua ultima opera autobiografica, dove da una spiegazione del suo pensiero e analizza le sue opere e scrive: ” il mio tentativo di fare della filosofia è a colpi di martello” .Tuttavia il martello non è quello di un demolitore ma è più uno strumento chirurgico : se ne ha la prova quando si legge il Crepuscolo degli Idoli : “… E si scruteranno nuovi idoli? Questo piccolo scritto è una grande dichiarazione di guerra; e per quel che concerne lo scrutare gli idoli, questa volta non sono idoli del tempo, bensì idoli eterni, qui toccati col martello come con un diapason…”Infatti, Nietzsche era un uomo nuovo che respirava la sua epoca: era figlio dell’Illuminismo, della rivoluzione industriale e del periodo moderno, durante il quale l’uomo aveva appena smesso di credere ad Adamo ed Eva come dati di fatto.2. La crisi dell’Occidente: Darwin, la morte di Dio e il nichilismo.Nel 1859, Darwin aveva scritto il suo saggio Sulla origine delle specie, destinato a dare vita a una nuova scienza e a una nuova cultura.Nietzsche guarda al ritorno dell’equilibrio tra apollineo e dionisiaco, a un mondo primordiale, pertantoIl filosofo cerca una possibile via d’uscita dalla crisi della cultura europea, interrogandosi sulla necessità di una nuova sintesi fra le forze apollinee e dionisiache.Poiché Dio non esiste, l’uomo deve trovare l’equilibrio tra queste due forze per non distruggersi e per non decadere. Di fronte alla morte di Dio, cioè al crollo dei fondamenti religiosi e metafisici della cultura europea, l’uomo è costretto a confrontarsi con il problema della creazione di nuovi valori. La Grecia tragica è piuttosto una lente attraverso cui pensare una possibile cultura futura che compensi la mancanza di Dio.La “morte di Dio” rappresenta per Nietzsche il crollo dei valori assoluti sui quali l’Occidente aveva fondato la propria esistenza. Da questo vuoto nasce il nichilismo, cioè la crisi di senso che segue alla perdita dei vecchi punti di riferimento.3. Lo Übermensch, eterno ritorno e genealogia della morale.L’Übermensch, l’Oltreuomo, è colui che riesce a superare questa crisi e a creare nuovi valori, senza ricorrere a un fondamento trascendente. L’eterno ritorno è la radicale prova dell’affermazione della vita: vivere come se si dovesse desiderare di rivivere ogni istante infinite volte. Con la genealogia della morale, Nietzsche indaga infine l’origine dei nostri valori, mostrando come dietro ciò che consideriamo “bene” e “male” si nascondano spesso bisogni, conflitti e rapporti di forza.4. Nietzsche, il “polacco”.Nietzsche, tuttavia, era una persona probabilmente molto diversa da come siamo portati a immaginarlo: tedesco, irascibile e ultra-nazionalista. In realtà, era timido, sensibile, cortese, malinconico, malato e scrutatore dell’animo umano. Lou Andreas Salomè conobbe Nietzsche a Roma, a San Pietro in Vaticano, e ci offre numerose informazioni sul filosofo. Lou Salomè diventerà allieva di Freud e sembra che alcune sue intuizioni in psicologia derivino da Nietzsche.Gli stessi testi di Nietzsche, i sui stessi scritti, lo descrivono in modo completamente diverso da un nazionalista anzi:Proprio in Ecce Homo (nel primo capitolo, “Perché sono così saggio”), Nietzsche scrive chiaramente: “Mi hanno insegnato a far risalire la mia genealogia al nome Nietzky, nobiltà polacca. […] Quello che ho di sangue tedesco in me proviene solo dalla parte di mia madre, dalla famiglia Oehler, e dalla madre di mio padre, dalla famiglia Krause, e quindi mi sembra che io sia essenzialmente rimasto polacco”.“Io sono un nobile polacco di sangue puro, non avendo una goccia di sangue cattivo, tanto meno tedesco.” ( “Ich bin ein polnischer Edelmann pur sang, dem auch nicht ein Tropfen schlechtes Blut beigemischt ist, am wenigsten deutsches.