Quattro offerte dai fondi per una quota di diritti esteri della Serie A: c’è anche Oaktree

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Gio, 3 Set 2026I fondi di investimento hanno messo nel mirino il business internazionale del massimo campionato italiano, di cui potrebbero rilevare tra il 10 e il 20%.DiRedazioneCondividi l'articolo(Image Credit: Depositphotos)La Serie A torna a guardare ai fondi di private equity per provare ad accelerare la crescita del proprio business internazionale. Secondo quanto riportato da Reuters, alcuni dei principali operatori finanziari mondiali si stanno preparando a presentare offerte vincolanti per rilevare una quota di minoranza della società destinata a detenere e gestire i diritti media internazionali del massimo campionato italiano.Tra i soggetti in corsa figurano Carlyle, Bain e Oaktree, il fondo che controlla l’Inter dal 2024, oltre alla società italiana di private equity Nextalia. Quest’ultima sarebbe coinvolta nella proposta insieme a Carlyle, mentre la Lega Serie A si aspetterebbe complessivamente tre o quattro offerte. La scadenza per la presentazione delle proposte vincolanti è fissata per venerdì 4 settembre.L’operazione non riguarderebbe solamente i diritti televisivi. Nella nuova struttura dovrebbero infatti confluire anche le attività internazionali legate alle sponsorizzazioni e al betting, con l’obiettivo di creare un veicolo dedicato allo sviluppo commerciale della Serie A fuori dai confini italiani e di coinvolgere un partner finanziario capace di contribuire alla crescita di questi ricavi.Secondo le fonti citate da Reuters, gli investitori sarebbero chiamati a presentare offerte per una quota compresa fra il 10% e il 20% della società. La valutazione complessiva del veicolo viene stimata fra 3 e 4 miliardi di euro, mentre il business oggetto dell’operazione genererebbe circa 200 milioni di euro di risultato operativo e ricavi nell’ordine dei 250 milioni di euro all’anno.Serie A e fondi, il ruolo di JP MorganIl dossier è seguito da JP Morgan, scelta dalla Lega Serie A come advisor. Già nei mesi scorsi la banca d’affari aveva iniziato a sondare diversi fondi di private equity per verificare l’interesse nei confronti dell’operazione, prima di arrivare alla fase attuale e alla presentazione delle offerte vincolanti.L’obiettivo è quello di trovare un partner che possa aiutare il massimo campionato italiano a incrementare sensibilmente il valore generato sui mercati internazionali, un terreno sul quale la Serie A continua a essere distante dai principali concorrenti europei. I circa 250 milioni di ricavi annui generati dall’attività internazionale rappresentano infatti solamente una frazione di quanto incassato attraverso lo stesso canale dalla Premier League e, in misura inferiore, dalla Liga spagnola.Proprio il rafforzamento della presenza all’estero rappresenta uno dei principali nodi strategici per la Serie A, chiamata a confrontarsi con una crescente concorrenza per l’attenzione degli spettatori. Il calendario sempre più fitto, l’allargamento delle competizioni UEFA e soprattutto la forza commerciale della Premier League hanno reso più complesso vendere il prodotto del campionato italiano sui mercati internazionali.Il nodo Oaktree-Inter e il precedente di CVCTra i nomi coinvolti nella procedura, quello destinato inevitabilmente ad attirare maggiore attenzione è Oaktree. Il fondo statunitense è infatti contemporaneamente il proprietario dell’Inter e uno dei potenziali investitori nel veicolo destinato a gestire una parte fondamentale delle attività internazionali della stessa Lega alla quale partecipa il club nerazzurro.Una circostanza che ha già aperto all’interno della Serie A un tema di opportunità e di potenziale conflitto di interessi, anche se sarà necessario attendere prima di tutto l’effettiva presentazione dell’offerta e successivamente le modalità attraverso le quali verrebbe eventualmente strutturata l’operazione.In ogni caso, la presentazione delle offerte rappresenterebbe soltanto un passaggio del processo. Una eventuale cessione di una partecipazione nelle attività media della Serie A dovrebbe infatti ottenere il via libera di almeno 14 dei 20 club che compongono il massimo campionato. Non sarebbe la prima volta che la Serie A prova ad aprire le porte ai fondi. Il precedente più importante risale al 2021, quando la Lega lavorò alla creazione di una media company alla quale avrebbe partecipato con una quota del 10% un consorzio guidato da CVC, insieme ad Advent e FSI.L’operazione avrebbe garantito ai club risorse per circa 1,7 miliardi di euro, ma il progetto naufragò dopo mesi di discussioni proprio per l’impossibilità di raggiungere tra le società il consenso necessario alla sua approvazione.Questa volta il perimetro sarebbe però differente. Al centro non ci sarebbe il più ricco mercato dei diritti audiovisivi domestici, ma il business internazionale della Lega, sul quale i club vedono maggiori margini di sviluppo. Un modello che avrebbe inoltre dei precedenti nel calcio europeo, considerando l’ingresso di capitali privati nei business commerciali e audiovisivi di campionati come quelli di Spagna e Francia.La scadenza del 4 settembre rappresenterà così un primo snodo decisivo: una volta ricevute le proposte, spetterà alla Serie A e ai suoi club stabilire se esistano le condizioni economiche e politiche per procedere. Con un tema destinato inevitabilmente a pesare sul confronto: la presenza tra i potenziali investitori di Oaktree, che siederebbe contemporaneamente al tavolo anche attraverso l’Inter.Developed by 3x1010