Clima, la resa dell'Onu: "L'obiettivo 1,5 gradi non sarà rispettato"

Wait 5 sec.

AGI - Le Nazioni Unite hanno affermato mercoledì che l'obiettivo di 1,5°C non sarà rispettato, delineando come le temperature globali potrebbero essere riportate sotto quella soglia in una valutazione inedita nel suo genere, accolta con sconforto nei Paesi più vulnerabili ai cambiamenti climatici.Il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres aveva riconosciuto lo scorso anno l'inevitabilità di un superamento della soglia di 1,5°C nei prossimi anni, ma questa valutazione è la prima da parte di un'agenzia Onu a dichiarare in modo inequivocabile che l'obiettivo sarà mancato. Gli scienziati concordano sul fatto che un riscaldamento superiore a 1,5°C rispetto all'epoca preindustriale comporti gravi rischi, e quasi 200 Paesi si erano impegnati un decennio fa a contenere l'aumento delle temperature globali entro quella soglia più sicura.Il rapporto dell'Unep sul climaNel rapporto, molto atteso, il Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente (Unep) afferma che la migliore opzione rimasta è passata dall'evitare il superamento della soglia a gestirlo. "È un bagno di realtà. Dobbiamo convivere con un mondo più caldo, ma c'è ancora molto che possiamo fare per limitare il riscaldamento", ha detto ai giornalisti Richard Betts dell'Università di Exeter, tra gli autori del rapporto, spiegando che il documento riguarda soprattutto le risposte da mettere in campo, più che la semplice constatazione del fenomeno.Per la coautrice Debra Roberts, dell'Università di KwaZulu-Natal, è importante che i decisori politici comprendano che "le regole del gioco stanno cambiando": occorre, ha spiegato, riconfigurare la governance climatica attorno a un percorso di superamento della soglia, per il quale nessuno dei piani attuali è preparato.Le conseguenze dell'aumento delle emissioniCon l'aumento delle emissioni che intrappolano il calore, l'Unep aveva già segnalato che raggiungere l'obiettivo di 1,5°C stava diventando sempre più improbabile. Questo nuovo rapporto segna però una svolta, affermando senza mezzi termini che l'azione globale per ridurre le emissioni di gas serra "non è stata abbastanza rapida" da evitare il superamento della soglia.Il messaggio diretto "ha colpito duramente chi vive negli atolli a bassa quota", ha detto Maina Talia, ministro del Clima di Tuvalu, nazione del Pacifico tra le più minacciate dall'innalzamento del livello del mare, spiegando che i costi del cambiamento climatico ricadono in modo sproporzionato sui Paesi del Pacifico, in misura non paragonabile ad altri Paesi.L'inviata per il clima delle Isole Marshall Tina Stege ha detto che di fronte al superamento ormai certo della soglia, i Paesi vulnerabili stanno "combattendo contro una corrente molto forte" che li trascina verso acque sempre più pericolose.Le critiche degli attivistiGli attivisti per il clima si sono mobilitati attorno all'obiettivo di 1,5°C da quando fu affermato come traguardo più ambizioso dell'Accordo di Parigi, un decennio fa, e il rapporto Unep è stato accolto con frustrazione e delusione. "Overshoot non è un motivo per arrendersi" sull'obiettivo di 1,5°C, ha detto Jasper Inventor di Greenpeace International, pur definendo il momento "straziante".Bill Hare, climatologo e amministratore delegato dell'istituto Climate Analytics, ha detto che il rapporto rischia di trasformarsi in "un invito all'apatia", non riuscendo a mostrare in modo convincente una via d'uscita. Rachel Cleetus, dell'Union of Concerned Scientists, ha definito il mancato rispetto della soglia di 1,5°C "una monumentale ingiustizia climatica", oltre che straziante e fonte di rabbia.Onu cambia strategieIl mondo si è già riscaldato di circa 1,4°C rispetto al periodo 1850-1900, soprattutto a causa della combustione di fonti fossili, e gli ultimi tre anni sono stati i più caldi mai registrati. Gli scienziati avvertono che ogni superamento della soglia di 1,5°C aumenta il rischio di eventi meteorologici estremi e di cambiamenti irreversibili, come la perdita delle calotte glaciali e delle barriere coralline.La direttrice esecutiva dell'Unep Inger Andersen ha detto ai giornalisti che non esistono esiti positivi se si resta sopra 1,5°C, ma che "quell'obiettivo resta il traguardo": va però avvicinato "in modo diverso, dall'alto". Anche nello scenario più ottimista del rapporto, le temperature globali raggiungerebbero comunque un picco di 1,8°C prima di scendere a 1,5°C entro la fine del secolo. Per ottenere questo risultato, però, sarebbe necessaria la rimozione di anidride carbonica dall'atmosfera su scala enorme, insieme a tagli rapidi e consistenti alle emissioni di gas serra, secondo il rapporto.Guterres ha detto che "la battaglia per 1,5°C è la battaglia per l'umanità". Al momento la rimozione del carbonio gioca un ruolo ancora marginale nella lotta al cambiamento climatico, ed è fortemente osteggiata dagli attivisti, che spingono invece per l'abbandono dei combustibili fossili. "L'unico modo per minimizzare i danni è tagliare le emissioni ora", non affidarsi a soluzioni tecnologiche speculative, ha detto Lili Fuhr dell'organizzazione CIEL.