“ )“D’altra parte, forse sono più tedesco dei tedeschi contemporanei. […] Eppure, i miei antenati erano nobili polacchi: ho ereditato molti dei loro istinti razziali, chi lo sa? Anche il liberum veto.” ( „Anderseits bin ich vielleicht mehr deutsch, als jetzige Deutsche. […] Und doch waren meine Vorfahren polnische Edelleute: ich habe von daher viel Rassen-Instinkte im Leibe, wer weiß? Zuletzt gar noch das liberum veto.“ ).Sappiamo anche dall’ autobiografia Ecce Homo, che quando gli fu riferito che a Vienna nel quadro di Matejko ” Vittoria di Vienna. Messaggio della vittoria al papa” ( il quadro è oggi ai Musei Vaticani) c’era dipinto un nobile polacco che li assomiglia, Nietzsche rimase molto contento infatti, come visto prima, andava fiero del essere polacco.Sempre in Ecce Homo ci dice che a Sorrento lo chiamavano ” il polacco!”“a Sorrento, dove ho trascorso un inverno, mi chiamavano soltanto “il Polacco”. Nelle liste degli ospiti degli alberghi venivo non di rado registrato come tale.” 5. Un filosofo contro il nazionalismo: Germania, Polonia e “Buoni Europei”.Tutti lo immaginano come l’idolo del nazionalismo pangermanico, ma Nietzsche era l’esatto opposto: un fiero anti-tedesco. Schifava la politica di Otto von Bismarck, l’antisemitismo dilagante e la rozzezza culturale del Secondo Reich. In Ecce Homo definisce i tedeschi “mancanti di finezza” e dichiara: “Ovunque arrivi la Germania, essa rovina la cultura”.Nietzsche era critico verso la Kulturkampf lanciata da Bismarck, essa, come preventivato dal filosofo, compromise gravemente e a lungo termine i rapporti tra i sudditi germanici e la minoranza slava, principalmente polacca.Quella campagna ha gettato le fondamenta ideologiche e burocratiche per il nazionalismo etnico e l’intolleranza verso gli slavi, dinamiche che culminarono nelle tragedie del Novecento e che continuano a generare una scia di diffidenza geopolitica e rivendicazioni storiche anche ai giorni nostri.Nietzsche era un visionario dell’ Europa Unita: ” il commercio e l’industria, lo scambio dei libri e delle lettere, l’accomunamento di tutta la cultura superiore […] portano con sé un debilitamento e infine una distruzione delle nazioni, almeno di quelle europee: cosicché da esse, in seguito a continui incroci, deve nascere una razza mista, quella dell’uomo europeo […]. Una volta che si sia riconosciuto ciò, bisogna dirsi francamente solo buoni europei e contribuire con l’azione alla fusione delle nazioni” (Umano, troppo umano, Aforisma 475).Nel suo pensiero Nietzsche non proponeva un’unificazione geopolitica tra Germania e Polonia, ma un’integrazione culturale. Considerava lo spirito polacco – fiero, aristocratico e artistico – il rimedio ideale contro la “mediocrità” tedesca. Auspicava quindi una fusione culturale e biologica, convinto che l’innesto dell’elemento polacco ed ebraico fosse essenziale per creare i “Buoni Europei”: una nuova aristocrazia dello spirito in grado di salvare l’Europa dal nazionalismo e dalla democrazia di massa.In  Al di là del bene e del male, Aforisma 251, spiega come lo spirito polacco (slavo ed europeo) è il correttivo ideale alla pesantezza e al militarismo prussiano. La fusione con la Polonia non è territoriale o di sottomissione imperiale, ma un’ibridazione culturale necessaria a salvare lo spirito europeo.Arrivando ad asserire:” La Germania è una grande nazione solo perché il suo popolo ha così tanto sangue polacco nelle vene”.6. Nietzsche psicologo e critico della morale.Nietzsche quindi non era assolutamente nazionalista, né antisemita; era un filosofo dell’animo umano, come si definisce lui stesso, uno psicologo. Questo concetto di psicologia e di psicologo ritorna spesso in molti dei suoi scritti e influenzerà, forse in parete, anche la psicoanalisi freudiana.Il passaggio più emblematico si trova in Ecce Homo: “Chi, tra i filosofi, prima di me è stato in qualche modo uno psicologo? Prima di me, semplicemente, non