Un bambino di circa 9 o 10 anni, a bordo di una bicicletta o di un monopattino e con sulle spalle un voluminoso zaino termico, è stato notato e fotografato mentre consegnava cibo a domicilio nel quartiere San Donato, in corso Regina Margherita.A documentare la scena è stato Enrico Francia, funzionario del Nidil Cgil, che secondo quanto riportato da Repubblica, ha visto il piccolo uscire da una kebab-pizzeria, citofonare ai clienti e completare la consegna. La documentazione fotografica è stata trasmessa al segretario del Nidil Torino, Danilo Bonucci. Il sindacato ha annunciato un esposto formale all’Ispettorato del Lavoro e una segnalazione diretta a Deliveroo (lo zainetto termico che portava era il loro) e alle autorità competenti per fare luce sulla filiera dei controlli.Non è ancora chiara l’identità del bambino. Tra le ipotesi avanzate da Francia vi è la possibilità che si tratti del figlio o di un parente del gestore del locale, oppure del familiare di un rider incaricato della consegna. Anche perché le consegne sono gestite dai lavoratori ingaggiati dall’applicazione e per accedere si deve esser maggiorenni. Oppure, usufruendo dello zainetto termico e del servizio, è stata l’attività stessa a ingaggiare illegalmente il ragazzino, un locale che magari gestisce le spedizioni in autonomia con proprio personale. Ovviamente personale che deve esser maggiorenne e che in questo caso non lo era. La posizione di DeliverooUn portavoce di Deliveroo ha dichiarato a Repubblica che la società è in attesa di ricevere i dettagli della segnalazione per avviare gli accertamenti. La piattaforma ha ribadito che l’ingaggio richiede la maggiore età e il superamento di controlli sull’idoneità lavorativa, integrati da un sistema quotidiano di riconoscimento facciale per verificare l’identità di chi accede all’applicazione. (Foto di Alain ROUILLER su Unsplash)L'articolo Allarme a Torino: «Quello è un baby rider». Deliveroo avvia delle verifiche proviene da Open.