c’è una psicologia”. ( Ecce Homo, “Perché sono un destino”, paragrafo 6)7. Nietzsche e gli ebrei: l’antisemitismo che non era il suo.A differenza da quanto si possa credere, Nietzsche fu un deciso oppositore dell’antisemitismo del suo tempo e scrisse in diverse occasioni parole molto favorevoli nei confronti degli ebrei europei.Infatti, nei suoi scritti, esprime simpatia verso gli ebrei e se la prende con i tedeschi e la chiesa che sono antisemiti.Leggiamo infatti nell’ opera ‘Al di là del bene e del male’: ” Gli ebrei sono la razza più forte, più tenace e più pura che viva oggi in Europa; sanno affermarsi anche nelle condizioni più difficili […] grazie a virtù che oggi si vorrebbe volentieri bollare come vizi”. (Al di là del bene e del male, aforisma 251).Nietzsche esalta la capacità degli ebrei  sulla grandezza letteraria dell’Antico Testamento rispetto al Nuovo:” nel Vecchio Testamento ebraico, il libro della giustizia divina, vi sono uomini, cose e discorsi di uno stile così grandioso che gli scritti greci e indiani non hanno nulla da porre al loro fianco. Si rimane presi da terrore e da rispetto reverenziale davanti a questi immensi resti di ciò che l’uomo era una volta […] Il gusto per il Vecchio Testamento è una pietra di paragone per il “grande” e per il “piccolo” “(Al di là del bene e del male, aforisma 52).Sembra del tutto paradossale e strano che Nietzsche, in una lettera a sua sorella Elisabeth, criticasse l’antisemitismo, mentre proprio la sorella era un’ardente antisemita e una futura fanatica di Adolf Hitler, tanto legata alla causa nazista da stravolgere completamente gli scritti del fratello, facendoli apparire, a torto, come ispiratori della superrazza ed esaltatori dell’ideologia nazista.Nietzsche, suo malgrado, fu considerato il vate del nazismo, forse a causa della cattiva interpretazione dei suoi passi metaforici che criticano la debolezza, esaltano la lotta, la forza, il confronto tra forte e debole, l’anticristianesimo, l’uomo forte che lotta contro il decadentismo e vince, l’autodeterminazione, ecc.Comunque, è una delle più grandi ironie della storia che egli scriva alla sorella criticando gli antisemiti tedeschi e diventi il filosofo del nazismo grazie alle manipolazioni filologiche dei suoi scritti.Nella lettera , alla sorella, scrive preoccupato :”Non avere alcuna relazione con chiunque sia coinvolto nella sfrontata menzogna delle razze, con gli antisemiti! […] Gli antisemiti non perdonano agli ebrei di avere spirito e denaro”.(Lettere alla sorella Elisabeth, 1887)8. Elisabeth, la “Volontà di potenza” e la nascita del Nietzsche nazista.Nietzsche era stufo del passato, con tutti i suoi strascichi medievali, superstizioni e visioni pietistiche. Era un anticlericale, antiprussiano; voleva solo un mondo nuovo, libero dai dogmi del passato, un mondo per l’uomo, fatto dall’uomo! Il concetto filosofico di Übermensch, cioè di oltreuomo, di superuomo, che va oltre, che si supera e basta a se stesso, l’uomo non ha bisogno di un Dio perché viviamo in un mondo senza Dio.Quindi questo concetto filosofico di Übermensch (Oltreuomo/Superuomo), che in Nietzsche rappresenta come un’evoluzione spirituale, filosofica ed esistenziale dell’individuo singolo, venne arbitrariamente biologizzato dai teorici nazisti. L’Oltreuomo divenne così l’uomo della “razza ariana pura”.Il famoso libro attribuito a Nietzsche “La volontà di potenza” non è un’opera compiuta lasciata da Nietzsche nella forma in cui fu pubblicata dopo la sua morte: è una raccolta postuma di frammenti e appunti organizzata editorialmente, soprattutto sotto l’influenza della sorella Elisabeth.La sorella riadattò gli scritti di Nietzsche creando così un libro mai scritto dal filosofo che divenne un cult durante il nazismo.Altri passi decontestualizzati furono letti sotto un’ottica diversa : basti pensare a quando l’autore scrive In Così parlò Zarathustra (“Della guerra e dei guerrieri”), si trovano frasi fortemente militariste:” Voi dovete amare la pace come mezzo per nuove guerre. E la pace breve più della lunga. Vi consiglio non il lavoro, ma la lotta. […] La buona causa santifica anche la guerra? Io vi dico: è la buona guerra che santifica ogni causa”.Il voluto equivoco nazista: mentre Zarathustra parlava della guerra interiore dello spirito e della lotta filosofica contro i vecchi valori. Invece il nazismo utilizzò queste frasi come esortazione letterale al militarismo e all’invasione di territori a scopo di geopolitica. Altro esempio tragico lo troviamo nella cattiva interpretazione di questo testo estrapolato dall’ Anticristo: ” deboli e i malriusciti devono perire: questo è il principio primo del nostro amore per gli uomini. E si deve anche aiutarli a farlo. Che cos’è più dannoso di qualsiasi vizio? L’agire con compassione verso tutti i malriusciti e i deboli – il cristianesimo”.Questo passaggio divenne una delle giustificazioni filosofiche usate dal regime per legittimare il programma Aktion T4 (l’eutanasia di massa dei disabili) ed anche lo sterminio dei gruppi umani, come le razze, considerate “subumane”, quindi da eliminare.Tuttavia, per Nietzsche, il suo obiettivo non era l’eliminazione fisica delle persone, ma la critica psicologica nei confronti della debolezza di volontà e del sistema morale che esaltava la sofferenza anziché promuovere la salute esistenziale, derivante da una dottrina morale decadente.Quindi, Nietzsche, non fu un filosofo nazista, non fu un teorico del nazismo e morì prima della nascita del movimento nazista.Ma alcuni suoi concetti potevano essere selettivamente appropriati da una cultura autoritaria e nazionalista: forza, guerra, aristocrazia, gerarchia, critica dell’uguaglianza, superamento dell’uomo, ecc.9. Nietzsche non era nazista. Ma perché il nazismo poté appropriarsene?Pertanto, l’autore non era nazista, ma il nazismo poté appropriarsi selettivamente di Nietzsche.Infatti alcune espressioni nietzschiane sulla debolezza e sul ‘perire dei malriusciti’ furono lette attraverso la lente dell’ideologia eugenetica e utilizzate per costruire una ricezione distorta del filosofo.Nietzsche nutriva un profondo disprezzo per la Prussia, poiché considerava la Germania rinata sotto Bismarck, dopo la vittoria di Sedan, come un segno della morte dello spirito a favore dello Stato. Egli percepiva lo Stato tedesco di Bismarck come un idolo freddo che intorpidiva l’intelletto. L’ossessione per il potere militare, la burocrazia e l’efficienza economica stava minando la ricchezza filosofica e artistica.Nel “Crepuscolo degli idoli” scrisse: “La cultura e lo Stato sono antagonisti… Se ci si spende per il potere, si paga caro: il potere instupidisce”.Forse il filosofo aveva previsto che il percorso intrapreso dalla Germania la avrebbe portata ad un baratro. La storia di Nietzsche ci offre il caso più eclatante di mistificazione e sabotaggio intellettuale finalizzati a scopi politici e ideologici. Le idee che lui disprezzava e contrastava, a causa di alterazioni filologiche dei suoi scritti operate dalla sorella, divennero strumenti al servizio del regime dittatoriale nazista.Solo negli anni del dopoguerra, due filologi italiani, Colli e Montinari, riuscirono, alla fine degli anni ’60, a restituire voce e giustizia a Nietzsche. Il loro lavoro portò alla pubblicazione della prima edizione critica fedele e integrale, che ha profondamente cambiato la ricezione globale del pensiero nietzschiano.Per saperne di più:Abagnano-Forneto, Protagonisti e testi della filosofia. Da Nietzsche all’esistenzialismo. ParaviaOpere complete di Nietzsche. DLB PressTesti originali:https://archive.org/details/nietzsche-volonta-di-potenza-treves/mode/1uphttps://www.nietzschesource.org/Emiliano Salvatore